Apple sta investendo nel 6G… ma se ne riparlerà tra 10 anni

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Apple sta investendo nello sviluppo della tecnologia 6G di prossima generazione. Perché proprio ora? Con alcuni utenti dei nuovi iPhone che ora sfruttano il 5G, sembra in effetti troppo presto per focalizzarsi sul prossimo standard di connettività mobile, in particolare perché non è stato ancora sviluppato ed è lontano dall’essere finalizzato. Non possiamo davvero dire cosa sia il 6G, ma possiamo parlare di alcuni degli ingredienti che Apple e altri player importanti nello sviluppo dello standard 6G stanno “cucinando”.

In altre parole, il 6G in questo momento è un progetto di ricerca e sviluppo e non è neanche lontanamente una tecnologia funzionante. Anche il CTO di Verizon Kyle Malady ha detto a dicembre: “Non so davvero cosa diavolo sia il 6G”.

Quali sono le aspettative del settore?

È difficile ignorare il clamore quando si discute di uno standard che non è stato ancora creato e potrebbe non apparire effettivamente per un altro decennio, ma cercheremo di articolarlo in una frase: Stati Uniti, Cina ed Europa si stanno concentrando sullo sviluppo dello standard perché tutti e tre vogliono almeno un certo controllo sulla sua evoluzione. Pensate ad esempio a come il 5G sia finito nelle mani di un piccolo numero di grandi realtà e al cattivo sangue che si è creato (soprattutto da parte degli USA) nei confronti di Huawei. Nessuno di questi “azionisti” vuole ripetere quell’errore. Ciò suggerisce che vedremo davvero tantissime risorse versate nello sviluppo del 6G per sostenere l’interesse nazionale.

E i soldi?

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“Le comunicazioni 6G potrebbero diventare un business ancora più grande del 5G che è ora in fase di lancio in tutto il mondo”, ha scritto l’analista di IDTechEx Raghu Das. “Sia per il 5G che per il 6G, le opportunità di software, hardware e materiali sono enormi. Nonostante ciò, solo alcuni dei giganti tecnologici globali stanno partecipando con successo a questa nuova corsa all’oro”.

Abbiamo quindi l’impegno politico, l’interesse dei complessi industriali militari e di esplorazione spaziale e tutte le opportunità che derivano dallo sviluppo di nuovi processi hardware e materiali. Non c’è da stupirsi che Apple (e tutti gli altri) sia interessata.

Lunghezza d’onda

Ricordando ancora una volta che questo standard non è stato ancora finalizzato, è utile notare che la Cina ha lanciato un satellite per studiare come funziona il 6G nello spazio utilizzando lunghezze d’onda terahertz (da 75GHz a 10THz), che pensiamo faranno parte dello standard. Il suo probabile lancio inizierà però alle frequenze di 275 GHz, migrando verso bande più alte nel tempo.

I problemi? Ci sono molte sfide da risolvere, come il costo di implementazione e il fatto che queste frequenze sono deboli e non gradiscono molto gli ostacoli fisici. L’investimento nelle infrastrutture, anche nelle case, sarà elevato e dipenderà da soluzioni che non esistono, anche se sembra plausibile pensare che le “superfici intelligenti” necessarie per far rimbalzare i segnali 6G potrebbero finire per essere trasportate sulle spalle di tecnologie IoT che potrebbero esistere a breve.

Quali opportunità si avranno con il 6G?

L’adozione di tali lunghezze d’onda fornirebbe velocità di trasmissione molto più veloci rispetto a quelle già notevoli del 5G. Anche se nessuno lo ha detto, immaginate di poter ottenere immagini trasmesse sulla Terra dal Mars Rover all’incirca nello stesso tempo che impiegate a inviare un messaggio al vostro partner.

A fine 2020 gli scienziati della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore e dell’Università giapponese di Osaka hanno annunciato di aver costruito un chip terahertz in grado di trasmettere già dati a 11 Gbps, il 10% più veloce della velocità massima teorica del 5G, che tra l’altro non abbiamo ancora raggiunto.

142 film al secondo?

L’obiettivo al momento è rendere il 6G 100 volte più veloce del 5G. La velocità effettiva potrebbe essere di gran lunga superiore a questa e una delle previsioni più citate per la velocità 6G parla 1 TB al secondo o 8.000 Gbps. Sono 142 ore di streaming su Netflix al secondo. Ma è probabile che i veri vantaggi del 6G saranno molto meno prosaici rispetto al download dell’intera serie di Grey’s Anatomy in due secondi.

Pensate infatti a reti di dispositivi distribuite in modo massiccio, veicoli autonomi e catene di fornitura per l’IoT industriale. Pensate poi a uno standard che potrebbe andare a sostituire tutte le linee elettriche e attingere energia solare. Cosa centra, direte voi, la sostituzione delle linee elettriche con il 6G?

Potenza wireless

La base di ricarica wireless AirPower di Apple potrebbe non aver mai visto la luce, ma l’azienda di Cupertino ha lavorato per anni a modi alternativi per riversare energia nei suoi dispositivi. Questo è importante, poiché si spera che il 6G sarà anche in grado di trasportare potenza e segnale, il che significa che i dispositivi futuri potrebbero non richiederci più di pensare alla durata della batteria. Immaginatevi a come potrebbero apparire Mac, iPhone e iPad che non hanno bisogno di una batteria. Ma lo standard non è ancora finalizzato e quindi torneremo a parlarne nel 2028… o giù di lì.

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Quando arriverà il 6G?

Non lo sappiamo davvero. La stima più ottimistica a cui si può pensare parla del 2030, anche se i progetti ad esso associati potrebbero emergere prima. Quello che sappiamo già sulla traiettoria dei nuovi standard di rete ci dice che mentre il 6G potrebbe iniziare ad emergere tra un decennio, ci vorranno ancora alcuni anni prima che diventi veramente mainstream. Sulla base dell’evoluzione degli standard negli ultimi due decenni, quindi, si può immaginare una forbice tra il 2032 e il 2034 prima che il 6G sia diffuso, con l’implementazione di dispositivi 6G senza batteria dopo pochi anni.

Apple è in pista

Apple si è attirata contro molte critiche per essere stata presumibilmente “in ritardo” con il 3G, 4G e 5G, quindi immagino che vedremo lo stesso atteggiamento nel prossimo decennio, nonostante il fatto storico che solo quando Apple entra in un certo mercato tecnologico, questo inizia ad assumere connotati di massa. Ora Apple sta investendo nella ricerca e reclutando talenti ingegneristici per aiutare a sviluppare il 6G e fa anche parte della Next G Alliance, un gruppo industriale che probabilmente aiuterà a guidare l’evoluzione dello standard.

“Avrete l’opportunità unica e gratificante di creare tecnologie wireless di prossima generazione che avranno un profondo impatto sui futuri prodotti Apple”, si legge negli annunci di lavoro che Apple ha pubblicato per il suo progetto ingegneristico sul 6G. “Sarete al centro di un gruppo di ricerca all’avanguardia responsabile della creazione di tecnologie di accesso radio dirompenti nel prossimo decennio”. Anche leggendo queste parole, si capisce come il treno 6G di Apple non arriverà in stazione ancora per molti anni.

Avanti il prossimo

Il 6G sarà estremamente veloce, ma come già accennato, e come vale ora per il 5G, ci sarà in gioco molto di più che non la semplice velocità. Il processo di sviluppo standard vede già esperti provenienti da diversi feudi tecnologici che contribuiscono con idee, dai sistemi di fatturazione back-end alla qualità del servizio, allo slicing della rete, all’interoperabilità e altro ancora.

I problemi che stanno tentando di risolvere includono la larghezza di banda, ma includeranno anche il provisioning, la gestione e la distribuzione dell’alimentazione, la comunicazione spaziale e satellitare e l’estensione della connettività a luoghi difficili da raggiungere come la metropolitana, i veicoli in movimento e l’esplorazione sottomarina.

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AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw