La battaglia per i pagamenti mobile si sta infiammando

Tutti gli occhi sono oggi puntati su Samsung Pay e sulla tecnologia di LoopPay integrata nei nuovi smartphone Galaxy S6 e S6 Edge.

I pagamenti in mobilità potrebbero crescere in modo esponenziale negli Stati Uniti come risultato della battaglia che si sta combattendo fra tre giganti della tecnologia come Apple, Google e Samsung. Negli ultimi sviluppi su questo versante Samsung ha appena rivelato Samsung Pay, una nuova strategia per il pagamento mobile abbinata al Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge, i due nuovi smartphone di fascia alta del colosso sudcoreano presentati ieri all’apertura del Mobile World Congress 2015 di Barcellona.

Samsung Pay si affida a due tecnologie; da un lato una connessione magnetica mutuata dalla startup LoopPay e resa possibile dall’inserimento di un piccolo anello di rame nei due telefoni. Dall’altro lato la già conosciuta tecnologia NFC (Near Field Communication) già presente su moltissimi smartphone Android della stessa Samsung (e non solo).

I due telefoni arriveranno sul mercato di 20 Paesi (Stati Uniti e Italia inclusi) il 10 aprile, ma il servizio Samsung Pay non sarà attivo prima dell’estate e arriverà inizialmente solo negli USA e in Corea del Sud. Avendo a disposizione questa doppia tecnologia inserita nativamente nei due modelli di Galaxy S6, Samsung punta direttamente agli oltre 10 milioni di punti vendita nei soli Stati Uniti che sono già in possesso di lettori magnetici compatibili con la tecnologia utilizzata da LoopPay.

Samsung ha acquisito LoopPay a metà febbraio di quest’anno, dopo averne finanziato la nascita come startup la scorsa estate assieme a Visa

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Di contro Apple Pay e Google Wallet possono funzionare solo con i più nuovi e rari terminali NFC-ready, le cui installazioni stanno però aumentando sempre di più negli Stati Uniti e dovrebbero raggiungere il 50% dei 12 milioni di punti vendita americani entro la fine del 2015. Di conseguenza, mentre l’NFC cresce, nell’attesa la tecnologia magnetica potrebbe colmare un gap forse ancora un po’ acerbo ma già molto invitante.

Secondo Avivah Litan, analista di Gartner, Samsung si è inserita molto bene in questa competizione e ha dalla sua il plus di LoopPay, ma deve lavorare ancora molto per migliorare l’esperienza utente e competere ad armi pari con Apple. Da alcuni test “informali” eseguiti dalla stessa Gartner, la tecnologia magnetica di LoopPay ha mostrato più di un problema nell’utilizzo con alcuni terminali magnetici. C’è però da dire che in queste prove Gartner ha utilizzato le precedenti custodie per smartphone di LoopPay e non la stessa tecnologia integrata presente nei nuovi Galaxy S6 e S6 Edge di Samsung.

Introducendo il piccolo anello di rame direttamente nel telefono, si potrebbero ridurre in modo significativo i problemi sperimentati da Gartner, ma sempre secondo la Litan LoopPay non funzionerà perfettamente con qualsiasi lettore di carte magnetiche. Ricordiamo che Samsung ha acquisito LoopPay a metà febbraio di quest’anno, dopo averne finanziato la nascita come startup la scorsa estate assieme a Visa.

MasterCard ha già confermato il suo supporto a Samsung Pay offrendo un software di tokenizzazione per entrambe le tecnologie (magnetica e NFC), ma stando a Samsung anche altre compagnie di carte di credito e di debito, come Visa e American Express, supporterano Samsung Pay e lo stesso faranno altri nomi di primo piano come Bank of America, Chase, Citi e US Bank. Tra l’altro il settore bancario sta già supportando negli USA Apple Pay, che è stato introdotto lo scorso autunno con l’uscita sul mercato di iPhone 6 e iPhone 6 Plus.

L’adozione del pagamento mobile è basata su un complesso insieme di tecnologie e relazioni commerciali

Google Wallet, benché sia emerso già nel 2011, ha fatto fatica a carburare, ma pochi giorni fa Google ha annunciato un accordo per comprare la tecnologia di SoftCard, un altro sistema di pagamento mobile basato su NFC. Questa acquisizione significa che nei prossimi mesi Google Wallet sarà preinstallato sui nuovi telefoni Android venduti da Verizon, AT&T e T-Mobile. MasterCard supporterà Samsung Pay solo dopo che sarà adottata una tecnologia sicura di tokenizzazione.

I token, già utilizzati con i pagamenti di Apple Pay tramite NFC e in altri sistemi di pagamento, non sono altro che una sorta di codice utilizzato al posto del numero della carta di credito o di debito del cliente per aumentare la sicurezza della transazione.
È la stessa MasterCard, per voce di Sherri Haymond, a specificare che senza la tokenizzazione la compagnia non avrebbe mai supportato Samsung Pay.

L’adozione del pagamento mobile è basata su un complesso insieme di tecnologie e relazioni commerciali. Lo scoglio maggiore per la diffusione di questi sistemi negli Stati Uniti è dipeso dalla conversione di milioni di terminali di pagamento, sostituiti da modelli nuovi compatibili con smart card e soprattutto con la tecnologia NFC. Oltre ad Apple Pay, Google Wallet e Samsung Pay, molti esperti stano guardando con attenzione a un consorzio di grandi catene di distribuzione chiamato MCX, che comprende tra gli altri anche WalMart e BestBuy.

Al momento MCX, che potrebbe influire non poco sul destino dei pagamenti mobile visti i giganti che lo compongono, non si sta affidando a terminali NFC e potrebbe non supportare (o forse sì?) Samsung Pay. Non è un caso che Tim Sloane, analista di Mercator Advisory Group, si dica affascinato nel vedere come i componenti di MCX risponderanno all’arrivo di Samsung Pay. La risposta degli esercenti a tutte queste nuove tecnologie non è infatti sempre positiva, proprio a causa dei differenti sistemi e dell’opacità che ancora li circonda.

Diversi fattori potrebbero aiutare il colosso sudcoreano a far compiere a Samsung Pay il grande salto

C’è poi da notare come che avere successo Samsung Pay e altri sistemi di pagamenti mobile non dovranno basarsi solo sulla tecnologia, ma anche sulle giuste partnership commerciali. Apple ad esempio ha fatto un ottimo lavoro nell’intrecciare rapporti e stringere accordi con compagnie di carte di credito, catene di negozi e istituti bancari, mandando tra l’altro in onda un costante flusso di spot TV e investendo in altri tipi di promozione per mostrare la facilità di utilizzo di Apple Pay per i pagamenti veloci nei negozi.

“Il percorso verso i pagamenti mobile non deve tener conto solo della tecnologia, ma anche da quante partnership puoi stringere con istituzioni finanziarie e altri soggetti disposti ad accettare la tua soluzione di pagamento” afferma Jack Gold, analista di Gold Associates. “Se Samsung è in grado di costruirsi un ecosistema per la sua tecnologia, allora potrà essere uno dei principali attori sulla scena. Apple lo sta già facendo e non avrà difficoltà a continuare vista la sua influenza, ma non è detto che ciò succederà automaticamente anche per Samsung”.

Diversi fattori potrebbero aiutare il colosso sudcoreano a far compiere a Samsung Pay il grande salto. Samsung potrebbe infatti concedere la licenza di LoopPay ad altri produttori di smartphone (persino Apple e Google) e trarne indubbi benefici, tanto che se Samsung Pay dovesse riscuotere un grande successo, sia Apple Pay, sia Google Wallet potrebbero trovarsi marginalizzati.

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AUTOREMatt Hamblen
FONTEComputerworld.com
Matt Hamblen
Senior Editor Matt Hamblen è un giornalista multimediale e tratta di mobility, networking e smart city. E' stato senior editor di dell'edizione americana di Computerworld e i suoi articolo compaiono qui in virtù degli accordi di licenza con IDG Communications.