Oracle rinforza le accuse nel caso contro Android

Il sistema operativo mobile di Google è venuto a “permeare il tessuto della nostra società”, dice Oracle, che si batte per difendere il copyright della sua piattaforma Java

Gavel and book.

Oracle e Google torneranno in tribunale per riprendere la loro disputa su Android, e Oracle sta cercando di aggiornare la sua causa per includere gli enormi guadagni derivati da Android da quando il caso è iniziato, cinque anni fa.

Oracle sostiene che i nuovi fatti potrebbero rafforzare la sua tesi, ovvero che l’uso di Google di Java in Android non è stato protetto dal “fair use”, che consente la copia in circostanze limitate ed è un elemento chiave della difesa di Google.

Oracle ha presentato la sua querela originale nel 2010, accusando Google di copiare alcune delle interfacce di base di programmazione Java in Android. Da allora, Google ha rilasciato sei versioni principali del sistema operativo e il software è “venuto a permeare il tessuto della nostra società”, spiega Oracle in una lettera depositata mercoledì presso il tribunale distrettuale di San Francisco.

E’ presente nell’80 per cento di smartphone, tablet, televisori, indossabili e anche nelle auto”, hanno scritto gli avvocati di Oracle. “Android ha ora un miliardo di utenti; Google trae profitti incalcolabili di questi utenti attraverso una varietà di mezzi”.

Allo stesso tempo, dice Oracle, la sua piattaforma Java “ne ha risentito”.

Oracle ha chiesto al giudice il permesso di completare la sua denuncia iniziale per includere il successo di Android e gli utili finanziari fatti da Google con il suo sistema operativo.

Una giuria di San Francisco ha deciso due anni fa che Google ha violato il copyright di Oracle, ma era divisa sulla questione del fair use.

Nel frattempo il giudice competente, William Alsup, ha stabilito che le interfacce di programmazione Java di Oracle non erano eleggibili per la protezione del copyright, rendendo in ogni caso irrilevante il verdetto della giuria.

Oracle ha fatto ricorso e la corte d’appello ha concordato con la società sul fatto che le API Java sono opere creative degne di tutela. Google ha cercato di portare il caso alla Corte Suprema, che il mese scorso ha rifiutato di esaminare il caso.

Ciò significa, al momento, che le due società dovranno tornare alla corte di Alsup, dove una nuova giuria deciderà la questione del fair use. E Oracle, a quanto pare, pensa di avere elementi d’accusa più forti rispetto al precedente processo.

 

AUTOREJames Niccolai
CWI.it
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