Innovaway si espande all’estero (e assume tecnici IT multilingua)

Ci sono un paio di buoni motivi per cui probabilmente non avete mai sentito parlare del Gruppo Innovaway. Il primo è che l’azienda è attiva con questa denominazione solo dal 2014 a seguito di acquisizioni e riorganizzazioni operate dall’azienda fondatrice, Cesaweb, nata a Napoli nel 1998. Il secondo motivo è che Innovaway opera “dietro le quinte” dell’IT, fornendo servizi di supporto IT, gestione sistemistica, facility management e helpdesk.

Detto ciò, ci sono diversi buoni motivi per iniziare a conoscerla. Il primo è che dal suo Multilanguage Competence Center di Napoli eroga servizi di contact center, help desk e assistenza 24/7/365 in 24 lingue, tra cui arabo, cinese, russo, ceco, norvegese, svedese e tailandese ad aziende multinazionali, principalmente nei settori banking, finanza, telecomunicazioni, pubblica amministrazione e retail, in particolare nelle catene della moda e del lusso. Per fare un esempio, quando uno dei 1.000 negozi Fendi sparsi in tutto il mondo ha un problema o una richiesta che riguarda l’infrastruttura IT, è il telefono del MCC di Napoli a squillare, e chi risponde – nella lingua locale del negozio – segue la pratica fino al suo completamento. Il 95 percento degli “incidenti” si conclude senza bisogno

L’MCC di Napoli è certificato secondo lo standard “Information Technology Infrastructure Library“ (ITIL) v.3, che garantisce la corretta gestione dei rapporti tra aziende e clienti, in modalità Contact Center e helpdesk. Il MCC è inoltre un IT Operation Management per la configurazione dei sistemi, il supporto tecnico specialistico, il monitoraggio dei processi e altri servizi centralizzati.

Per fornire un servizio di questo tipo, Innovaway deve ovviamente fare affidamento su personale che abbini alle competenze in campo IT la conoscenza delle lingue. Grazie a una stretta collaborazione con il Centro di Studi Orientali dell’Università di Napoli, l’azienda può entrare in contatto con studenti provenienti dal tutto il mondo.

Attenzione però: diversamente dai call center a bassa specializzazione, che offrono lavoro saltuario a molti studenti con un elevato turnover, Innovaway investe molto nella formazione e certificazione del personale, ed è quindi interessata a integrare persone che intendono perseguire questa attività in modo stabile. A dimostrazione di ciò, il 95% percento dei 450 addetti che lavorano nelle sedi di Napoli, Roma, Milano, Torino e Palermo – e la cui età media si aggira sui 30 anni – è assunto a tempo indeterminato.

A questo proposito, se lavorate in ambito IT e conoscete più di una lingua, tenete d’occhio la pagina di ricerca del personale del sito Innovaway: l’azienda ha dichiarato l’intenzione di assumere una cinquantina di nuovi addetti entro la fine dell’anno. Tra i motivi di questa importante previsione di crescita, c’è un accordo recentemente siglato con IBM per la fornitura di servizi legati ai progetti internazionali di outsourcing IT che IBM gestisce, attraverso la propria organizzazione di Global Delivery Center, per conto di  clienti con sedi in tutto il mondo.

Innovaway collabora con IBM sin dal 2007 relativamente a progetti per clienti italiani con presenza internazionale. La novità è che IBM collaborerà con Innovaway anche su progetti globali.

Antonio Giuacomini, CEO di Innovaway, si dice “orgoglioso di avere ampliato questa collaborazione con IBM a livello internazionale. Per noi rappresenta il riconoscimento delle competenze e degli sforzi profusi dall’azienda e dal nostro team specializzato in tutti questi anni e conferma la validità degli investimenti tecnologici e  formativi da noi effettuati”.

Oltre ai servizi di helpdesk e amministrazione sistemistica e applicativa, che rappresenta l’80 percento dei circa 20 milioni di fatturato, Innovaway fornisce anche servizi e consulenza in ambito IT e telcomunicazioni ed effettua progettazione e sviluppo di software applicativi gestionali personalizzati per aziende ed enti pubblici, in ambiente Microsoft .NET.

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia, ha passato gli ultimi 20 anni a raccontare lo sviluppo della tecnologia e di internet senza perdere la passione per questi argomenti. Scrivigli su andrea.grassi@cwi.it o seguilo sui social network con i pulsanti qui sotto.

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