Safari segue Firefox nella politica anti-tracciamento

Il team di WebKit ha svelato una nuova policy di prevenzione del monitoraggio che potrebbe aiutare a rafforzare la privacy degli utenti di Safari.

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Il progetto WebKit, l’iniziativa open source per creare codice per il browser Safari di Apple, si appresta a seguire le orme di Mozilla per implementare nuove funzioni atte a limitare il tracciamento degli utenti sul web. In un breve messaggio del 14 agosto il team di WebKit ha indicato la sua nuova politica di prevenzione del monitoraggio che illustra in dettaglio i piani da mettere in pratica, inclusi i tipi di monitoraggio che creerà e come gestirà gli effetti collaterali.

“Abbiamo implementato o intendiamo implementare protezioni tecniche in WebKit per impedire tutte le pratiche di tracciamento incluse in questa policy”, si legge nel documento. “Se scopriamo ulteriori tecniche di tracciamento, potremmo espandere questa policy per includere le nuove tecniche e potremmo implementare misure per contrastarle”.

Il documento segnala una mezza dozzina di tipi di tracciamento che WebKit bloccherà, inclusi il monitoraggio su più siti e l’impronta digitale. Safari blocca già alcuni tracciamenti tra siti con la sua Intelligent Tracking Protection (ITP), che ha debuttato nel 2017 ed è stata migliorata l’anno scorso con macOS Mojave e iOS 12.

Il team di WebKit ha citato espressamente Mozilla come fonte di motivazione per questo ulteriore passaggio verso l’anti-tracking. “La nostra policy è stata ispirata e derivata da quella di Mozilla” ha scritto il gruppo, rimandando direttamente alle linee guida del produttore di Firefox.

Firefox è stato molto attento alla privacy negli ultimi tempi. E a causa della sua cadenza a rilascio rapido (Mozilla lancia una nuova versione del suo browser ogni sei settimane circa, mentre Apple aggiorna Safari solo una volta durante l’anno), le sue nuove caratteristiche e funzionalità hanno ricevuto molta attenzione da parte della stampa specializzata.

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A giugno, ad esempio, Mozilla ha attivato la protezione avanzata del rilevamento (ETP) di Firefox per i nuovi utenti e consentito agli utenti attuali di abilitarlo da soli. La tecnologia, che era in fase di sviluppo da quattro anni, ostacola i tracker tra siti basati sui cookie e sui parametri URL e, facoltativamente, blocca anche l’impronta digitale.

Imitando Mozilla, WebKit (e per estensione, Apple) spera che anche Safari possa attirare le attenzioni della stampa come è successo per Firefox. Potrebbe non essere una coincidenza il fatto che entrambi i browser abbiano perso utenti negli ultimi sei mesi; i rispettivi produttori probabilmente vedono la privacy come un vantaggio rispetto a Chrome e quindi un’opportunità per attirare più utenti.

Il modo in cui un browser protegge la privacy degli utenti, infatti, ha ampiamente sostituito le metriche precedenti (su tutte la velocità di rendering) per definire le differenze trai vari produttori. Come esempio di questa tendenza anche Microsoft ha lanciato il nuovo Edge Chromium insistendo sulle tecniche anti-tracking. Di questi quattro browser solo Chrome non ha finora annunciato nulla di particolare per quanto riguarda anti-tracking.

WebKit però non ha semplicemente ripetuto ciò che Mozilla ha fatto in Firefox, ma ha scelto di tenere una linea molto più dura contro i tracker.

“Trattiamo l’elusione delle misure anti-tracking con la stessa serietà con cui ci approcciamo allo sfruttamento delle vulnerabilità della sicurezza. Se una parte tenta di eludere i nostri metodi di prevenzione del monitoraggio, possiamo aggiungere ulteriori restrizioni senza preavviso. Queste restrizioni possono applicarsi universalmente; a target classificati algoritmicamente, o a parti specifiche che si impegnano a eludere le nostre misure anti-tracking”

“Equiparare l’elusione dell’anti-tracking con lo sfruttamento della sicurezza non ha precedenti” ha dichiarato Lukasz Olejnik, ricercatore e consulente indipendente in materia di sicurezza e privacy, in un tweet. “Il trattamento esplicito della privacy come un elemento cardine al pari della sicurezza è l’unica direzione da prendere”. Il documento di WebKit non specifica un calendario preciso per l’aggiunta di nuove protezioni di tracciamento o il miglioramento di quelle esistenti, tanto meno quando queste verrebbero migrate in Safari. Non rimane insomma che aspettare.