Il fattaccio di Lightroom per iOS e l’importanza del backup

Come dimostra l’aggiornamento difettoso di Adobe Lightroom per iOS, gli utenti aziendali e consumer dovrebbero eseguire spesso il backup e verificare il nuovo software prima di installarlo.

lightroom

Adobe è entrata nel peggiore dei mondi possibili con un aggiornamento dell’app Lightroom per iOS che ha cancellato in modo irrecuperabile per alcuni utenti le foto e i preset presenti nella memoria del dispositivo. Il problema riguarda gli utenti di Lightroom su iPhone e iPad, non su altre piattaforme, e solo se tali utenti non hanno sincronizzato i loro asset sul cloud. In altre parole, se avete un backup, potete recuperare i vostri dati… e se non lo avete, addio foto e preset.

In merito alla ben poco piacevole vicenda Adobe ha diramato questa nota ufficiale.

“Siamo consapevoli che ad alcuni clienti che hanno eseguito l’aggiornamento a Lightroom 5.4.0 su iPhone e iPad potrebbero mancare foto e preset che non sono stati sincronizzati con il cloud di Lightroom. È stata ora rilasciata una nuova versione di Lightroom mobile (5.4.1) per iOS e iPadOS per impedire che il problema si ripresenti. L’installazione della versione 5.4.1 non ripristinerà però le foto o le preimpostazioni mancanti per i clienti interessati dal problema introdotto nella release 5.4.0. Sappiamo che alcuni clienti hanno foto e preset che non sono recuperabili e ci scusiamo sinceramente con tutti questi utenti”.

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Resta il fatto che i clienti di Lightroom che non utilizzavano il servizio di backup basato su cloud o di altro tipo non saranno particolarmente entusiasti di questa risposta, anche se è possibile che solo un numero molto piccolo di utenti sia stato colpito dal problema (ma al momento non ci sono stime precise).

Sempre prima il backup

L’ammonimento di Adobe mostra l’importanza di tre cose a cui l’IT aziendale dedica molto tempo a cercare di spiegare ai dipendenti, in particolare a quelli che ora lavorano in remoto:

  1. La necessità di eseguire regolarmente il backup dei dati
  2. L’importanza di verificare gli aggiornamenti software prima che vengano installati
  3. La necessità di pensare prima di consentire agli aggiornamenti software di installarsi automaticamente

Object storage

Anche all’inizio della pandemia un sorprendente 73% delle PMI non aveva messo in atto una strategia di resilienza aziendale. Ciò include certamente il mantenimento e lo sviluppo di politiche relative alla necessità di eseguire regolarmente backup locali, online e ridondanti e l’importanza dei cicli di backup giornalieri, mensili e settimanali. Proprio come un numero imprecisato di fotografi si è forse svegliato scoprendo di aver perso il lavoro di settimane o mesi grazie all’aggiornamento di Lightroom, una situazione di emergenza può spazzare via la vostra attività basata sui dati dall’oggi al domani.

Verificate il software prima dell’installazione

È anche possibile che alcuni utenti interessati abbiano impostato i download automatici delle loro app su “attivi” nelle impostazioni di iTunes e App Store sui loro dispositivi, il che significa che l’aggiornamento distruttivo si sarà installato da solo prima che lo si potesse interrompere. Questo è un classico esempio del motivo per cui così tanti team IT aziendali insistono sulla verifica del software prima di approvarlo per l’installazione.

Questo può sembrare controintuitivo agli occhi di molti utenti delle piattaforme Apple che si sono abituati a installare gli aggiornamenti del sistema operativo quasi immediatamente, ma resta il fatto che quando aggiornate il software vi esponete a rischi imprevisti. La maggior parte degli sviluppatori sottopone il software a rigorosi cicli di beta test, ma casi come quello di Lightroom sono molto più frequenti di quanto si creda.

Questo è il motivo per cui è utile testare e verificare gli aggiornamenti prima di installarli su macchine mission-critical. Questo è anche il motivo per cui le aziende dovrebbero insistere sul fatto che i dipendenti disabilitino i download automatici del software e aggiornino manualmente una volta effettuata la verifica.

Avanti il prossimo

Con così tante aziende che ora si affidano a lavoratori remoti, è diventato più critico che mai sviluppare e distribuire routine di backup regolari e coltivare buone pratiche di gestione del software. La maggior parte delle soluzioni di gestione dei dispositivi mobili aiuta l’IT a centralizzare gran parte di questo processo. L’utilizzo di ID Apple gestiti può consentire ai dipendenti di utilizzare i propri dispositivi a loro piacimento, fornendo una linea di protezione alle risorse aziendali.

Ci aspettiamo che Apple continui a concentrarsi sulla sicurezza aziendale, in particolare dopo l’acquisizione di Fleetsmith e se state lavorando con dati mission-critical, eseguite il backup e verificate le nuove versioni del software prima di installarle. E spero davvero che gli utenti Lightroom interessati trovino un modo per recuperare i propri dati.

AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw