Cloud 5G edge: quanto siamo vicini e quali sono i benefici?

Kim Buck, Senior Global Marketing Manager, Red Hat, riflette su quanto nuove esperienze dei clienti, utili e migliorate rispetto al passato, siano vitali per l'adozione di nuovi servizi 5G.

5G

“Man mano che milioni di dispositivi si collegano alle loro reti, i fornitori di servizi di telecomunicazione stanno migrando da appliance di rete basate su hardware a infrastrutture virtuali, per essere in grado di scalare rapidamente ed economicamente e soddisfare le sempre crescenti richieste dei clienti. Per fornire servizi 5G affidabili, un modo in cui gli operatori possono migliorare le prestazioni delle applicazioni e ridurre la latenza è quello di estendere l’infrastruttura cloud telco dal core alla periferia della loro rete: più vicino ai clienti, ai dispositivi e alle fonti di dati”.

Così inizia la riflessione di Kim Buck, Senior Global Marketing Manager di Red Hat, su quanto nuove esperienze dei clienti, utili e migliorate rispetto al passato, siano vitali per l’adozione di nuovi servizi 5G. A gennaio 2020, Heavy Reading ha condotto un’estesa indagine globale sulle strategie 5G degli operatori. Il sondaggio ha rivelato quattro motivazioni principali per l’implementazione dell’infrastruttura cloud edge:

  • Garantire le prestazioni applicative
  • Fornire servizi verticali al mercato
  • Ridurre l’utilizzo della larghezza di banda e i costi operativi
  • Offrire servizi di comunicazione differenziati

Il 5G consentirà capacità senza precedenti di acquisizione, elaborazione e memorizzazione dei dati alla periferia, consentendo agli operatori di fornire nuovi servizi quali sanità digitale, gestione intelligente del traffico, veicoli connessi e autonomi, elaborazione della sensoristica delle macchine e manutenzione preventiva, oltre a capacità di analisi in tempo reale.

adv
Cloud Communication Business

Nell’era digitale il centralino va in Cloud

La telefonia di nuova generazione è in software-as-a-service: non richiede di installare centralini hardware, gestisce fisso e mobile, e consente di attivare nuove linee o filiali con un clic, abilitando Smart Working e Unified Communication. SCOPRI DI PIÙ >>

Se oltre l’80% dei service provider intervistati ha dichiarato a Heavy Reading di aver iniziato a implementare infrastrutture di rete cloud edge, solo il 19% ha descritto le proprie come “mature”. Tuttavia, la maggior parte degli intervistati prevedeva di avere centinaia di postazioni edge cloud entro il 2023, con il 34% che ne avrebbe supportate addirittura migliaia.

5g

Durante il webinar, Gabriel Brown, Principal Analyst di Heavy Reading, ha dichiarato: “Se si considera anche vRAN, allora si avrà un numero molto maggiore di siti”. Azhar Sayeed di Red Hat ha quantificato ulteriormente questi risultati, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno circa 220.000 celle e, anche considerando l’aggregazione, un solo operatore potrebbe avere da 10.000 a 20.000 posizioni vRAN edge.

Heavy Reading ha anche chiesto agli operatori quanto saranno importanti OpenRAN e 5G per le loro reti. Se Gabriel Brown ritiene che la RAN classica sia attualmente dominante nel 5G, ha notato che alcuni operatori ritengono che vRAN sarà un tenant fondamentale all’edge. Azhar Sayeed ha concordato, affermando: “Se si guarda all’evoluzione dei nuovi servizi per il 5G e in particolare alla comunicazione ultra-affidabile a bassa latenza, il requisito può essere soddisfatto solo quando si divide l’architettura RAN, con una giustificazione dei costi di gran lunga migliore utilizzando un modello virtuale o cloud-native rispetto al classico hardware”. Ha aggiunto: vRAN è quasi diventata una necessità”.

I service provider stanno implementando cloud edge per molteplici motivi, richiedendo loro di supportare diversi tipi di carichi di lavoro, in esecuzione in macchine virtuali (VM), container, o entrambi. Heavy Reading ha scoperto che il maggior gruppo di operatori (42%) ha in realtà intenzione di eseguire il proprio core 5G sotto forma di applicazioni containerizzate nelle VM.

Gabriel Brown ha commentato: “Una buona parte degli operatori cercherebbe di utilizzare macchine virtuali e container, VNF e CNF, tutti insieme. Uno dei motivi principali è che la loro infrastruttura virtuale è ormai matura. È affidabile; è resistente; è supportata da un modello operativo piuttosto efficace che ha richiesto loro alcuni anni di lavoro e su cui fare affidamento”.

Secondo Red Hat, mantenere open l’edge offre innovazione alimentata dalla comunità, coerenza di gestione, automazione e orchestrazione, consentendo ai service provider di lanciare nuovi servizi e gestire in modo efficiente milioni di dispositivi ai margini della rete. Nel corso della transizione verso 5G ed edge, i service provider possono contare sulla tecnologia open hybrid cloud di Red Hat per gestire diversi carichi di lavoro e fornire servizi innovativi e differenziati, avvicinandosi ai consumatori come mai prima d’ora.

AUTOREFrancesco Destri
CWI.it
Con 12 milioni di lettori in 47 paesi, Computerworld è la fonte di informazione e aggiornamento per tutti coloro che progettano, implementano o utilizzano la tecnologia in azienda.