Search FYI: cos’è (e cosa non è) il motore di ricerca di Facebook

Altro che motore che vuole competere con Google. Search FYI è uno strumento più limitato, ma anche con tante potenzialità in più.

 

Facebook ha annunciato l’introduzione si Search FYI, un motore di ricerca che permetterà di trovare post,  elementi condivisi e discussioni pubbliche o condivise tra i propri amici.

La novità è quanto mai benvenuta, perché l’impossibilità di fare ricerche sul sito era davvero diventata una lacuna imbarazzante per un’azienda del calibro di Facebook. Quante volte del resto ci è capitato di voler ritrovare in un secondo momento un post visto passare di sfuggita sul proprio wall? Se non si era in grado di ricordare chi fosse l’autore, praticamente non c’era speranza.

Come funziona Facebook Search FYI

Chi in queste ore sta scrivendo che con l’introduzione di Search FYI Facebook intende fare concorrenza a Google sul terreno della ricerca non ha idea di cosa sta parlando. Un motore di ricerca interno su grafo sociale non ha nulla a che vedere con un motore generalista per il web (anche se le possibilità di sfruttamento pubblicitario con inserzioni agganciate alle keyword sono le medesime).

A differenza di un motore come Google, che pur alterando il ranking dei risultati in base al profilo personale, si propone di mappare e indicizzare l’intero scibile umano, Search FYI è un motore di ricerca che indicizza solo quello che è stato pubblicato su Facebook, come contenuto originale o come condivisione esterna.

All’autore della ricerca poi non viene presentato qualsiasi risultato, ma solo quelli che sono pubblici o che sono condivisi da un contatto per il quale di abbia la visibilità su quel tipo di contenuti. In tutto ciò, Facebook cercherà di dare priorità agli elementi che hanno suscitato più interesse e coinvolgimento tra gli utenti (molto probabilmente, anche in questo caso tenendo in considerazione la “vicinanza” degli utenti al nostro grafico sociale).

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Facebook Search FYI dispone di autocompletamento della ricerca e presenta i risultati dividendo fonti pubbliche, propri contatti e discussioni pubbliche.

Si capisce, insomma, che quello di Search FYI è un lavoro molto diverso da quello di Google Search, e che comporta sfide tecniche notevoli sia sul fronte della programmazione, sia su quello delle risorse necessarie per gestire delle query piuttosto complicate. Ma possibile che un’azienda come Facebook non ci sia riuscita finora?

In effetti, Zuckerberg aveva già in casa le tecnologie di base per costruire un motore di ricerca in grado di lavorare con il social graph almeno dal 2009, quando ha acquistato FriendFeed, che già disponeva di quella funzione (oltre a molte altre tecnologie in seguito incorporate in Facebook, a partire dal Like).

Forse allora il principale motivo che ha trattenuto Facebook dall’includere la funzione di ricerca non era tecnico, ma una scelta precisa. Da un lato la possibilità di fare ricerche tra le condivisioni e i messaggi di stato apre la strada a operazioni di data mining, quando non di stalking, sui propri contatti personali. E la fiducia con cui gli utenti condividono le informazioni su Facebook è forse uno degli asset più preziosi per l’azienda.

Sarà forse anche per mettere un limite alle possibilità di sfruttamento intensivo della funzione che Search FYI è per ora limitato alle sole app mobili (oltre che riservato agli utenti USA al momento). App mobili che, dopo anni in cui hanno offerto un’esperienza d’uso più povera della versione desktop, stanno diventando l’avanguardia tecnologica dell’offerta di Facebook (anche Instant Articles, la piattaforma per la pubblicazione di articoli di terze parti “dentro” Facebook è riservata a chi usa Facebook da smartphone o tablet).

 

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia, ha passato gli ultimi 20 anni a raccontare lo sviluppo della tecnologia e di internet senza perdere la passione per questi argomenti. Scrivigli su andrea.grassi@cwi.it o seguilo sui social network con i pulsanti qui sotto.