Per Android il 2015 è stato un anno molto ricco di novità un po’ in tutti i settori. Non solo quindi smartphone e tablet, ma anche wearable, auto, TV e molto altro ancora, segno che ridurre il sistema operativo di Google alla sola realtà mobile non ha ormai molto più senso. Abbiamo così deciso di raggruppare in un unico articolo tutte le principale novità emerse negli ultimi dodici mesi sotto il segno del robottino verde.

Android Wear si rinnova

Se nel 2014 la scelta di smartwatch Android Wear era ancora limitata, nel 2015 la varietà in questo campo è aumentata notevolmente. LG, Asus, Motorola e Fossil hanno proposto smartwatch più rifiniti, eleganti e ricchi di funzionalità e lo stesso Android Wear è andato incontro a numerosi aggiornamenti negli ultimi 12 mesi, diventando sempre migliore e più stabile. Resta ancora da vedere come il sistema wearable di Google, tra l’altro reso compatibile da alcuni mesi con iOS, se la caverà con gli smartwatch LTE. L’LG Urbane Second Edition con SIM integrata è infatti stato ritirato dal mercato per problemi hardware, ma nel 2016 gli smartwatch LTE con Android Wear saranno sempre più numerosi.
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Abbiamo visto anche Android Auto

Per ora Android Auto, disponibile solo per pochi modelli in commercio (le Hyundai Sonatas ad esempio), non è ancora un sistema automotive perfetto, visto che necessita di più app compatibili e di funzionalità più varie, ma Google ha lavorato molto su questo sistema e in effetti Android Auto è tra le realtà meglio funzionanti al giorno d’oggi quando si parla di un OS per automobili.

Ma Android TV esiste veramente?

Siamo ancora un po’ confusi su quello che sta accadendo con Android TV. Esiste certamente, ma se ne sente parlare pochissimo, anche se sul mercato si possono trovare televisori e set-top-boxes (Nexus Player, Nvidia Shield TV) con questo sistema operativo. Insomma, Android TV c’è, ma per molti rimane ancora un mistero.

Un debutto di nome Project Fi

In pochi quest’anno si aspettavano che Google sarebbe diventato anche un operatore telefonico virtuale. E invece è successo anche questo con Project Fi, che promette elevate prestazioni di velocità e migliori connessioni Wi-Fi. Google ha imboccato questa strada assieme a Sprint e a T-Mobile, ma per ora il servizio è disponibile solo negli USA e unicamente con dispositivi Nexus. Difficile a questo punto dire quanto lontano voglia andare Google con questo progetto.

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Pagamenti mobile sulla cresta dell’onda

Se Apple Pay sta andando piuttosto bene negli USA ma molto a rilento negli alti (e pochi) Paesi in cui è diffuso, come se la stanno cavando Android Pay e Samsung Pay? Ricordiamo che il primo utilizza una connessione NFC tra smartphone e terminale di pagamento, mentre il secondo, oltre al NFC, si affida alla Magnetic Secure Trasmission (MST), tecnologia che Samsung ha fatto sua con l’acquisizione a inizio 2015 di LoopPay.

Entrambi i sistemi stanno comunque faticando a trovare un vero sbocco sul mercato, un po’ per la ritrosia degli esercenti a dotarsi POS compatibili, un po’ perché alla fine la mano dentro la tasca bisogna comunque metterla o per tirare fuori lo smartphone o il portafoglio. Nonostante ciò, Google e Samsung stanno comunque continuando a fare molto marketing per educare il pubblico sui rispettivi servizi, incluse offerte particolari come incentivo per pagare con lo smartphone.

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Android Marshmallow diventa “trasparente”

Non stiamo dicendo che Android 6.0 Marshmallow sia un sistema operativo esemplare o perfetto, ma rappresenta un aggiornamento significativo e finalmente porta agli utenti Android una cosa a lungo richiesta: trasparenza. Diversamente da Lollipop infatti, che si era focalizzato su una nuova estetica e su nuove modalità di utilizzo, Marshmallow ha portato con sé novità importanti come Google Now On Tap e Doze, una feature davvero utile per chi ha problemi di batteria. Purtroppo l’espansione di Marshmallow sui device non Nexus sta procedendo piuttosto lentamente e molti guardano già ad Android N, che dovrebbe portare tra le principali novità una migliore ottimizzazione nell’uso del tablet (e lo speriamo caldamente).

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BlackBerry salpa sulla nave di Android

Molti, alla notizia che BlackBerry avrebbe fatto uscire un nuovo top di gamma con Android al posto di BlackBerry 10, avranno riso sotto i baffi perché non credevano che il produttore canadese fosse in grado di sfornare un device Android degno di nota. In realtà il BlackBerry Priv si è rivelato un ottimo smartphone. Non fosse per il prezzo fosse troppo elevato, sarebbe anzi uno dei migliori device Android degli ultimi mesi e negli USA in molti casi è andato esaurito, anche se ciò dipende dalle basse scorte dei negozianti che non erano sicuri sulla riuscita di questo atipico e inatteso smartphone.

Il grande ritorno dei Nexus

Il 2015 è stato senza dubbio l’anno dei Nexus. Non solo per l’uscita di due nuovi smartphone (il Nexus 5X e il Nexus 6P), ma anche perché questi due device rappresentano il meglio che si possa pretendere da smartphone con una versione stock di Android, sebbene i prezzi italiani, a differenza di quelli americani, abbiano scontentato molti potenziali acquirenti.

Dobbiamo però ancora vedere qualche segno convincente da parte di Google sul versante tablet. Certo, abbiamo visto il nuovo e stiloso Pixel C, ma non si è ancora capito bene a cosa serva. Produttività o solo un tablet Android di ottimo livello? Molto probabilmente capiremo di più sulla visione di Google per i tablet nel corso del prossimo anno.