Browser web: a luglio 2019 nuovo record per Chrome

Il browser di Google si avvicina a uno share del 70%, mentre Microsoft IE e Edge continuano a perdere quota

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La crescita di Chrome non si ferma e, anzi, raggiunge risultati record. Secondo la società di analisi webNet Applications, la quota di utenti di luglio di Chrome è salita di 2,3 punti percentuali per chiudere il mese al 68,6%, un record per il browser di Google. L’aumento dell’ultimo mese è il più significativo dall’agosto 2016, alla fine di uno tsunami che ha spodestato Microsoft dalla sua decennale posizione di leadership.

In cinque degli ultimi sette mesi, Chrome ha detenuto oltre i due terzi della quota globale del mercato dei browser. L’unico browser esistente che ha rappresentato una parte così ampia dell’attività web mondiale è Internet Explorer (IE) di Microsoft, che dieci anni fa era dominante quanto lo è oggi Chrome.

Ma Microsoft ha deliberatamente staccato la spina da IE e nel giro di pochi mesi ha visto crollare la sua supremazia. A metà del 2014 la società Redmond ha imposto agli utenti di Windows di eseguire l’aggiornamento alla versione più recente disponibile di IE per il sistema operativo utilizzato sui loro PC. Questa strategia ha “rubato” un anno di supporto da IE7, quattro anni da IE8 e IE9 e sette anni da IE10 (all’epoca, IE8 era la versione più popolare del browser). Solo il supporto di IE11 è sopravvissuto intatto.

Se Microsoft si aspettava una forte adozione di IE11, è rimasta delusa. Dopo l’entrata in vigore della nuova strategia a gennaio 2016 – quando più della metà di tutti coloro che eseguono un browser Microsoft sono stati costretti a cambiare – è iniziato uno straordinario declino. Nei primi otto mesi del 2016, la quota globale dei browser di Microsoft è crollata di 16 punti percentuali, con una perdita di circa un terzo del totale. Nello stesso periodo, Chrome ha guadagnato 21,6 punti percentuali, passando dal 32% al 54%. I numeri dimostrano che di fronte a un aggiornamento di un tipo o dell’altro – da IE8 a IE11 o da IE a Chrome – milioni e milioni di utenti hanno scelto quest’ultimo.

In ogni caso, IE non si è mai ripreso e Chrome non è mai tornato indietro. In base alla variazione media dello share degli utenti di 12 mesi, entro la fine dell’anno il browser di Google rappresenterà oltre il 70% di tutto il mercato browser. Entro la fine del 2020, la sua quota si avvicinerà al 75%.

Anche Firefox perde terreno

Firefox ha perso quota nel mese di luglio, registrando una perdita di share per il terzo mese consecutivo. Il browser di Mozilla è sceso di mezzo punto percentuale all’8,3%, poco sopra al minimo storico del 7,7%, che ha registrato tre anni fa.

Sebbene Firefox abbia avuto diversi periodo di calo, il declino totale di 1,9 punti dell’ultimo trimestre è stato il peggiore, dopo la perdita di 2,3 punti tra novembre 2017 e gennaio 2018.

Firefox ha avuto un andamento altalenante negli ultimi due anni. Ogni tanto il browser registra una crescita, ma subito dopo un declino. Negli ultimi 15 mesi, per esempio, Firefox ha raggiunto il 10% o più solo due volte, l’ultima ad aprile. Ma poi sono arrivati maggio, giugno e luglio, che hanno portato Firefox vicino alla soglia dell’8%.

Il futuro di Firefox rimane incerto. Negli ultimi sei mesi il browser ha perso 1,9 punti percentuali di share e, con questo trend, potrebbe scendere sotto l’8% entro ottobre 2019.

Mozilla ha puntato sulla privacy come vantaggio di Firefox rispetto ai rivali. E si rivolta agli utenti aziendali, facendo leva sulle preoccupazioni delle aziende per la connessione di Chrome a Google e la reputazione di quest’ultimo sulla raccolta dei dati e il monitoraggio del comportamento online. Preoccupazioni giustificate, ma finire questa strategia non ha pagato.

Buona fortuna, Edge

Nel frattempo, anche i browser Microsoft – IE e Edge – sono scesi a luglio. Lo share combinato di IE + Edge è scivolato di un decimo di punto percentuale al 13,2%. Negli ultimi mesi, i browser Microsoft sono alternativamente saliti e scesi, facendo spesso un passo avanti e due indietro. Negli ultimi sei mesi, per esempio, Microsoft ha aggiunto sette decimi di punto alla sua quota utente; ma negli ultimi 12 mesi è scesa di 2,1 punti.

La crisi di luglio è stata soprattutto a carico di Edge: il browser più recente di Microsoft ha perso due decimi di punto, scendendo al 5,8%. Solo un curioso aumento di IE di circa tre quarti di tale quota ha ridotto le perdite di Redmond. A questo punto, in che modo IE sta raccogliendo nuovi utenti? Sorprendentemente, IE, con uno share del 7,4%, ha continuato a registrare più attività degli utenti rispetto a Edge.

Edge – l’attuale Edge – rappresenta infatti solo l’11,9% di tutte le attività di navigazione basate su Windows, un significativo slittamento rispetto al mese precedente.

Se questi trend proseguono, la prospettiva è che nessuno dei browser Microsoft raggiungerà un record di crescita. Secondo la media di 12 mesi di IE + Edge, alla fine del 2019 la quota combinata sarà scesa al 12%; tra un anno, potrebbero rappresentare solo l’11%.

Safari e Opera

Per quanto riguarda Safari, il browser di Apple ha registrato una leggera crescita arrivando alla quota del 3,4%. L’omonimo browser di Opera Software è scivolato di poco all’1,4%. L’unico lato positivo per entrambi è che la quota di Safari su tutti i personal computer basati su macOS – pari al 37,9% – ha stabilito un record di adozione nell’arco dell’ultimo trimestre.