La Generazione Z rappresenterà nei prossimi anni una svolta importante per le PMI che puntano a svilupparsi in contesti internazionali. Una ricerca commissionata da Ricoh Europe e condotta da Coleman Parkes, dal titolo Quali sono le caratteristiche dei fratelli minori dei Millennial?, mette infatti in evidenza le caratteristiche di questa generazione, che ha tutte le carte in regola per portare innovazioni dirompenti nelle aziende.

Dal 1980 il commercio internazionale sta crescendo a un tasso che è doppio rispetto al Pil globale. In questo contesto le aziende non possono più permettersi di ignorare il mercato internazionale, ma la sfida che le attende su questo versante è a dir poco ardua. Le aziende si devono innanzitutto confrontare con consumatori globali che si aspettano comunicazioni e campagne localizzate e il lavoro collaborativo sta trasformando il mercato globale delle idee e dell’innovazione.

Inoltre la competizione tra le aziende si sposta a livello globale con conseguenze per le singole aziende e per i differenti mercati. Le PMI sono avvantaggiate nell’affrontare queste sfide in quanto più agili e più rapide nel gestire il cambiamento rispetto alle aziende di grandi dimensioni. Attualmente però solo il 7% delle PMI opera in mercati al di fuori della UE.

Essendo nati con a disposizione un accesso costante a Internet, i nativi digitali sono predisposti all’utilizzo delle nuove tecnologie e aperti alla collaborazione globale

La Generazione Z, che entrerà nelle aziende nei prossimi anni, è più preparata ad abbracciare le tecnologie e le modalità di lavoro richieste dalla globalizzazione rispetto alle generazioni precedenti. Dalla ricerca emerge che il 28% degli intervistati della Generazione Z, rispetto al 10% delle generazioni precedenti, è attratto da aziende che mettono a disposizione dei dipendenti tecnologie che permettono di lavorare in modo più efficiente.

Dopotutto digitalizzazione e lavoro collaborativo saranno la normalità nelle aziende globalizzate. La Generazione Z ha tutte le carte in regola per ridefinire il posto di lavoro e, grazie alla predisposizione all’innovazione delle metodologie di lavoro e alle competenze digitali, costituisce un elemento chiave per le imprese che puntano alla globalizzazione. Essendo nati con a disposizione un accesso costante a Internet, i nativi digitali sono predisposti all’utilizzo delle nuove tecnologie e aperti alla collaborazione globale.

Un’impresa in cui tutto viene controllato centralmente non è adatta a gestire un business globale in cui sono necessarie autonomie e competenze locali. Le strutture meno rigide consentono dinamicità ed efficacia nello sviluppo delle strategie a livello locale.

Le aspettative della Generazione Z in merito al posto di lavoro sono allineate con la nuova tipologia di struttura e implicano un cambiamento rispetto alle strutture manageriali tradizionali, oltre che una maggiore indipendenza delle persone. A cogliere i vantaggi dello sviluppo di un mercato globale saranno quindi le PMI che nei prossimi anni riusciranno a valorizzare le attitudini e le competenze della Generazione Z.

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