Apple: dopo i processori toccherà a una nuova concezione delle app

Quella del passaggio dai processori Intel agli Apple Silicon proprietari non è l'unica transizione che Cupertino sta portando avanti, visto che anche le app andranno incontro a una profonda trasformazione.

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Nei prossimi due anni sentiremo molto parlare della prossima transizione di Apple. Il passaggio dai processori Intel a quelli Apple Silicon basati su ARM è una delle mosse più importanti e significative che la società di Cupertino abbia mai fatto e avrà sicuramente un impatto (oltre che sui prossimi Mac) sull’intero settore.

Ma questa non è l’unica transizione che Apple sta intraprendendo, visto che anche le app stanno andando incontro a una profonda trasformazione. Non sarà né improvvisa né veloce quanto quella del passaggio ai processori Apple Silicon, ma tra non molto le app non saranno più qualcosa che dobbiamo scaricare prima di poterle utilizzare. Piuttosto saranno estensioni sempre presenti, accattivanti, dinamiche e agnostiche che si adattano alla nostra posizione e al dispositivo che stiamo utilizzando senza bisogno di lanciare l’app store.

Widget ovunque

La prima avvisaglia di questo cambiamento si avrà a breve con i widget. In iOS 13 i widget sono nascosti dietro uno swipe, impilati in uno scroll infinito e non sono poi così facili da usare rispetto a un’app reale, ma nell’imminente iOS 14 sono stati trasformati in oggetti centrali e ben visibili che ridurranno il numero di volte in cui avremo bisogno di aprire le nostre app preferite. Dalle previsioni meteorologiche ai risultati sportivi e alle notizie, i widget ci spingeranno a rimanere fuori dalle nostre solite app mettendo le informazioni pertinenti sotto un controllo costante.

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Ciò significa che useremo meno una determinata app e molto di più il suo widget. La schermata principale dell’iPhone è sempre stata poco più che un collegamento alle applicazioni, ma in iOS 14 diventerà una destinazione. Potremo infatti sbloccare il telefono, dare un’occhiata a un widget e rimettere in tasca l’iPhone senza mai aprire un’app.

Pezzo dopo pezzo

Un po’ ironicamente, anche le App Clips ridurranno la nostra dipendenza dalle app. Progettate per fornire piccoli pezzi di app quando e dove ne abbiamo bisogno, le App Clips sono per natura effimere: servono uno scopo specifico e poi scompaiono.

Possono funzionare come le app, ma le App Clips sono qualcosa di molto diverso. Non userete infatti l’App Store per trovarle, non esplorerete menu o salverete dei file. Di fatto sono solo app di nome e se gli sviluppatori le proporranno agli utenti il più rapidamente possibile, le App Clips introdurranno un modo completamente nuovo di installare applicazioni.

Apple non ha annunciato App Clips per Apple Watch, ma avrebbero ancora più senso su uno smartwatch. Anche con le ultime novità introdotte, trovare app da acquistare e utilizzare non è così piacevole o immediato su Apple Watch. In questo contesto le App Clips potrebbero essere un punto di svolta, trasformando la scoperta di app in un’estensione intelligente e molto rapida della watch face con strumenti che compaiono quando ne abbiamo bisogno e scompaiono quando non ci servono più. Non avremmo bisogno di caricare l’orologio con app che raramente usiamo e, soprattutto, le App Clips allontanerebbero il focus dalle app tradizionali per metterlo dove realmente serve: watch face e complicazioni.

Il futuro delle app

Naturalmente, le app tradizionali resteranno tali ancora per un po’ di tempo. Non a caso Apple ne inserirà una nuova in iOS 14 chiamata Translate che fa quello che vi aspettereste: aiutarvi a comunicare in altre lingue. Allo stato attuale dovrete aprirla e interagire con essa come fareste con qualsiasi altra app, ma è facile vedere un futuro in cui Translate funzionerà senza bisogno di aprirla.

Mentre l’app Translate arriverà per ora solo su iPhone, è molto più adatta ai dispositivi indossabili sempre connessi di Apple. Translate potrebbe essere infatti integrata nei futuri AirPods come una sorta di Babel Fish che traduce automaticamente nella nostra lingua madre quando rileva un’altra lingua. Oppure l’Apple Watch potrebbe usare Siri per tradurre su richiesta. E un futuro paio di visori AR di Apple potrebbe tradurre segni e immagini semplicemente posando lo sguardo su di essi.

Translate è un esempio perfetto di come le app tradizionali potrebbero evolversi. Proprio come le App Clips, le applicazioni future potrebbero essere integrate nel sistema come (o con) Siri e funzionare senza la necessità di avviare un’app. L’applicazione Mappe potrebbe essere pronta quando saliamo in macchina, Apple Music o Spotify quando iniziamo a correre o indossiamo gli AirPods.

Naturalmente Apple deve superare prima la transizione da Intel a Silicon per quanto riguarda i Mac, ma una volta terminata le app segneranno il prossimo grande cambiamento nella strategia di Cupertino. Perché se è vero che avremo sempre bisogno di qualcosa per ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali, è altrettanto vero (e auspicabile) che il modo in cui accederemo a questi strumenti sarà molto molto diverso nel giro di pochi anni.