Google: le quattro integrazioni che vorremmo dalla grande G

Google potrebbe essere un'azienda molto più grande se potesse solo capire come combinare le sue tecnologie e i suoi servizi esistenti in autentiche killer app.

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Google offre alcuni dei più potenti servizi cloud, un’intelligenza artificiale leader del settore, contenuti incredibili e persino un hardware brillante. Ma la grandezza che ci si aspetterebbe da un simile colosso sembra sempre fuori portata e questo perché Google non riesce a fare ciò che Apple fa meglio, ovvero integrare tutte queste potenzialità in un insieme elegante e utilizzabile.

Ecco quattro combinazioni, convergenze e integrazioni che potrebbero rendere Google la più grande compagnia tech di sempre.

Integrare Squoosh e Snapseed in Google Foto

Ci sono due enormi problemi con il comunque già ottimo servizio di Google Foto. Il primo è la mancanza di un modo per ridurre le dimensioni del file fotografico. Chiunque voglia pubblicare immagini su Internet (blogger, proprietari di piccole imprese, professionisti dei social media) lavora sotto il “regime” di Google per ottimizzare le pagine per dispositivi mobili. Il che significa che tutte le foto devono essere molto più piccole di quelle prodotte in modo nativo da una fotocamera o da uno smartphone.

Il secondo problema è che gli strumenti di modifica delle immagini incorporati di Google Foto sono deboli e limitati. Di conseguenza molte persone che usano gli strumenti di Google finiscono per fare fare passaggi assurdi prima di pubblicare foto su siti web.

Un esempio? Scattiamo una foto con il Pixel 3 e viene eseguito automaticamente il backup in Google Foto nel cloud. Scarichiamo la foto sul nostro Pixelbook, la modifichiamo con Snapseed per Android, la carichiamo nel servizio cloud Squoosh di Google, riduciamo le dimensioni e la qualità dell’immagine, la scarichiamo nuovamente sul Pixelbook e quindi la carichiamo tramite Squarespace per pubblicare un blog o aggiungere una foto ai nostri siti aziendali.

In altre parole, dopo aver scattato una foto, l’abbiamo caricata, scaricata, caricata, scaricata e quindi caricata di nuovo. Per chi viaggia molto e si trova spesso in posti con connessioni lente, tutto questo processo assume torni quasi kafkiani. Ecco come dovrebbe idealmente funzionare il tutto: caricare automaticamente le foto su Google Foto, modificarle con Snapseed, ridurre i file all’interno degli strumenti di modifica e condividerli con Squarespace dal cloud al cloud. Ciò sarebbe possibile integrando Squoosh e Snapseed in Foto e aggiungendo una funzione di condivisione con Squarespace e altre piattaforme per blog, siti e email (come MailChimp).

Integrare Foto e Maps in Keep

Il cosiddetto life logging significa conservare in un formato ottimizzato per un rapido richiamo una copia digitale di tutti gli aspetti della nostra vita che vorremmo ricordare. La maggior parte delle persone non ha interesse per questa pratica, ma in un mondo perfetto ce l’avrebbero. Il debole interesse per il life logging deriva in gran parte sia dalla sfiducia pubblica nei confronti delle aziende della Silicon Valley nel mantenere privati i nostri dati, sia dalla convinzione che i siti di social media ricorderanno la nostra vita al nostro posto.

google cloud spanner

Entrambe le premesse però sono fallaci. Le aziende tecnologiche hanno già tutti i nostri dati e piattaforme come Twitter e Facebook conservano attività passate a cui è difficile o impossibile accedere in modo affidabile. Il più grande strumento di life logging di sempre è stato Google+, che permette di pubblicare messaggi pubblici, semi-pubblici e privati combinati a un registro di vita cronologico inverso con immagini, posizioni e testi. Se qualcuno vi chiedesse di quel ristorante di Milano dove siete andati a mangiare tre anni fa, potreste trovare i dettagli con una ricerca di 5 secondi anche senza ricordare il nome o la data.

Google+ purtroppo si sta decomponendo nel cimitero di Google. Nel frattempo, i servizi cloud di Google conservano ancora tutti i dati necessari per il life logging, senza fornirci però gli strumenti per mantenere effettivamente un registro di vita. Aggiungendo un pulsante a Google Foto e alla sezione Cronologia delle posizioni di Google Maps, questi ricordi potrebbero essere aggiunti immediatamente a un nuovo Google Keep Life Log, che potrebbe essere potenziato con la crittografia per la privacy.

Aggiungere eliminazione automatica a Gmail

Google questa settimana ha iniziato a implementare una nuova funzione annunciata a maggio per la Cronologia delle posizioni di Google Maps e la navigazione web. Dopo un periodo di tempo determinato dall’utente (in intervalli da 3 a 18 mesi), Google promette di dimenticare dove eravate e cosa stavate facendo online. Ottima idea, ma a ben vedere è l’e-mail il vero campo minato dei dati personali e Google dovrebbe aggiungere l’eliminazione automatica anche a questo suo fondamentale servizio.

Abilitare le estensioni per Chrome su Android e iOS

Le estensioni di Chrome possono essere strumenti utilissimi, ma bisogna rinunciarvi quando utilizzate Chrome su iOS o Android. Certo, potete sempre utilizzare le estensioni su Firefox o utilizzare alternative di Chrome come Kiwi Browser su Android. Ma la vera e gradita novità sarebbe veder funzionare le estensioni anche su Chrome in versione mobile.

Unire tutto insieme

Queste sono le quattro integrazioni o combinazioni più interessanti che porterebbero i servizi di Google a un nuovo livello. Ce ne sono altri, ovviamente, tra cui Maps combinato con Foto per il check-in social con una foto (come Foursquare o Swarm).

E ci piacerebbe anche vedere Contatti, Maps e Foto combinati in un’alternativa semi-social a Facebook, in cui le persone possano seguire le cartelle di Google Foto come possono già fare ora, ma con il risultato di un feed di notizie non condivisibile e non algoritmicamente filtrato di foto e post. Ancora meglio se questo newsfeed potesse aggiornarsi automaticamente senza che l’utente debba fare nulla.

Google ha insomma tutto per creare alcuni dei più grandi prodotti e servizi a livello globale se solo ne sbloccasse il potenziale combinandoli in modo intelligente. Chiediamo troppo?