Le dichiarazioni di Apple sull’intenzione di tutelare i dati personali dei suoi utenti non sono solo parole al vento. Con l’acquisizione di Perceptio, l’azienda sembra voler cercare soluzioni avanzate che non richiedano di consegnare (troppe) informazioni personali al cloud.

La cosa interessante di Perceptio è che sviluppa modi sistemi di intelligenza artificiale simili a quelli impiegati da Siri, ma facendo poco affidamento sulle informazioni inviate o ricevute dal cloud.

Questo significa che l’utente non dovrà necessariamente comunicare la propria posizione, i contatti o altri dati sensibili ai servizi centrali di Apple. Secondo un rapporto di Bloomberg, questo atteggiamento è una scelta precisa di Apple, che vuole minimizzare il trattamento dei dati dei propri utenti.

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Perceptio utilizza tecnologie di deep machine learning, il tipo di tecnologia che si può trovare in sistemi di intelligenza artificiale come IBM Watson. Queste tecnologie hanno lo scopo di contribuire a determinare modelli da eventi che ci circondano e imparare autonomamente. Ciò potrebbe avere implicazioni importanti per le funzionalità proattive di Siri.

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Apparentemente, è arrivato il momento di insegnare ai nostri smartphone le tre leggi della robotica.

Laddove l’approccio di Google è quello di accentrare il più possibile le funzioni intelligenti sui propri server, Apple punta a rendere più intelligente il dispositivo. Oltre al già citato aspetto della privacy, questo consentirà ad Apple di fornire servizi smart anche in quelle situazioni in cui manca la connettività internet.

Comprensione migliore con VocalIQ

L’altra recente acquisizione di Apple è VocalIQ, azienda inglese specializzata nel trattamento della parola in abbinamento a tecnologie di machine learning. Ciò significa che sarà più facile impartire comandi al telefono usando il linguaggio naturale, senza dovere per forza utilizzare frasi prestabilite.

Già da qualche tempo Apple sta investendo per gettare le basi nel campo dell’intelligenza artificiale, a cominciare dal reclutamento dell’esperto di robotica di Yale John Morrell, avvenuto nel 2012. Oltre alle competenze nell’intelligenza artificiale, Morrell ha forti connessioni con Segway e si ritiene che possa essere parte della squadra al lavoro sulla (mitica, per ora) automobile Apple.

Apple sta investendo per gettare le basi nel campo dell’intelligenza artificiale

Le mosse di Apple in questo campo stanno diventando sempre più evidenti negli ultimi mesi. Di recente, sul sito di recruiting di Apple sono comparsi diversi annunci per la ricerca di figure specializzate nella IA, e Reuters conferma l’assunzione di decine di esperti di IA negli ultimi mesi. A maggio, Apple aveva anche acquisito Metaio, azienda che si occupa di realtà aumentata.

Sguardo sul futuro

Competenze e brevetti acquisiti di recente, lasciano intuire molti sviluppi potenziali per nuove categorie di prodotti, per ora solo paventati. Si è parlato di recente di un anello in grado di ricevere notifiche e interagire con oggetti esterni, di un’auto con guida autonoma in grado di capire dove posizionarsi per recuperare il proprietario quando ha finito la spesa. Applicazioni di questo tipo sono possibili solo se le tecnologie di intelligenza artificiale diventano più potenti e più flessibili.

Quando le nostre esperienze quotidiane sono sempre più arricchite dalla tecnologia, è sempre bene tenere presente che ogni azione che compiamo possono avere un’eco su un server lontano, che potrebbe stare accumulando nel nostro profilo incredibili quantità di dati, alcuni dei quali molto sensibili.

Il tentativo di Apple di minimizzare lo scambio di informazioni è senza dubbio encomiabile.