Google vuole etichettare i siti lenti e veloci su Chrome

Nel tentativo di spingere gli sviluppatori ad accelerare i tempi di risposta nel caricamento dei siti, Google potrebbe iniziare a segnalare quelli che si caricano lentamente.

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Questa settimana Google ha annunciato che potrebbe identificare i siti web che si caricano lentamente in Chrome. “In futuro, Chrome potrebbe segnalare con un badge ben in vista i siti che in genere si caricano velocemente o lentamente”, hanno scritto gli sviluppatori di Chrome Addy Osmani, Ben Greenstein e Bryan McQuade in un post sul blog di Chromium. “Il badge in questione può assumere forme diverse e prevediamo di sperimentare diverse opzioni per determinare quale fornirà il massimo valore ai nostri utenti.”

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Secondo Osmani, Greenstein e McQuade Chrome metterà in evidenza i siti che “sono stati creati in un modo da essere lenti osservando i loro storici a livello di latenza”. I siti particolarmente lenti nel caricare le pagine, ad esempio, potrebbero venire evidenziati con messaggi man mano che la pagina prende forma, avvertendo gli utenti in attesa con un messaggio apposito.

Presumibilmente ciò darebbe agli utenti la possibilità di abbandonare la destinazione prevista, mentre quelli più pazienti potrebbero attendere il caricamento completo. I siti veloci invece potrebbero essere contrassegnati con una barra di avanzamento colorata (Google suggerisce il verde), che starebbe a indicare un sito in grado di assicurare un’esperienza fluida e veloce.

I tre ingegneri hanno affermato che la mossa per evidenziare i siti lenti e veloci sarà portata avanti con “passaggi graduali” e basate su criteri sempre più rigorosi. La logica di Google dietro a questa novità? “Lavoriamo costantemente per offrire agli utenti un’esperienza di immediatezza mentre navigano sul web”, hanno scritto Osmani, Greenstein e McQuade.

Sul lungo periodo, ovviamente, Google vuole sfruttare il dominio di Chrome (che il mese scorso ha rappresentato il 67,4% dell’attività globale dei browser secondo le stime di Net Applications) per costringere i siti a diventare oggettivamente più veloci. In tal senso, Osmani, Greenstein e McQuade hanno offerto ai progettisti e agli sviluppatori del sito alcuni suggerimenti, tra cui consigli sugli strumenti per misurare le prestazioni del sito. Al momento comunque né Google, né i tre sviluppatori hanno accennato a un possibile periodo di uscita per questa nuova “etichettatura” dei siti a bassa e ad alta velocità.