SMS e posta vocale sono tecnologie obsolete che dovrebbero essere, e sono state, sostituite da nuove alternative. Siamo portati a credere, ad esempio, che gli SMS siano stati in gran parte abbandonati da imprese e aziende a favore di strumenti di collaborazione di gruppo come Slack. E anche se è vero che il numero di messaggi SMS ha raggiunto il picco nel 2011, quando 2,3 trilioni di messaggi sono stati inviati nei soli Stati Uniti, l’attività degli SMS oggi supera di gran lunga tutto il resto. 

Questo equivoco sugli strumenti di collaborazione di gruppo è messo a nudo dai semplici numeri. Tutti con uno smartphone in tasca hanno ovviamente accesso agli SMS, ma uno smartphone non dà accesso automaticamente agli strumenti di collaborazione. Il leader di questo mercato Slack ha solo 3 milioni di utenti paganti attivi, mentre circa 6 miliardi di persone hanno accesso agli SMS, che possono essere inviati e ricevuti anche da un semplicissimo feature phone da poche decine di euro e non solo da uno smartphone. Ciò significa che il 99,5% delle persone che hanno accesso agli SMS non sono utenti paganti di Slack.

Ricordate HipChat e Stride? Slack questa settimana ha annunciato una partnership con Atlassian, in base al quale le basi utenti di HipChat e Stride saranno assimilate a Slack. In cambio Slack sarà modificato per integrarsi meglio con altri prodotti di Atlassian come Jira Server e Cloud, Trello e Bitbucket. Fatto sta che gli SMS sono ancora un mezzo estremamente potente per le imprese.

Un modo in cui l’utilizzo di SMS è stato ampliato e reso più flessibile è che non si tratta più solo di un’esclusiva per “telefonini” e smartphone. Un’estensione di Chrome chiamata Send Your Email to SMS di CloudHQ consente di inviare e ricevere messaggi SMS in Gmail. Dopo aver installato l’estensione e effettuato una semplice installazione, potete scegliere qualcuno dai vostri contatti Google e inviare a quella persona una normale email da Gmail, che arriverà però sul telefono del contatto come un SMS.

Questo è un modo di usare SMS…senza usare SMS. Basta inviare delle e-mail e queste appaiono come SMS alle persone che preferiscono ricevere messaggi sui loro smarthone. Potete anche dire all’estensione di inviarvi un’email via SMS se proviene da una persona specifica o contiene una parola o frase specifica nella riga dell’oggetto. Il mese scorso Google ha inoltre lanciato un servizio chiamato Messages for Web, un modo per gli utenti Android di inviare SMS da un browser web.

E non dimentichiamo che il marketing via SMS è molto importante perché un SMS è un modo migliore e più efficace in termini pubblicitari rispetto alle email. Qualcosa come l’82% di tutti gli utenti di smartphone intervistati per questa indagine ha dichiarato di aver aperto tutti gli SMS inviati, mentre i tassi di apertura delle e-mail rimangono a singola cifra tra i fastidi per lo spam e timori legati alla sicurezza. Alcune grandi aziende stanno addirittura aggiungendo nuovi e importanti servizi relativi agli SMS. Questo mese ad esempio Oracle ha annunciato SMS Public Aggregator Network (SPAN), un marketplace di aggregatori SMS che si va ad aggiungere alla piattaforma di marketing B2C Responsys.

Un ritorno vocale

Il problema principale con la posta vocale è sempre stato che, mentre è un modo semplice per inviare un messaggio, è sempre stato qualcosa di più scomodo e problematico per il destinatario. Bisogna aspettare che il chiamante finisca di parlare e prendere eventualmente appunti per acquisire le informazioni. È fastidioso. Ma nuove tecnologie come la trascrizione automatica, che negli ultimi tempi è diventata sempre più efficace, conserva la facilità di invio e al tempo stesso migliora la facilità di ricezione.

Molte persone utilizzano servizi come Google Voice, che, tra le altre cose, trascrive i messaggi vocali in testo e li invia alla vostra casella di posta elettronica (Google ha annunciato proprio questa settimana una nuova versione di Google Voice per i clienti aziendali di G Suite). I messaggi vocali trascritti sono sicuramente utili e comodi, ma le chiamate da numeri sconosciuti molto meno. Alcuni servizi trasformano però tutto ciò in un modello di business.

Un servizio chiamato JMP, ad esempio, consente di scegliere un numero di telefono da distribuire alle persone che partecipano a riunioni di lavoro. Questo numero però accetta solo messaggi vocali, che vengono poi trascritti e inviati via email. Funziona tutto tramite Jabber. Recentemente Google ha poi deciso di utilizzare i messaggi vocali contro le chiamate spam. Quando la nuova e recentissima versione beta dell’app Google Phone (il dialer telefonico predefinito per gli smartphone di Google come Pixel e Nexus) sospetta che una chiamata in arrivo sia di un truffatore, uno spammer o un telemarketer, non fa suonare lo smartphone, ma smista la chiamata direttamente alla posta vocale.

Il motivo per cui SMS e posta vocale non sono solo strumenti importanti ma addirittura in netta ripresa è che tutti li possono usare. Nessun servizio proprietario saprà mai offrire l’universalità dei “messaggini” o della posta vocale. Mentre le alternative in stile Slack ricevono grandi attenzioni da parte della stampa specializzata, la verità è che questi vecchi approcci alla comunicazione sono universali e che, proprio per questo, non sono destinati (almeno per il momento) a scomparire del tutto dall’odierno orizzonte aziendale.