Mozilla è in crisi? Nel 2018 ha perso il 20% di entrate sul 2017

Mozilla sostiene che gli ultimi dati finanziari sembrano peggiori di quello che sono in realtà, ma resta il fatto che tra il calo delle entrate e degli utenti il futuro del creatore di Firefox è tutt’altro che roseo.

mozilla

Le entrate di Mozilla nel 2018 sono diminuite di quasi il 20% rispetto all’anno precedente e, per la prima volta, le spese hanno superato le entrate. Va anche detto che il 2017 è stato un anno decisamente anomalo (in senso positivo) per Mozilla e che quindi era difficile ripetere quei numeri, ma fatto sta che un crollo del 20% inizia a essere preoccupante.

Mozilla ha però affermato che il calo delle entrate non influirà sul suo lavoro. “Nonostante il cambiamento di anno in anno, Mozilla rimane in una forte posizione finanziaria, con riserve di liquidità per supportare la continua innovazione, partnership e diversificazione delle linee di prodotti Firefox”, si legge in una nota ufficiale di Mozilla.

Secondo il bilancio di Mozilla del 2018 pubblicato il 21 novembre, i 451 milioni di dollari di entrate complessive corrispondono a 111 milioni in meno rispetto al 2017, con un crollo del 19,8%. Tra l’altro è la prima volta che Mozilla ha registrato un calo delle entrate anno su anno negli ultimi 14 anni. Delle entrate totali, 430 milioni, pari a circa il 95%, provengono dai pagamenti delle royalty. Come sempre con le entrate di Mozilla, la maggior parte di ciò che l’organizzazione ha classificato come royalties proviene da contratti per la ricerca.

adv
Cloud Communication Business

Nell’era digitale il centralino va in Cloud

La telefonia di nuova generazione è in software-as-a-service: non richiede di installare centralini hardware, gestisce fisso e mobile, e consente di attivare nuove linee o filiali con un clic, abilitando Smart Working e Unified Communication. SCOPRI DI PIÙ >>

Le spese totali per il 2018 di Mozilla sono invece ammontate a 451,5 milioni, ovvero mezzo milione in più rispetto a tutte le entrate. È stata la prima volta che si verifica una cosa del genere per Mozilla. La maggior parte delle spese di Mozilla (il 62%, con un aumento di due punti percentuali rispetto all’anno precedente) è stata destinata allo sviluppo del software, che è passato da 260 milioni a 278 milioni, con un aumento del 7%.

firefox quantum browser

Come al solito, alcuni dei dati più importanti su Firefox mancavano dal rapporto finanziario sul d2018. In particolare, i dettagli sull’utilizzo del browser. Firefox, competitivo solo nel mercato desktop, ha perso 1,4 punti percentuali di user share nel 2018 secondo Net Applications. Il browser ha chiuso infatti l’anno con circa il 9,6% del mercato rispetto all’11% di fine 2017 e negli 11 mesi del 2019 è scivolato ulteriormente all’8,2%.

Rispetto a Google Chrome, che dominava la classifica con una mostruosa quota del 67,2% alla fine del 2018 (e ha toccato la stessa percentuale nel novembre 2019 dopo alcuni leggeri cali), Firefox è una realtà sempre più fragile e continuamente sull’orlo della crisi. La condivisione di utenti è importante per tutti i browser perché le applicazioni generano entrate per i loro produttori in un modo o nell’altro. L’interesse di Mozilla è particolarmente forte perché altri importanti sviluppatori di browser (Google, Microsoft e Apple) hanno numerosi flussi di entrate, mentre Mozilla si affida quasi esclusivamente alla ricerca.

Non a caso l’organizzazione ha continuato a cercare ulteriori fonti di finanziamento. “Stiamo esplorando le offerte di servizi a pagamento e in abbonamento come complemento dei servizi gratuiti che già forniamo”, ha dichiarato Mozilla nel suo recente report finanziario, riferendosi alla sua VPN a pagamento e agli ancora gratuiti password manager Lockwise e breach notification service Monitor.

La voce “entrate pubblicitarie”, introdotta per la prima volta nel 2017, è cresciuta da 2,7 milioni di dollari di quell’anno ai 5,4 milioni nel 2018, ma quest’ultimo numero rappresenta ancora quasi una miseria nell’insieme delle entrate di Mozilla. A causa però della dipendenza di Mozilla dalla ricerca, la sua sopravvivenza dipende dal fatto che Firefox è in grado di portare gli utenti a un motore di ricerca. In un mondo però in cui Firefox continua a perdere utenti, i provider di ricerca logicamente avranno un interesse decrescente nel pagare Mozilla per impostazione predefinita del browser.

Nonostante la sua proverbiale trasparenza, Mozilla non ha affrontato direttamente il problema della continua emorragia di utenti o precisato i passi concreti che potrebbe prendere per cercare di invertire la tendenza. E secondo noi dovrebbe iniziare a farlo.