Ecco perché il prossimo Chromium-Edge segnerà la fine di Internet Explorer

La decisione di Microsoft di adottare il codice open source Chromium per il suo browser Edge potrebbe significare una conclusione prematura per Internet Explorer.

internet explorer

Per quanto tempo ancora Microsoft patcherà Internet Explorer? Una domanda che gli utenti di Windows che utilizzano ancora il vecchio browser dovrebbero iniziare a chiedersi. La risposta? Solo Microsoft lo sa per certo. Ma ci sono segnali per cui il colosso di Redmond potrebbe non supportare Internet Explorer (IE) ancora per molto.

L’ultimo (Internet) Explorer

Sebbene IE sia stato retrocesso a stato di browser legacy (sono ormai passati tre anni da quando Microsoft ha interrotto lo sviluppo del suo storico browser), la società si è impegnata a fornire aggiornamenti di sicurezza per tutta la durata del sistema operativo con cui il IE è stato fornito. “Internet Explorer 11 è l’ultima versione principale di Internet Explorer e continuerà a ricevere aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico per il ciclo di vita della versione di Windows su cui è installato”, scrive Microsoft in questa FAQ ufficiale.

Poiché IE11 è incluso in Windows 10, in particolare l’edizione LTSC (Long Term Service Channel), questa promessa significa che Microsoft è destinata ad aggiornare IE11 ancora per molti anni. Windows 10 Enterprise LTSC 2019, che ha debuttato solo pochi mesi fa, sarà supportato fino al 9 gennaio 2029. Di conseguenza anche IE11 dovrebbe ricevere supporto fino a quella data.

Ma è difficile immaginare che Microsoft segua la sua garanzia di supporto per un altro decennio quando la quota utenti di IE non solo è crollata, ma non mostra nemmeno alcun segno di ripresa. A gennaio 2016, quando Microsoft ha costretto gli utenti Windows ad eseguire l’upgrade all’ultima versione di IE supportata sul proprio sistema operativo, il browser rappresentava il 48% di tutta l’attività del browser sui PC Windows. A dicembre 2018 la quota di IE era crollata al di sotto del 10%. A un anno da oggi la quota degli utenti di IE sarà inferiore al 5% se il calo continuerà con questo trend nei prossimi 12 mesi.

Microsoft può rifarsi a un precedente

Non c’è nulla comunque che impedisca a Microsoft di interrompere il supporto a IE prima di quanto promesso. E non sarebbe nemmeno la prima volta. L’”ordine” di Microsoft nell’agosto 2014 di aggiornare alla versione più recente di IE ha tolto di fatto un anno di supporto da IE7, quattro anni da IE8 e IE9 e sette anni da IE10. Solo il supporto di IE11 è rimasto intatto.

La decisione di Microsoft era senza precedenti, in quanto nessun produttore di browser aveva mai “costretto” gli utenti ad abbandonare un browser con il supporto ancora a loro dovuto. Naturalmente gli utenti si sono lamentati e hanno protestato, ma la maggior parte di essi ha rispettato la decisione di Microsoft: il mese scorso infatti tre quarti di tutta la quota di utenti di IE proveniva da IE11. Il rovescio della medaglia per Microsoft è che centinaia di milioni di utenti hanno abbandonato IE per Chrome quando gli è stato detto che dovevano cambiare browser in un modo o nell’altro.

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Microsoft ha preso l’abitudine di ridurre il supporto anche relativamente a Windows e non solo a IE. All’inizio del 2016 la società annunciava infatti che i PC con a bordo i processori più recenti di Intel e AMD non avrebbero supportato Windows 7 e Windows 8.1, riducendo effettivamente il pieno utilizzo di tali sistemi operativi anni prima che il relativo supporto cessasse.

Non sarebbe una mossa radicale, quindi, se a Redmond si decidesse che IE non deve più vivere. Microsoft potrebbe benissimo annunciare l’imminente e anticipato ritiro di IE11 utilizzando alcune delle stesse giustificazioni che evidenziò quando, nel 2014, ridusse il supporto per il browser e nel 2016 fece lo stesso per Windows 7 e 8.1.

“I browser obsoleti rappresentano una sfida importante per mantenere l’ecosistema web più sicuro e più sicuro, dato che i browser moderni offrono una protezione migliore”, affermava un dirigente di marketing di IE nell’agosto 2014 per spiegare perché Microsoft avrebbe presto bloccato le versioni precedenti. Microsoft potrebbe semplicemente riutilizzare il discorso del browser “obsoleto” come motivo per abbandonare il supporto a IE11. Dopotutto il browser è rimasto identico per tre anni a livello di feature ed è molto più indietro rispetto a rivali come Chrome e Firefox.

Ma quando?

Se Microsoft dovesse abbandonare IE, quando sarebbe il momento migliore? Secondo noi la cosa potrebbe avvenire quando Windows 7 (attualmente il secondo sistema operativo più popolare al mondo) andrà a sua volta in pensione il 14 gennaio 2020. IE e Windows 7 hanno infatti una relazione forgiata negli anni che semplicemente non esiste tra IE e Windows 10; in Windows 10 infatti IE non è mai stato nulla più di un contentino per la retro-compatibilità.

Non a caso tra un anno Microsoft dovrebbe aver terminato i lavori sulla conversione di Edge alla tecnologia che sta alla base di Google Chrome. Il “full-Chromium” Edge, chiamato così perché Microsoft adotterà il codice open source Chromium per alimentare il suo browser, sarà disponibile non solo per Windows 10, ma anche per Windows 7 e Windows 8.1. L’arrivo di questo nuovo Edge rappresenterà il momento ideale per Microsoft per scaricare IE.

Di seguito riportiamo altri elementi che ci suggeriscono perché l’arrivo di Chromium Edge segnerà la fine di IE:

  • Se uno dei motivi per cui Microsoft ha deciso di mettere mano a Edge è stato quello di ridurre i costi di sviluppo e manutenzione, non ha molto senso affidarsi al Chromium in outsourcing e supportare ancora il motore di rendering interno di IE11. Affidandosi solo a Chromium Edge come unico browser, Microsoft ottimizzerebbe tempo e risorse in modo significativo.
  • L’idea che Microsoft avrebbe supportato IE a tempo indeterminato era assurda. Quando avverrà il pensionamento di Windows 7, Windows 10 sarà in giro da ormai quattro anni e mezzo e Microsoft può porre fine al supporto di IE all’interno di Windows 10 sostenendo che ha dato alle aziende tutto il tempo necessario per uscire da qualsiasi fardello legato al vecchio browser legacy.
  • Se Microsoft non avesse esteso la durata di IE includendolo con Windows 10, il ritiro del browser sarebbe coinciso con quello di Windows 7. Microsoft può usare questa come giustificazione per abbandonare definitivamente IE.
  • Molti utenti eseguiranno Windows 7 anche dopo la fine del supporto da parte di Microsoft (i clienti aziendali possono infatti estendere a pagamento il supporto per Windows 7 fino a tre anni). Microsoft vuole un proprio browser, credibile, per il post-pensionamento di Windows 7… e IE non lo è.