La lenta morte del social networking

Ha ancora senso parlare di social networking? Vedendo come Facebook, Twitter e altri colossi social si stanno evolvendo, pare proprio di no.

È stato bello finché è durato, ma oggi ilo social networking è arrivato agli sgoccioli, almeno per come l’abbiamo sempre conosciuto e praticato con strumenti, servizi e piattaforme come Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+, YouTube, Pinterest, Instagram, Tumblr, Flickr o Reddit.

L’idea con la quale sono nati i social era essenzialmente conoscere persone nuove, riscoprire vecchie amicizie andate perdute con il tempo e scambiarsi opinioni di qualsiasi genere (ah, e naturalmente foto di gatti). Oggi però tutto questo macrocosmo comunicativo sta morendo e vi spieghiamo quali, secondo noi, sono le cause di questo imminente tramonto.

Chi sta uccidendo il social networking?

La prima è da ricercare nella messaggistica. Ormai i millennials hanno abbandonato realtà come Facebook per trasferirsi in massa su app di messaggistica istantanea come Snapchat in cui, a differenza del classico social network, le conversazioni sono private, temporanee e immediate. Utilizzare una di queste app equivale insomma a “inviare” qualcosa a qualcuno e non più a “postare” un messaggio.

Una causa decisiva per la morte dei social è anche quella della cosiddetta “distrazione digitale”, ovvero tutto quel macrocosmo di attività digitali che vanno dai video di YouTube fino ai videogiochi, passando per gli articoli, i podcast e altro ancora. La terza causa di questo declino sono i social media.

C’è infatti molta confusione tra il social networking e il social media. Il primo riguarda la condivisione di contenuti personali, mentre il secondo si occupa di contenuti professionali. La condivisione di social media (video professionali, podcast, articoli, foto) sta gradualmente rimpiazzando la condivisione di contenuti personali, ovvero quello che era il cuore pulsante del concetto stesso di social networking.

Chiedetelo a Twitter

Micro-blogging, micro-schmogging. Non importa come lo definiate, ma fatto sta che la natura di Twitter è da sempre considerata un social network, almeno fino a poco tempo fa. La settimana scorsa infatti Twitter ha tolto la propria app dalla categoria Social Networking nell’App Store di Apple per inserirla nella categoria news. Una mossa con la quale l’app è passata dal quinto posto in classifica tra le applicazioni social al primo posto nella sezione news. In effetti, a ben pensarci, Twitter non è più un luogo virtuale in cui incontrare nuove persone, ma in cui leggere news e tenersi informati. Addio insomma al Twitter social network e benvenuto al Twitter social media.

I miliardi di Facebook

Persino Facebook, da sempre simbolo stesso del social networking, negli ultimi anni ha cessato di essere unicamente una piattaforma su cui conoscere e condividere. Si pensi innanzitutto alle acquisizioni (WhatsApp, Oculus VR, Ascenta, Moves, Pebbles, Surreal Vision). Tutte aziende che hanno poco o nulla a che fare con il caro vecchio social networking.

Tutti oggi sono alla ricerca del perfetto modo per attirare l’attenzione dei miliardi di utenti online

La grande F pare inoltre sia al lavoro su un’app stand-alone in stile Snapchat per condividere foto, video e live-streaming tramite Facebook, anche se il fatto più rilevante per il colosso di Mark Zuckeberg è che ormai sempre meno utenti, pur controllando il loro profilo più volte al giorno, condividono su Facebook cose personali (pensieri, foro, aggiornamenti). E che dire poi dei chatbot, dell’intelligenza artificiale, dei droni, dei satelliti, dell’e-commerce, dei giochi e di tutte le altre attività in cui Facebook sta investendo?

L’introduzione degli Instant Articles ha poi trasformato Facebook in una realtà fortemente social media e alla grande F la perdita di importanza del versante social networking interessa fino a un certo punto. Lo scopo di Facebook infatti è di tenere gli occhi dei suoi utenti incollati allo schermo del PC o dello smartphone con qualsiasi mezzo disponibile, e poco importa se questo mezzo si sta slegando anno dopo anno dal classico social networking per abbracciare orizzonti molto più ampi e diversificati.

Cosa sta divorando il social networking?

Non dimentichiamo infine un ultimo fattore che sta decretando la fine del social networking: l’attenzione. Tutti oggi sono alla ricerca del perfetto modo per attirare l’attenzione dei miliardi di utenti online proponendo in modo sempre più attraente giochi, bot, articoli, video, foto, podcast e live-streaming. Eppure, nonostante questo scenario, i vostri amici e familiari su Facebook non stanno affatto migliorando il modo di rendere i loro contenuti e i loro aggiornamenti più attraenti.

Detto in modo molto terra terra, le foto dei gatti di vostra zia o gli sfoghi politici di un vostro amico non ce la fanno a mantenere il passo con la creazione di contenuti professionali, che invece riescono a catturare molto più l’attenzione quando guardate il vostro feed su Facebook.

Con questo non stiamo dicendo che il social networking non esista più, ma solo che quei siti conosciuti prima con questo termine stanno sviluppando ed esplorando attività di “attention-grabbing” non più legate al concetto di social networking. Si stanno insomma evolvendo e, almeno di un miracoloso ritorno in auge delle condivisioni di avvenimenti ed esperienze personali, i social network così come li abbiamo sempre conosciuti stanno ormai scomparendo.