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Ormai non si sente molto più parlare del cosiddetto Mobilegeddon del 21 aprile, quando Google cambiò il suo motore di ricerca affinché fossero messi in risalto prima i siti mobile-friendly. Dopo questa decisione diversi report, come quello di Adobe System, hanno scoperto che i siti non mobile-friendly hanno subito una contrazione del traffico del 12%.

La mossa di Google di aprile aveva senso, anche perché si inseriva in un periodo in cui, secondo molte analisi di mercato, il numero di persone che accedevano a Internet esclusivamente da smartphone e tablet era maggiore rispetto al numero di chi navigava solo da computer.

Eppure, nonostante la volontà di Google di spingere a creare siti mobile-friendly, molti credono ancora che navigare da un PC desktop o da un notebook sia ancora un’esperienza migliore rispetto che a farlo da mobile. Se però questo può essere vero guardando alla totalità dei siti, inizia a non diventarlo più se si considerano i siti più popolari in assoluto, navigabili oggi molto meglio da un dispositivo mobile che non da un PC sulla scrivania di casa.

alcune app che sono sempre state solo mobile hanno accresciuto enormemente la loro importanza

I siti top sono insomma diventati oggi molto più accessibili da mobile, anche perché spesso le versioni desktop “classiche” non vengono considerate più come prima ma piuttosto come un qualcosa su cui non valga la pena sprecare tempo, risorse e attenzioni. Un esempio? Sempre più startup stanno lanciando servizi basati su Internet accessibili solo da un’app mobile.

È il caso della britannica Atom Bank, di videogiochi come Prokemon Go, degli store di abbigliamento Poshmark e di siti come Gametime sui quali acquistare biglietti. Persino The Weather Channel sta lanciando una trasmissione metereologica solo mobile chiamata The Lift e anche il servizio video di Verizon (Go90), che offre sport, show televisivi e video in stile YouTube, è solo mobile.

Come fenomeno correlato alcune app che sono sempre state solo mobile hanno accresciuto enormemente la loro importanza. L’esempio migliore è quello di Snapchat, che potrebbe diventare la più grande minaccia a Facebook e Twitter per gli utenti al di sotto dei 25 anni. Il trend più importante e significativo è però quello per cui i servizi più mainstream e capaci di generare il maggior traffico online stanno introducendo sempre più funzionalità accessibili solo da uno smartphone o da un tablet.

entrambe queste iniziative di Facebook e Google funzionano solo su dispositivi mobile

Spotify Party, la nuova feature di Spotify che offre playlist in stile DJ, è presente solo nell’app mobile del servizio di musica in streaming e non è disponibile sul web o tramite un download da PC. Tumblr ha aggiunto il mese scorso un generatore di GIF unicamente per l’app iOS. E con il passare del tempo aspettiamoci centinaia se non migliaia di app che includeranno feature altrimenti impossibili da utilizzare sul web.

Continuando con gli esempi, non possiamo non citare Facebook, che a maggio ha rilasciato su iOS (e la scorsa settimana su Android) il servizio Instant Articles, che permette agli utenti di accedere istantaneamente a un articolo di una testata giornalistica pubblicato su Facebook, invece che lanciare il browser esternamente dall’app come avveniva in precedenza. In effetti con Instant Articles gli articoli si caricano in pochissimi secondi, un tempo molto più rapido e veloce rispetto agli stessi articoli visibili su un browser desktop. E Facebook ha giò stretto accordi per questa sua feature con più di 350 editori da tutto il mondo.

Google ha poi lanciato un piano ancora più ambizioso chiamato Accelerated Mobile Pages (AMP), che cambia letteralmente il modo in cui Internet funziona per quei siti che lo supportano. In pratica AMP sostituisce HTML con una sua versione modificata, eliminando JavaScript e sostituendo molti tag HTML con tag AMP. Il risultato? Secondo le prime stime si calcola che le pagine AMP si carichino quattro volte più velocemente e, visto che Google Search favorisce i siti con le prestazioni migliori, le pagine che supportano AMP sono presto destinate ad essere le prime tra i risultati delle ricerche.

Nemmeno a farlo apposta, entrambe queste iniziative di Facebook e Google funzionano solo su dispositivi mobile ed è per questo che ci viene naturale coniare il nuovo termine Desktopgeddon, ovvero la conferma di un’esperienza di utilizzo di Internet da mobile estremamente superiore rispetto a quella da desktop o laptop.

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