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Google ha rilasciato un pacchetto per le imprese che include Chrome, modelli di gestione e un componente add-on per gestire siti e applicazioni legacy, basati sulla potenza del suo browser. Il pacchetto – prosaicamente denominato “bundle Chrome” – include l’Installer Chrome (in formato .msi), il componente aggiuntivo LBS (Legacy Browser Support) e un insieme di modelli per l’applicazione di policy di gruppo all’interno dell’azienda. Tutti i componenti erano già disponibili separatamente: la novità è che ora si possono scaricare come pacchetto unico.

Il nuovo bundle include più strumenti, che gli amministratori IT possono scaricare in un singolo download per una distribuzione semplice e gestita”, ha dichiarato in un post Matt Blumberg, product manager di Chrome.

Ogni paio d’anni, Google attira l’attenzione su Chrome per l’ambito aziendale”, ha commentato Gary Schare, presidente di Browsium, società che crea strumenti per la gestione del browser. Schare è stato responsabile del project management per Microsoft Internet Explorer (IE). “Adesso sembra che Google voglia rendere Chrome un cittadino a pieno diritto in ambito enterprise”.

Schare ha accolto con favore i modelli per le policy di gruppo sottolineando che, poiché i browser IE ed Edge di Microsoft sono stati tradizionalmente i migliori per la gestione aziendale, qualsiasi supporto da parte di Google per Chrome è benvenuto.

L’add-on LSB è stato a lungo disponibile sul Chrome Web Store, lo store per le estensioni del browser autorizzate da Google. Una volta configurato dagli amministratori IT aziendali, LSB apre automaticamente IE11 quando i link cliccati all’interno di Chrome puntano a siti, servizi o applicazioni web che richiedono, per esempio, un controllo ActiveX o Java, entrambi non supportati dal browser di Google. Questo “routing del traffico” era scopo della prima app di Microsoft, Catalyst. Schare riconosce che lo strumento gratuito LSB di Google è simile a Catalyst, ma sottolinea che quest’ultimo offre un controllo più granulare su quale versione del motore di rendering IE debba essere richiamata in circostanze specifiche.

Secondo ogni metrica disponibile, Chrome è il browser più diffuso al mondo. Net Applications, per esempio, ha dichiarato che nel mese di aprile la quota di utente di Chrome, ovvero la percentuale di desktop che hanno aperto Chrome, è stata del 59%, una cifra record. Un anno fa, la coppia IE ed Edge di Microsoft era in cima alla classifica dello share utente; la quota di Chrome è esplosa nel 2016, in gran parte perché Microsoft ha costretto gli utenti ad aggiornare alla versione più recente di IE. E milioni di utenti hanno deciso di cambiare browser.

Secondo Schare, tuttavia, IE è ancora il browser più diffuso in ambito aziendale. La ragione? Schare ha citato l’enorme numero di app web e siti intranet progettati per vecchie versioni ormai defunte di IE. Poiché IE11 è – più o meno – compatibile con le versioni precedenti, mentre rivali come Chrome o Firefox di Mozilla non lo sono affatto, le aziende scelgono ancora il browser di Microsoft piuttosto che spendere soldi per riscrivere applicazioni e siti.

Su questo la società di ricerca Gartner non è d’accordo con Schare. “IE è ancora in uso, ma nelle imprese Chrome è lo standard de facto”, ha dichiarato Michael Silver, analista di Gartner. Due anni fa, Gartner aveva previsto che Chrome avrebbe superato IE in ambito aziendale entro la fine del 2015. E questo è successo.

Come Schare, il modello di business della cui società è declinato su più browser all’interno delle imprese, Silver e Gartner suggeriscono da tempo una strategia a due browser: uno per gestire applicazioni e siti legacy, l’altro per tutto il resto. In questo modo i dipendenti possono accedere a vecchi siti e applicazioni, ma anche accedere al web con un browser aggiornato. In questo modello, sostenuto sia da Schare che da Silver, IE gioca chiaramente il ruolo legacy.

E’ stato solo nel 2015 che Microsoft ha offerto un proprio browser “moderno”, Edge, permettendo una strategia a due browser. Ma poiché Edge viene eseguito solo su Windows 10, e Windows 10 deve ancora conquistare una quota significativa di PC aziendali, per la maggior parte dei clienti la coppia di browser non è disponibile. E così si spiega l’ascesa di Chrome.

 

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