Se Windows 10 è davvero l’elemento chiave perché Microsoft possa avere successo anche nel mercato mobile, allora la piattaforma universale per le app è la tecnologia necessaria per riuscire in questa difficile impresa. La piattaforma promette infatti di offrire agli sviluppatori quell’ecosistema cross-device che hanno sempre desiderato avere da parte di Microsoft, ma ci sono ancora molti ostacoli prima che Windows 10 possa correre alla pari con iOS e Android.

Lo scopo della piattaforma universale per le app è di permettere agli sviluppatori di realizzare un’applicazione che funzioni su PC, tablet, smartphone e persino su Xbox One. Non è certamente un’idea nuova per Microsoft, ma questa volta sembra davvero che il colosso di Redmond sia sulla buona strada per riuscire a mettere in pratica questo ambizioso progetto.

“La piattaforma darà vita a una nuova classe di applicazioni universali per Windows che saranno scritte e sviluppate una volta sola e con un’unica interfaccia e una logica comune” ha affermato la scorsa settimana Kevin Gallo, a capo del reparto tecnologico della Windows Developer Platform di Microsoft.

Non è una promessa da poco, ma Microsoft deve portarla a termine se vuole iniziare ad avere un ruolo di primo piano nel mercato mobile. Secondo un recente rapporto di IDC infatti la quota in mano a Windows Phone nel mercato dei sistemi operativi mobile è scesa lo scorso anno al 2.7%, mentre nel 2013 era pari al 3,3%.

Parte del ragionamento che sta dietro alla piattaforma universale di Microsoft è che gli sviluppatori non sono incentivati a creare app per un sistema operativo con percentuali di diffusione così basse. Se invece queste app non si limitano al solo mercato mobile, ma possono essere utilizzate anche in ambito PC, gli sviluppatori saranno molto più motivati e potranno rilasciare diverse versioni di una singola app con il minimo sforzo a livello di coding e programmazione.

Tuttavia molti analisti rimangono scettici sul piano di Microsoft, che se sulla carta potrà anche sembrare vincente, in realtà pone un grande punto interrogativo. Perché infatti uno sviluppatore dovrebbe adottare un nuovo modello di programmazione quando il beneficio sarà ancora quello di creare app per una piattaforma che ha pochissimi utenti?

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“Avere un’unica piattaforma per tutto sembra quasi un sogno, ma non sicuro che gli sviluppatori abboccheranno” afferma Roger Kay, fondatore e presidente di Endpoint Technologies. “Gli sviluppatori non si spostano su piattaforme che non hanno utenti. Se Microsoft organizza una festa e nessuno si presenta, le persone smettono di interessarsi alla cosa”.

L’analista di Forrester Michael Facemire ritiene che la nuova piattaforma di Microsoft non farà il colpaccio nemmeno con gli sviluppatori individuali. “Per loro non vale la pena espandersi in una nuova piattaforma, anche perché dalle previsioni in nostro possesso non stiamo vedendo chissà quale affermazione degli smartphone Windows Phone e dei tablet Surface nel mercato consumer. Se stessi già sviluppando un’app per un tablet Windows, la nuova piattaforma sarebbe una cosa molto utile per me visto che l’app andrebbe bene anche su uno smartphone, ma non penso che questa strategia prenderà piede in ambito consumer”.

Rimane comunque difficile snobbare un colosso come Microsoft, che non solo ha ingenti risorse a disposizione ma che ora è anche guidato da un CEO che sembra finalmente capire la situazione globale. Gallo ha poi descritto alcune delle caratteristiche che permetteranno agli sviluppatori di creare app in grado di funzionare alla perfezione su più tipi di dispositivi. Layout dello schermo, controlli, input vocali, gesture e servizi cloud come OneDrive, Cortana e Applications Insights.

Inoltre, sempre secondo Gallo, l’esperienza mobile si è sempre riferita fino ad ora solo ai dispositivi. Oggi invece gli utenti sono alla ricerca di una “mobile experience” che li segua dappertutto a prescindere dal dispositivo utilizzato. Se quindi stanno utilizzando un’applicazione su PC con risultati soddisfacenti, vogliono sperimentare la stessa esperienza anche su un tablet e non trovarsi di fronte a un’app diversa, o che comunque non fornisca le stesse sensazioni provate sul PC.

Facemire però ammette che ci sono ancora delle questioni aperte su come possa davvero funzionare questa strategia cross-device, soprattutto per quanto riguarda gli elementi dell’interfaccia. “Non c’è nulla di male nel voler proporre una piattaforma che permetta a uno sviluppatore di creare app compatibili con PC, tablet e smartphone, ma il modo in cui un utente vuole eseguire una certa azione su un telefono cambierà in modo significativo rispetto a come farebbe la stessa cosa su un PC. Infatti, anche se alla base di tutto c’è un unico codice, solo se sto sviluppando per un determinato tipo di dispositivo posso aggiungere o modificare particolari condizioni. Mettere in pratica un concetto universale non è affatto facile o immediato”.

Microsoft rivelerà nuovi e più numerosi dettagli tecnici sulla sua piattaforma universale nel corso della Build Developer Conference che si terrà a San Francisco dal 29 aprile al primo maggio. Se questa nuova strategia dovesse avere successo ed essere adottata da molti sviluppatori, Facemire è convinto che Microsoft possa davvero avere una chance per ridurre il divario ancora netto che la separa da iOS e Android.