Sentirete parlare sempre più spesso di una nuova app chiamata Meerkat, che vi permette di realizzare video in streaming direttamente dal vostro smartphone. La qualità dello streaming è davvero buona, si può trasmettere senza limiti di tempo e il servizio è completamente gratuito.

Quando iniziate a usare Meerkat, il video in streaming è riportato automaticamente sia su uno spazio apposito dell’app, sia sulla vostra pagina Twitter, con un tweet che riporta il link sul sito MeerkatApp.co per vedere il video in streaming. Le risposte al tweet sono trattate come commenti da parte di altri utenti e i video live in streaming di Meerkat, per i quali è già stato coniato il termine Meerkast, vengono trasmessi quasi in tempo reale. Si parla di un ritardo di 20-30 secondi al massimo e in più potete pianificare in anticipo il giorno e l’orario dello streaming in modo da farlo sapere agli altri utenti.

Al momento Meerkat si appoggia interamente su due fattori, ovvero Twitter e un dispositivo iOS. Il primo è necessario per i commenti e per certificare la vostra identità di utente, mentre la feature dello streaming è disponibile solo per il sistema operativo mobile di Apple. A dire il vero esiste anche un’app ufficiale per Android, ma per ora questa serve solo per vedere i video in streaming e a dire il vero non funziona molto bene (aspettatevi comunque un importante aggiornamento nelle prossime settimane).

Dietro a Meerkat c’è l’azienda Life On Air, il cui CEO Ben Rubin ha dichiarato che già un gran numero di persone guarda i video di Meerkat ogni giorno. E non ne dubitiamo affatto, visto che guardare un video in streaming di Meerkat è un’esperienza gratificante, così come farne lo streaming. Meerkat è riuscito infatti a trovare quel giusto e raro bilanciamento tra funzionalità, semplicità d’uso e appeal sul grande pubblico. Dopo aver utilizzato Video Hangouts di Google e le funzionalità di Hangouts on Air (un servizio di live-streaming sempre di Google), ho capito che Meerkat ha e avrà molto più successo. Ecco il perché.

Meerkat risolve il problema della paura da palcoscenico

Ho guardato diversi video fatti con Hangouts on Air e sembrava che questo servizio avrebbe presto sfondato perché ne parlavano un po’ tutti. Alla fine però lo hanno utilizzato solo tre tipi di persone. Il primo tipo era rappresentato da una prolissa minoranza di utenti Google+ che voleva mettersi in mostra, mentre il secondo tipo era composta da un’altra ristretta minoranza di persone invitate a partecipare a eventi pianificati come panel e podcast video. Il terzo tipo, che raccoglieva ancor meno partecipanti, era invece impersonato da musicisti, attori e altri artisti che si rivolgevano a Hangouts on Air per farsi conoscere e trovare un pubblico.

Ecco le regole di Meerkat così come appaiono sull'app per iOS.

Ecco le regole di Meerkat così come appaiono sull’app per iOS.

Il problema con questi tre gruppi di persone è che si tratta di minoranze rispetto al numero totali di utenti di Google+ (ma non solo) e si sa che per rendere una cosa mainstream non ci vogliono le minoranze, bensì le maggioranze. Ci sono tantissimi motivi per cui la gente è dubbiosa nei confronti di Hangout on Air. C’è chi non vuol apparire di fronte a una webcam o altri che non vogliono che la loro stanza o casa appaia in un video. Altri ancora temono di fare una figuraccia e che questa venga poi postata su YouTube, ma ci sono molte altre ragioni per spiegare il poco successo riscosso da Hangout on Air.

Meerkat riduce questa sorta di paura da palcoscenico adottando una strategia simile a quella di Snapchat con le immagini. Durante lo streaming non è possibile per chi sta guardando il video mandare indietro o ripetere un certo passaggio. Inoltre, una volta che lo streaming è finito, il video non è più disponibile da nessuna parte, sebbene possa essere scaricato dal suo autore (ma non dagli spettatori). Guardare un Meerkast non costringe inoltre gli spettatori a partecipare allo streaming con il proprio volto, bensì con commenti scritti, cosa che può aiutare anche gli utenti più timidi che si sentirebbero altrimenti troppo insicuri a mostrarsi in video.

Meerkat risolve il problema dell’autenticità

C’è sempre qualcosa che ci porta (con più o meno intensità) a non essere davvero noi stessi quando ci troviamo di fronte a una webcam o a una telecamera. Basta vedere gli youtuber più famosi e celebrati per accorgersi che nei loro video non mostrano la loro vera personalità, anche se molti di essi hanno trovato un modo per fingere di essere autentici ed è anche questo il motivo del loro successo. Visto che Meerkat è in fin dei conti qualcosa di “effimero” e che gli spettatori partecipano allo streaming con commenti sullo schermo, è molto più facile essere se stessi durante un Meerkast.

Meerkat risolve il problema del pubblico passivo

Pochi giorni fa alla CNBC Rubin ha dichiarato che “gli spettatori sono una parte importantissima di Meerkat” e penso di aver capito cosa intendesse. Quando gli spettatori commentano un Meerkast, i loro commenti appaiono direttamente sul video, non sotto di esso o in un’altra pagina. Inoltre l’integrazione con Twitter permette di includere nella conversazione e nei commenti sia gli utenti di Meerkat, sia quelli di Twitter. In questo modo si evita il problema del pubblico passivo di stampo televisivo.

Chi fa il video con Meerkat può infatti ricevere un feedback in tempo reale dalle persone che lo stanno guardando, le quali a loro volta possono influenzare l’autore del video e parlare anche con altri utenti connessi in quel momento.

Meerkat risolve il problema della sedentarietà

Se dovessi scegliere il vero punto di forza di Meerkat che lo rende preferibile a Hangout è la sua natura mobile. Non è infatti possibile avviare una sessione di Hangouts-on-Air da un dispositivo mobile, mentre con i Meerkast si possono realizzare video in tempo reale all’aperto o direttamente da un evento importante, senza quindi limitarsi a una casa o un ufficio. Con Meerkat insomma si può arrivare direttamente nel cuore dell’azione e, visti i tempi che stiamo vivendo, non è un vantaggio da poco.

Meerkat risolve il problema della viralità

I cosiddetti media “effimeri” (come il già citato Snapchat) sono un modo di comunicare sicuramente interessante e al passo con i tempi, ma fanno fatica a diventare virali. I Meerkast invece possono farlo. Il motivo è che sempre più persone si stanno rapidamente “convertendo” a Meerkat ed è solo questione di tempo perché questo servizio diventi il centro nevralgico per lo streaming di video virali, siano essi disastri naturali in diretta, avvenimenti particolari, gli Oscar o qualsiasi altra notizia che faccia scalpore. Dopo alcuni eventi importanti trasmessi via Meerkat, le persone si sentiranno spinte a seguire un certo tipo di utenti, siti o feed di Twitter che puntano allo streaming di eventi e notizie fatto proprio tramite questo servizio.

Nulla può fermare Meerkat eccetto Twitter, che il mese scorso (ma la notizia è trapelata solo pochi giorni fa) ha acquisito la start up Periscope, che ha sviluppato un’app per il live-streaming molto simile a Meerkat e non ancora disponibile al pubblico. Twitter potrebbe insomma decidere di puntare su questo suo nuovo acquisto togliendo quindi l’integrazione con Meerkat, che però, anche se ciò avvenisse, continuerebbe ad avere tutte le caratteristiche giuste per imporsi come un servizio di live-streaming dalle enormi potenzialità.