Si dimette il CEO di Uber, la società cerca una nuova strategia

Le dimissioni di Travis Kalanick, numero uno di Uber, potrebbero trasformarsi in un’opportunità per altre aziende di ride-sharing

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Travis Kalanick, co-fondatore e CEO di Uber, si è dimesso

Il CEO di Uber Travis Kalanick ha ufficialmente presentato le sue dimissioni. Kalanick aveva già deciso di prendere un periodo di aspettativa, ma ora ha lasciato definitivamente la società. Secondo quanto riportato dal New York Times, la mossa di Kalanick è avvenuta su richiesta del consiglio di amministrazione.

L’azienda ha già perso il braccio destro di Kalanick, Emil Michael, che copriva il ruolo di Senior Vice President of Business, costretto a dimettersi dopo una serie di gaffe, tra cui il suo suggerimento che Uber prendesse di mira un giornalista che avrebbe svolto delle indagini sull’azienda.

Uber ha recentemente licenziato un’altra figura chiave, Anthony Levandowski, responsabile dello sviluppo di veicoli a guida autonoma. Il manager è stato coinvolto in una causa legale intentata da Waymo, sussidiaria di Alphabet specializzata in guida autonoma, contro Uber per il presunto il furto di segreti commerciali, solo una delle difficoltà che il prossimo CEO di Uber dovrà affrontare.

Con Uber senza guida, potrebbero trarne vantaggio due tipi di aziende.

In primo luogo le società di ride-sharing, in concorrenza diretta con Uber. C’è molto interesse in questo segmento: a giudicare da una recente conferenza che si è svolta a Parigi, solo nella capitale francese ci sarebbero decine di aziende che cercano di entrare in questo mercato. Si tratta di un dato significativo, considerando che proprio Parigi avrebbe ispirato a Kalanick l’idea di Uber.

In secondo luogo le aziende che progettano veicoli autonomi, che ora hanno meno concorrenza nel reclutare talenti e potrebbero trovare nel team di Uber personale specializzato disposto a cambiare datore di lavoro.

Uber è già impegnata a trovare le risorse necessarie per le proprie attività: attualmente ci sono124 posti vacanti nel suo gruppo di tecnologie avanzate e 310 ulteriori posti per ingegneri in ​​tutta l’azienda, inclusi ruoli nell’apprendimento automatico e nei laboratori di intelligenza artificiale.

Le dimissioni di Kalanick e Michael potrebbero consentire all’azienda di cambiare la sua cultura aziendale, ampiamente criticata. Sbiaditi i suoi piani di sostituire i conducenti con veicoli a guida autonoma, Uber sta facendo delle mosse per coinvolgere di più i suoi piloti. Martedì scorso, i due manager Rachel Holt e Aaron Schildkrout hanno inviato una email a conducenti e partner di Uber negli Stati Uniti promettendo un programma di cambiamenti in 180 giorni. Questi cambiamenti includono l’introduzione di mance, risarcimenti per i tempi di attesa e le cancellazioni di corse e bonus per il trasporto di adolescenti.

 

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