È da lungo tempo che i professionisti IT si preoccupano per le possibili brecce di sicurezza che possono verificarsi sui dispositivi mobile (smartphone e tablet) dei loro dipendenti, soprattutto quando questi utilizzano sul posto di lavoro gli stessi device che usano a casa.

Un nuovo sondaggio online svolto da Crowd Research Partners e sponsorizzato da Bitglass, Blancco Technology Group, Tenable Network Security, Check Point Technologies, Skycure e SnoopWall ha riguardato 882 professionisti IT sparsi per il mondo (il 30% negli USA), rivelando innanzitutto che un quinto delle aziende interessate dal report (21%) ha sofferto in passato di attacchi cyber ai danni di smartphone e tablet aziendali, principalmente a causa di malware scaricati per errore (39%) e di connessioni a hotspot Wi-Fi non sicuri (24%).

Dato ancora più preoccupante è il 37% di intervistati che non si sono nemmeno dichiarati certi se nel passato i dispositivi mobile della propria azienda siano stati oggetti o meno di attacchi cyber. Risultati che dimostrano come le brecce nella sicurezza dei device mobile continuino a essere sulla cresta dell’onda e come, sebbene la pratica del BYOD possa portare a miglioramenti nella produttività di un’azienda, questi “guadagni” finiscano poi con l’annullarsi quando si deve rimediare ad attacchi subiti dai dispositivi dei dipendenti.

il 34% degli intervistati cancella i dati sensibili dai dispositivi dei dipendenti quando questi lasciano l’azienda

Non è un caso che le preoccupazioni per la sicurezza siano state citate dal 39% degli intervistati come principale ostacolo all’adozione in azienda di una policy BYOD, soprattutto per i rischi e i timori che si possano verificare perdite di dati aziendali sensibili. Dall’altra parte invece il 30% degli intervistati aumenterà il prossimo anno il budget per programmi di tipo BYOD, mentre il 37% non ha al momento intenzione di farlo.

Il report ha anche messo in luce come il 34% degli intervistati cancelli i dati sensibili dai dispositivi dei dipendenti quando questi lasciano l’azienda. Sia che si tratti del device del dipendente, sia che sia un tablet o uno smartphone dell’azienda, i dati che rimangono sul dispositivo possono essere infatti sottratti, causando così un danno sia al dipendente (privacy soprattutto), sia un problema non da poco all’azienda. Ecco perché i sei sponsor del sondaggio raccomandano l’utilizzo di software certificato di classe enterprise per eseguire la cancellazione sicura e permanente dei dati, sebbene nessuno di essi abbia specificato un prodotto in particolare.