Il 5G tra fake news, cospirazioni e rischi concreti di ritardi

Fake news sui social, Russia, Cina e Russia, teorie non ancora provate sui rischi per la salute. Il 5G si starà pur avvicinando, ma gli ostacoli a una sua diffusione mainstream non sono da sottovalutare.

5g

Il 5G, come sappiamo, promette di inaugurare (tra le tante cose) un mondo di download velocissimi sui dispositivi mobile e di rendere possibili la circolazione di veicoli a guida autonoma di nuova generazione, la telemedicina da remoto e i dispositivi IoT ad alta velocità. I dispositivi sono già pronti (o quasi) per il grande appuntamento, con Samsung, Huawei, LG, Xiaomi e OnePlus che hanno annunciato smartphone 5G, così come molti piccoli produttori cinesi.

E le reti come sono messe? La società di metriche Internet Ookla gestisce una mappa interattiva che mostra le posizioni di tutte le reti 5G del mondo. Secondo la mappa ci sono attualmente 303 reti 5G già distribuite a livello globale e, a tal proposito, è interessante notare che la Svizzera, che ha una popolazione inferiore a quella di New York, ha più reti 5G rispetto ai Paesi del resto del mondo messe insieme.

Mentre i media si concentrano soprattutto sul 5G in chiave consumer, in realtà l’adozione aziendale del 5G sarà più rapida di quella che interesserà il consumatore finale. Sfortunatamente però sia l’adozione aziendale, sia quella consumer sono a rischio.

5G: tempistiche rispettate?

Il 5G sarà pur vicino alla partenza, ma a ben vedere ha ancora una lunga strada da percorrere prima di avvicinarsi allo stato di connettività mainstream. E alcune “forze potenti” (termine che sa tanto di cospirazione) si stanno unendo con lo scopo di frenarne l’ascesa. Ecco perché.

Il 5G utilizza la tecnologia a onde millimetriche, che implica onde radio ad alta frequenza. Una frequenza più alta significa che più dati possono essere trasmessi più velocemente (ed è una gran cosa), ma significa anche che la distanza tra le antenne e l’utente deve essere molto più breve (meno di 300 metri). Quindi le celle 5G sono molto più piccole e la copertura diffusa ha bisogno di molte stazioni base che, rispetto a quanto accade per il 4G, devono anche essere molto più vicine a dove le persone vivono e lavorano.

Ci sono poi altre due “guerre” che si stanno combattendo contro l’adozione del 5G. La prima, molto in voga in queste settimane, riguarda l’amministrazione Trump, che nei giorni scorsi ha posto il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei nella lista nera delle società straniere bandite dall’uso di componenti americani; una mossa che probabilmente porterà a un divieto totale delle vendite di prodotti Huawei negli Stati Uniti. Inoltre, circa un terzo dei fornitori di Huawei è rappresentato da aziende statunitensi, compresi giganti come Qualcomm e Intel e si prevede che ciò ritarderà il lancio del 5G sia negli Stati Uniti, sia in Cina.

Il governo degli Stati Uniti sostiene che l’infrastruttura 5G di Huawei 5G rappresenti un rischio per la sicurezza, affermando (correttamente) che Huawei è troppo vicina all’esercito cinese e che tale infrastruttura è ormai prossima a diventare un vero e proprio strumento di spionaggio o un’arma di cyberwarfare. Nonostante abbia avuto un grande risalto nei media e sui giornali, la guerra contro Huawei non rallenterà di molto l’adozione globale del 5G. La vera minaccia infatti non è incentrata sulla Cina, ma sulla Russia.

Disinformazione anti-5G

Mentre gli Stati Uniti stanno usando divieti di sicurezza nazionali e la pressione internazionale sugli alleati per rallentare il dominio cinese sui 5G, la Russia sta usando la disinformazione per rallentare il dominio degli Stati Uniti. Il governo russo sta lavorando duramente per costruire reti 5G a livello nazionale il più velocemente possibile, anche perché considera il 5G un modo a basso costo per aiutare la nazione a competere con Paesi più ricchi in America, Europa e Asia (l’economia della Russia è circa la metà di quella della California se si misura solo il PIL).

Qualcomm

Ma al di fuori della Russia il Cremlino sta diffondendo bugie sul 5G al fine di usare la pressione pubblica per rallentare la sua adozione, almeno secondo quanto riportato da un recente report del New York Times. Russia Today, o RT, ha diffuso ad esempio dubbi e false informazioni sul 5G per la versione in lingua inglese dei suoi notiziari. RT si riferisce abitualmente alle onde radio 5G come a “radiazioni” e il passaggio al nuovo standard come “apocalisse 5G” e un “pericoloso esperimento sull’umanità”. Un giornalista di RT ha letteralmente detto che il 5G “potrebbe ucciderci”.

RT ha inoltre riferito, senza portare prove a supporto, che il 5G può causare difficoltà di apprendimento nei bambini, cancro al cervello, infertilità, autismo, tumori cardiaci e malattia di Alzheimer. Le false notizie sui cosiddetti pericoli del 5G sono anche generate o diffuse su siti cospirazionisti. Un famoso teorico della cospirazione su Facebook ha falsamente affermato che un test di rete 5G ha ucciso centinaia di uccelli a L’Aia, in Olanda.

Un sito web di pseudoscienza ha pubblicato un’altra falsa affermazione secondo cui i lavoratori che installano attrezzature 5G devono indossare tute speciali per proteggersi dalle “radiazioni”. Inutile dire che, come capita sempre più spesso di questi tempi, queste e altre fake news sono state sparse a macchia d’olio sui social e lette da milioni di persone.

Altre opposizioni

Un’altra guerra viene poi condotta da cittadini onesti e preoccupati per gli effetti sulla salute della tecnologia 5G. Sostengono correttamente che l’impatto di una diffusa implementazione del 5G sulla biologia umana non è stato studiato a fondo. E in questo vuoto di conoscenza le paure non fanno che aumentare.

Il crescente movimento di protesta anti-5G è simile a quello degli attivisti del “non-nel-mio-cortile” (NIMBY), che si oppongono alle discariche, alle centrali elettriche, alle linee elettriche e alle centrali nucleari quanto tutte queste installazioni sono vicine alle loro case e le scuole, ma che non si mobiliterebbero mai se gli stessi pericoli si trovassero altrove.

A guidare la carica anti 5G è soprattutto un’organizzazione chiamata Americans for Responsible Technology, che sostiene una riduzione al minimo delle reti wireless a favore delle reti via cavo e in fibra. Il tutto si basa sulla preoccupazione per gli effetti sulla salute delle tecnologie wireless sempre più diffuse, ovvero la cosiddetta “massiccia densificazione del wireless”. Le proteste pubbliche sono in aumento e sono state segnalate di recente a Kauai, nelle Hawaii, nella Contea di Marin, California, ad Albany, N.Y, in Oregon, a Long Island, in Nuova Zelanda e persino in Svizzera. Tra l’altro la città di Mill Valley, nella Silicon Valley, ha già vietato il 5G per motivi di salute.

La guerra di disinformazione contro il 5G e la guerra del NIMBY contro il 5G sono la stessa guerra e si può dire che si completino a vicenda. Il versante della disinformazione diffonde bugie per alimentare la folla del NIMBY, che a sua volta usa questa disinformazione per scatenare le proteste. A Kauai un manifestante ha detto che nei Paesi Bassi hanno fatto un test per il 5G e tutti gli uccelli sono caduti dal cielo, riferendosi chiaramente alla falsa storia pubblicata su Facebook da un teorico della cospirazione.

Centinaia o migliaia di blog e innumerevoli reportage raccolgono le teorie sulla cospirazione dei social media e della disinformazione dei russi sul 5G, con alcune di queste false informazioni che guidano l’opposizione al 5G negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Ed è proprio questa crescente opposizione, alimentata da menzogne deliberate ma anche da preoccupazioni sincere, a rappresentare di gran lunga il maggior rischio per la crescita delle reti cellulari di prossima generazione.

È ora che le aziende inizino a sostenere, finanziare e indirizzare una solida ricerca sugli effetti sulla salute delle reti 5G per contrastare le fake news e le teorie cospirazioniste, in modo da consentire al pubblico di informarsi e capire meglio quello che effettivamente porterà con sé il 5G. Anche perché se no o la salute pubblica o, più probabilmente, trilioni di dollari di opportunità commerciali sono a rischio. Abbiamo bisogno di fatti ora, in assenza dei quali il nuovo mondo dei dati cellulari ad altissima velocità che tutti pensiamo stia già arrivando potrebbe essere inutilmente ritardato per anni dalla crescente guerra al 5G.