Le proposte smart working di Telecom Italia

Un giorno forse smetteremo di pensare al lavoro come a qualcosa che si fa in luoghi specifici e orari definiti, con vantaggi per le aziende, per le persone e per l'ambiente. Parola di TIM.

Tradizionalmente, il lavoro è legato a un tempo e a un luogo specifici. Non a caso in italiano si dice “trovare un posto di lavoro” o “creare posti di lavoro” e in inglese lo “straordinario” si chiama “over time“, oltre il tempo stabilito.

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Dispositivi mobili e sistemi di lavoro più flessibile ci stanno però abituando a lavorare anche in luoghi e momenti in cui prima il lavoro era, volente non nolente, bandito.

Il lavoro in mobilità consente senza dubbio al lavoratore e all’azienda di aumentare la propria produttività, diminuire i tempi di risposta ed essere complessivamente più competitivi, ma per qualcuno la disponibilità continua può diventare un peso, perché va a sommarsi alle ore spese regolarmente in ufficio.

Ma se questa modalità di lavoro flessibile non fosse un’aggiunta rispetto ai tempi e ai luoghi stabiliti per il lavoro, bensì la modalità di lavoro principale, e il recarsi sul luogo di lavoro in orari stabiliti fosse invece l’eccezione? Se il “dove” e il “quando” perdessero ogni importanza, e contasse solo il cosa?

In questo caso, il cambiamento potrebbe portare vantaggi positivi per tutti: lavoratore e azienda in primis, ma anche ambiente e infrastrutture urbane.

Ma se questa modalità di lavoro flessibile non fosse un’aggiunta rispetto ai tempi e ai luoghi stabiliti per il lavoro, bensì la modalità di lavoro principale?

È attorno a questi concetti che si sta sviluppando un nuovo metodo di organizzazione del lavoro chiamato smart working. Ne abbiamo discusso con Milco Accornero, che all’interno del Marketing di Telecom Italia | TIM coordina lo sviluppo del programma Smart Working & Digital Life. Lo abbiamo incontrato a margine dell’evento HR Business Conference tenutosi a Milano lo scorso 24 giugno e gli abbiamo chiesto di offrirci uno spaccato della situazione italiana e una panoramica dell’offerta di Telecom Italia | TIM in questo campo.

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.