Microsoft ricostruisce Edge sulla base di Chromium

Il prossimo anno Microsoft abbandonerà il motore di rendering di Edge per sostituirlo con quello alla base di Chrome. L’ennesimo smacco per un browser che non ha mai raggiunto il successo sperato.

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Dopo una lunga battaglia durata anni nella guerra dei browser desktop, Microsoft questa settimana si è arresa annunciando che eliminerà il motore di rendering sviluppato per Edge e lo sostituirà con Blink, il motore che alimenta Google Chrome. Con Edge che incorporerà quindi il codice del progetto Chromium, il browser di Microsoft potrà girare anche su Windows 7 e Windows 8.1, oltre che su macOS.

“Intendiamo adottare il progetto open source Chromium nello sviluppo di Microsoft Edge per creare una migliore compatibilità web per i nostri clienti e una minore frammentazione per tutti gli sviluppatori web” ha scritto a tal proposito Joe Belfiore, vicepresidente corporate di Windows. L’annuncio di Belfiore suona come una vera umiliazione per Microsoft, che nei primi anni di questo secolo ha dominato il mondo dei browser dopo che Internet Explorer (IE) aveva cancellato Netscape Navigator e raggiunto una quota di mercato superiore al 90%.

Anche se Edge sopravvivrà, non sarà più un browser creato da Microsoft, ma esisterà come un involucro dell’interfaccia utente costruito attorno a tecnologie di base sviluppate quasi interamente da ingegneri di Google, nello stesso modo in cui Opera esiste dal 2013 quando abbandonò il suo motore interno sempre per Blink. Microsoft, secondo Belfiore, ha preso questa decisione con il fine di creare un’applicazione compatibile “con altri browser basati su Chromium”. Ciò “renderà l’esperienza sul web migliore per gli utenti, gli sviluppatori web e l’IT aziendale”, ha affermato il dirigente Microsoft.

Non sorprende che Belfiore abbia rifiutato di menzionare lo scarso successo di Edge, nonché gli anni di declino della quota utenti che hanno ormai cancellato dal mercato lo stesso Edge e Internet Explorer come attori di primo piano. Ma riprendere il motore di rendering di Chrome, soprannominato Blink dopo il fork da WebKit nel 2013, è stata un’ammissione di sconfitta e una mossa dettata quasi dalla disperazione.

I problemi di Microsoft con Edge e con IE sono comunque dipesi da Microsoft stessa. Nel 2014, un anno prima del debutto di Windows 10 e del suo browser predefinito Edge, Microsoft annunciò che avrebbe richiesto a tutti gli utenti di Windows di eseguire la versione più recente di IE e, quando tale richiesta divenne effettiva, abbandonò il supporto degli altri. Ciò, combinato al lentissimo ritmo di sviluppo di IE, ha aperto la porta ai rivali. Milioni di utenti Windows, di fronte a un cambio di browser, hanno deciso di passare da IE a Chrome piuttosto che passare da una versione di IE a un’altra.

A partire da gennaio 2016 Microsoft ha perso un’incredibile quota di 22 punti percentuali di user share stando a Net Applications, ovvero quasi la metà della quota di IE e Edge al momento. Nessun altro browser era caduto così in basso in modo così veloce (solo 12 mesi). Sebbene le perdite non siano state così significative nel 2017, i browser di Microsoft hanno perso un ulteriore 35% della quota residua lo scorso anno.

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Edge non ha inoltre compensato la caduta di IE, non avendo mai preso piede presso gli utenti di Windows 10. Nel suo picco massimo di utenti Edge era infatti usato solo da un terzo degli utenti di Windows 10, ma il mese scorso si parlava di un utente su dieci. Di fronte a questo flop Microsoft poteva prendere tre strade: abbandonare l’idea di sviluppare un altro browser, andare avanti continuando a guardare svanire mese dopo mese l’importanza di Edge, oppure adottare il motore di rendering di Chrome. Tutte e tre le scelte odoravano di fallimento, ma la terza “puzzava” sicuramente meno rispetto alle altre due.

Sostituendo infatti il motore di rendering EdgeHTML con Blink, il browser di Microsoft sarà in grado di accedere alla libreria delle estensioni di Chrome. Un’ottima notizia per tutti i supporter di Edge, visto che la sua scarsa libreria di add-on è sempre stata uno dei punti deboli più evidenti del successore di IE. Votarsi a Chromium e inserire Blink in Edge consentirà inoltre a Microsoft di offrire nuovamente un browser cross-windows e multipiattaforma. “Microsoft Edge verrà ora distribuito e aggiornato per tutte le versioni supportate di Windows e con cadenze più frequenti”, ha affermato Belfiore. “Ci aspettiamo anche che questo lavoro ci consenta di portare Microsoft Edge su altre piattaforme come macOS.”

La timeline per il passaggio da EdgeHTML a Blink rimane comunque vaga al momento. Microsoft infatti ha solo detto che il passaggio al nuovo motore avverrà “nel corso del prossimo anno” e che un’anteprima sarà disponibile all’inizio del 2109. Separare Edge dall’esclusività di Windows 10 avrà un altro vantaggio per gli utenti, dato che comporterà aggiornamenti più frequenti per gentile concessione di Chromium: ogni sei-otto settimane, piuttosto che due volte all’anno come è sempre successo per Edge. Quando ogni nuova versione di Chromium sarà completata e Chrome verrà aggiornato, presumibilmente Microsoft porterà quello stesso update su Edge, come Opera Software fa ora per Opera.

Google ha pianificato otto aggiornamenti per Chrome nel 2019, lo stesso numero di quest’anno. Se Edge si affidasse a Chromium, nel 2019 verrebbe aggiornato quattro volte più spesso che nel 2018. Dal lato di Microsoft, oltre a mantenere vivo Edge, due dei potenziali vantaggi di questo cambiamento sarebbero Bing e le relative entrate pubblicitarie. Anche con una riduzione della quota utenti di Edge, Microsoft ha infatti aumentato le entrate di Bing per cinque trimestri consecutivi. Aumentare la quota del browser sarebbe il modo più semplice per ottenere maggiori profitti dalla ricerca.

Affidandosi a Chromium, Microsoft potrebbe anche essere in grado di ridurre il numero di ingegneri che lavorano su Edge. Mentre Belfiore ha detto che l’azienda “darà un contributo significativo al progetto Chromium (open-source)”, la sua parte sarà quasi certamente più piccola di quella svolta da Google. Ma tutto ciò funzionerà davvero? È impossibile saperlo con certezza, ma le probabilità sono ormai contrarie a Microsoft nel suo rivendicare una sostanziale quota di mercato dei browser desktop.

Una volta in declino infatti, un browser non esce quasi mai dal suo stato comatoso. Non lo ha fatto Netscape Navigator e non l’ha fatto Firefox di Mozilla quando, dopo il picco del 25% di user share raggiunto nel 2010, ha iniziato a calare anno dopo anno fino a raggiungere il 9% il mese scorso. E lo stesso Opera, che si attestava all’1,7% quando si unì al progetto Chromium, è rimasto praticamente fermo nonostante il cambio del motore di rendering; le ultime cifre rilasciate da Net Applications vedono infatti Opera fermo all’1,6% di utilizzo. Insomma, se Edge saprà davvero resuscitare dopo questa iniezione di Blink, sarà un mezzo miracolo.