Abbiamo già riportato la notizia della presentazione del nuovo iPad Pro da 9,7’’, che Apple ha annunciato nell’evento di ieri e che sarà disponibile in Italia da inizio aprile nelle versioni da 32, 128 e 256 GB, con prezzi a partire da 689 euro fino a 1.199 euro.

Phil Schiller ha presentato ieri questo nuovo iPad Pro come perfetto rimpiazzo di un vecchio PC, facendo notare come al mondo ci siano oltre 600 milioni di PC con cinque anni alle spalle che non aspettano altro che essere sostituiti. Se però è vero che l’iPad Pro da 9,7’’ offre prestazioni molto elevate, è leggero, sottile e assicura un’elevata portabilità, ci sono cinque aspetti che a nostro avviso non ne fanno quel “rimpiazzo ideale” di un PC come ha dichiarato Schiller.

Storage

Il nuovo iPad Pro ha un massimo di 256 GB di storage e, come da tradizione Apple, nessuno slot per ospitare microSD o altre espansioni di memoria esterne. Molti nuovi ibridi e 2-in-1 con Windows 10, come il Surface Pro 4 da 1 TB, offrono non solo più storage, ma anche porte per collegare chiavette e Hard Disk USB o schede di memoria. Avere a disposizione solo 256 GB di spazio potrebbe rivelarsi un limite non da poco, soprattutto per chi è intenzionato a registrare video in 4K e a editarli direttamente sull’iPad Pro.

Porte USB

Nel nuovo iPad Pro manca una porta USB Type-C, ormai sempre più diffusa nei laptop e negli ibridi più recenti per caricare i dispositivi, collegarli a un monitor e utilizzare dispositivi storage esterni. Alcune connessioni USB Type-C supportano anche Thunderbolt 3, che può trasferire dati alla velocità massima di 40 Gbps. È vero che Apple offre un connettore Lightning-Usb Type-C, ma questo non è in grado di gestire le velocità di Thunderbolt 3.

Flessibilità

Il nuovo iPad Pro da 9,7’’ può essere trasformato in un laptop con la sua tastiera, ma non offre quella flessibilità a livello di design assicurata invece da molti nuovi ibridi Windows come nel caso del Surface Book di Microsoft, caratterizzato tra l’altro da una connessione tra tastiera e tablet molto più sicura e stabile rispetto a quella offerta da iPad Pro con la sua tastiera.

Potenza

Nel nuovo iPad Pro Apple ha inserito un SoC A9X con architettura ARM, che Cupertino descrive come un processore capace di assicurare performance da PC. Si sa però ormai da tempo che gli Intel Core i5 e i7 più veloci, presenti tra l’altro nei MacBook Air e in alcuni ibridi Windows, possono fare meglio dell’A9X a livello di prestazioni. Il SoC di Apple è certamente una scelta ideale per un tablet, ma chi cerca un device in grado di supportare al meglio applicazioni pesanti e intensive potrebbe dover rivolgersi a soluzioni con processori più performanti.

App e interfaccia

Il nuovo iPad Pro monta iOS come sistema operativo e offre quindi la stessa interfaccia di un iPhone. Cosa positiva e vantaggiosa per gli utenti alla ricerca del massimo conforto in ambito mobile, ma non altrettanto per i power user. Il fatto, già sottolineato da molti all’uscita del primo iPad Pro, è che iOS non è in grado di assicurare lo stesso tipo di controllo e di esperienza che si ha invece su un Mac o su un PC Windows. Qualche esempio? Multitasking, passaggio da un’applicazione all’altra e applicazioni, le cui versioni mobile per iOS non offrono la stessa esperienza d’uso delle controparti desktop.