Google ha recentemente pubblicato sul suo blog un articolo che annuncia la presenza di un nuovo documento ufficiale con le linee guida per il quality rating, ovvero i criteri con i quali viene effettuata la valutazione del grado di qualità di un sito. Il documento, che arriva due anni dopo la precedente versione e che tiene conto dell’esplosione delle ricerche web da dispositivi mobile, è stato redatto per valutare i criteri di qualità di un sito web che incidono nel suo posizionamento tra i risultati di ricerca, al fine di comprendere quello che Google cerca nelle pagine web.

Quello che emerge in sintesi dal documento è che il fattore determinante per la qualità di un sito web è l’offerta di contenuti di qualità. Il sito è utile? Le informazioni in esso contenute danno un valore aggiunto al lettore? È l’unico sito a dare questo plus? Il valore aggiunto che offre lo differenzia dagli altri?

Dietro ogni query di ricerca c’è una precisa intenzionalità dell’utente, che sa esattamente cosa vuole cercare e cosa vorrebbe ottenere. Sia che il suo intento sia informativo (conoscere le caratteristiche di un prodotto) oppure orientato a compiere un’azione (per esempio, comprare un determinato prodotto), l’utente si è già pre-figurato il risultato che si aspetta, e scarterà a priori tutti i risultati che non riterrà utili.

Questo significa per Google attuare un continuo perfezionamento algoritmico in direzione semantica, e per ogni sito web pensare a ottimizzare le proprie pagine interne centrandole sull’intenzione dell’utente, avendo ben chiaro il tipo di conversione che vuole realizzare affinchè ogni sua pagina rappresenti “la scelta migliore”.

Il focus si sposta quindi sull’utente e sull’accuratezza delle informazioni trasmesse a esso, che devono essere presentate con una interfaccia che ne faciliti al massimo la fruizione da qualsiasi device. Ecco perché creare contenuti della miglior qualità possibile, tratti da fonti altamente affidabili, determina un più alto punteggio di qualità che aiuterà il sito a posizionarsi potenzialmente meglio sul motore di ricerca.

Google consiglia inoltre di non esagerare con la pubblicità

Le variabili che entrano in gioco nel quality rank sono essenzialmente cinque. Per prima cosa tutti i contenuti del sito devono essere facili da consultare, con scelte stilistiche che agevolino la consultazione da ogni device. Alla freschezza dei contenuti va quindi affiancata una generale manutenzione ciclica del layout grafico, con la massima attenzione alla user experience e alla sfera mobile.

La seconda variabile riguarda i contenuti di ogni pagina, che devono essere coerenti con il resto del sito in linea con il topic di riferimento. Un argomento troppo distante risulta fuori tema, o addirittura fuori luogo, ed è considerato sommario, quindi non di qualità.

Come terzo aspetto ogni argomento deve essere trattato in modo completo per l’utente anche in termini di quantità informativa. Anche il contenuto supplementare (o aggiuntivo) deve essere qualcosa di utile rispetto al contenuto principale, come nel caso di immagini, articoli correlati, contenuti inseriti nella sidebar o qualsiasi cosa per chi visita la pagina deve essere utile.

Google consiglia inoltre di non esagerare con la pubblicità, favorendo la user experience alla monetizzazione soprattutto nei siti che contengono pagine potenzialmente negative come nel caso di informazioni finanziare, mediche, legali e pagine di shopping, facendo rientrare nella categoria tutti i negozi online.

Il sito deve infine trasmette E-A-T, ovvero Expertise (competenza), Authoritativeness (autorevolezza) e Trustworthiness (affidabilità). Rendere consultabili i nostri contatti e il chi siamo rassicura gli utenti che cercano un riscontro fisico e reale della nostra presenza, ma anche un’elevata reputazione (e quindi affidabilità) del sito e/o degli autori è un elemento essenziale.

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