Facebook estenderà l’uso di Safety Check dopo gli attacchi di Parigi

La società di Mark Zuckerberg è stata criticata per non aver utilizzato lo strumento, che permette di sapere se i propri cari sono in condizioni di sicurezza, nei precedenti attacchi a Beirut

Lo strumento Safety Check di Facebook, che permette di avere velocemente informazioni sulla sicurezza dei propri cari, è stato attivato per la prima volta dopo gli attacchi terroristici a Parigi di venerdì 13 novembre.

La mossa di Facebook ha attirato critiche diffuse online sul fatto che la società sia stata parziale, in quanto non ha attivato lo strumento in altri luoghi recentemente colpiti da attacchi terroristici. In particolare, il riferimento è agli attentati gemelli a Beirut avvenuti giovedì.

Il social network è stato anche criticato per il rilascio di un filtro che permette agli utenti di mostrare i colori della bandiera francese sulle immagini del loro profilo, per esprimere il proprio sostegno al popolo di Parigi. le critiche in questo caso vertono sul fatto che la società si comporta con un “doppio standard”, non avendo rilasciato simili filtri per gli attacchi terroristici a Beirut e in altri luoghi. Un utente, Hubert Southall, si è offerto di progettare filtri per gli utenti, dicendo che Facebook “deve includere tutte le nazioni interessate”.

Le critiche a Facebook evidenziano le difficoltà che può incontrare una società globale nel tentativo di accogliere le sensibilità in tutti i Paesi in cui opera, in cui le priorità degli utenti possono essere diverse.

Sulla scia delle polemiche sull’attivazione di Check Safety a Parigi, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha assicurato ai propri utenti che lo strumento sarà utilizzato più spesso in futuro in situazioni di emergenza. “Molte persone hanno giustamente chiesto perché abbiamo attivato Check Safety per Parigi, ma non per i bombardamenti a Beirut e in altri luoghi”, ha scritto Zuckerberg sulla sua pagina Facebook.

Lo strumento Check Safety chiede agli utenti, che si presume siano nelle vicinanze di una situazione di emergenza, se sono al sicuro e permette loro di informare i loro amici facendo clic su un pulsante. Le persone possono anche segnalare utenti che si ritiene siano nella zona dell’emergenza. Lo strumento è stato usato la prima volta in una “versione iniziale” a Tokio in seguito allo tsunami del 2011 e al disastro nucleare e, successivamente, dopo i recenti terremoti in Afghanistan, Cile e Nepal, dopo il ciclone tropicale Pam nel Pacifico meridionale e il tifone Ruby nelle Filippine.

I criteri di Facebook per la selezione delle catastrofi naturali per il quale attiva la funzione sul suo sito web comprendono la portata e l’impatto, come ha scritto in un post Alex Schultz, vice presidente per la crescita di Facebook.

L’azienda ha deciso di utilizzare lo strumento per per la prima volta a Parigi, in una situazione di emergenza che non sia un disastro naturale, dopo che è stato osservato che “Facebook è diventato un luogo dove le persone condividono informazioni e cercano di capire la condizione dei loro cari”, secondo Schultz.

Schultz ha detto che la società cambierà la propria politica per l’attivazione di Check Safety in caso di altri incidenti gravi e tragici in futuro. “Vogliamo che questo strumento sia disponibile quando e dove può aiutare”, ha dichiarato.

Ha sottolineato, tuttavia, che nella sua forma attuale lo strumento non è utile per situazioni di crisi come guerre ed epidemie, perché “non c’è un punto iniziale o finale chiaro e, purtroppo, è impossibile sapere quando qualcuno è veramente ‘al sicuro’”.

Il Safety Check di Facebook per l’emergenza di Parigi nel frattempo è stato spento.

 

AUTOREJohn Ribeiro
CWI.it
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