Quella che una volta per Apple era una reputazione quasi inattaccabile, ovvero la qualità dei suoi prodotti, negli ultimi anni è andata incontro a non pochi problemi relativi soprattutto alle ultime versioni di iOS. In alcuni casi i bug del sistema operativo mobile di Apple hanno impedito ai possessori di iPhone di utilizzare il Wi-Fi, mentre altre volte è toccato a frequenti crash di sistema e a un’autonomia della batteria quasi ridicola. E che dire della scorsa settimana, quando sono approdati in rete diversi report su un problema hardware di iPhone 6 che renderebbe inutilizzabile il display e sul quale Apple non ha ancora confermato o smentito nulla?

È ancora difficile capire quanto sia diffuso questo recente problema, ma un nuovo studio redatto da un’azienda che monitora la qualità degli smartphone fa capire come gli iPhone abbiano ormai più probabilità di guasti o instabilità rispetto agli smartphone Android. A sostenerlo è Blancco Technology Group, che dopo aver raccolto dati da milioni di smartphone durante il secondo trimestre di quest’anno ha scoperto che la percentuale di melafonini con gravi problemi hardware e software è stata del 58%, contro il 35% dei dispositivi Android.

Gli operatori telefonici e i produttori di smartphone ricorrono ai test di Blancco per diagnosticare i problemi di quelli smartphone che gli utenti mandano in assistenza o che vengono poi rivenduti come ricondizionati. Si tratta insomma di test molto accurati e affidabili, anche se va sottolineato come del 58% degli iPhone difettosi una discreta parte sia rappresentata da modelli con già qualche anno alle spalle e quindi più propensi a problemi di diverso genere.

Eppure il 66% dei modelli difettosi appartiene alla fascia più recente di iPhone, ovvero iPhone 6 (29%), iPhone 6s (23%) e iPhone 6s Plus (14%). “Una possibile spiegazione per questo comportamento anomalo degli ultimi modelli di iPhone potrebbe derivare dagli ultimi update di Apple rilasciati tra aprile e maggio, ovvero le versioni 9.3.1 e 9.3.2 di iOS che evidentemente hanno provocato diversi problemi di carattere software”, si legge nel report.

La percentuale di smartphone Android problematici non è risultata solo più bassa di quella degli iPhone, ma ha anche mostrato un deciso miglioramento rispetto alle cifre raccolte nel primo trimestre dell’anno. Se infatti da gennaio a fine marzo la percentuale era arrivata al 44%, da aprile a fine giugno (come abbiamo già detto) è scesa al 35%. I modelli più problematici sono risultati quelli di Samsung (26%), ma contando che nel Q2 2016 Samsung rappresentava circa il 37% del mercato, è anche logico che la percentuale più alta appartenga agli smartphone del produttore sudcoreano. Di contro gli iPhone hanno visto un andamento diametralmente opposto, con una percentuale di melafonini difettosi pari al 25% nel Q1 2016 e salita nel Q2 al 58%.

Il problema più comune verificatosi con gli iPhone analizzati da Blancco ha riguardato il crash delle app (65% dei telefoni testati), con a seguire diversi problemi legati al Wi-Fi (11%) e alla connessione dati (4%). Metà delle app che crashavano più spesso era di carattere social, con in testa Snapchat e, a seguire, Instagram, Facebook, Facebook Messenger e Pinterest. Per tentare di risolvere questi e altri problemi, Apple ha rilasciato alcuni aggiornamenti nel corso della primavera, ma uno di questi (iOS 9.3.2) ha causato ad alcuni utenti problemi di connessione tramite Wi-Fi tra cui connessioni instabili, basse velocità e avvisi di password sbagliate anche quando erano corrette.