Internet Explorer ed Edge sono sempre più irrilevanti

Nonostante l’inatteso (ma effimero) recupero di febbraio, Internet Explorer ed Edge sono destinati a raccogliere sempre meno utenti.

internet explorer

I dati sul mercato globale dei browser web desktop pubblicati alcuni giorni fa dalla società californiana Net Applications hanno mostrato che a febbraio la quota di utenti di Internet Explorer (IE) era pari al 13,5%. Un aumento di ben 1,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e il più alto, di gran lunga, da quando Net Applications ha rinnovato i suoi metodi di conteggio eliminando dai dati raccolti il traffico generato dai bot.

Si tratta però di un aumento “una tantum” che non allontana lo spettro di una tendenza deprimente, che ha visto lo storico browser di Microsoft perdere un’enorme quantità di utenti negli ultimi anni. Fino a giugno 2015, prima che Microsoft lanciasse Windows 10 e quindi il browser nativo del sistema operativo (Edge), Internet Explorer rappresentava il 54% dei browser desktop utilizzati a livello globale e quasi il 60% contando solo i PC con a bordo una versione di Windows.

Il mese scorso la user share di IE tra tutti i PC basati su Windows si è invece attestata al 15,4%, il che significa che meno di un computer Windows su sei fa affidamento su IE per accedere al web. E il peggio, se proprio volgiamo essere precisi, deve ancora venire.

Già designato come browser legacy in Windows 10 e relegato dalle aziende giusto per consultare siti interni e poco altro, IE non verrà infatti più supportato su Windows 7 a partire dal gennaio del 2020. Gli utenti potranno continuare a usare IE e Windows 7 dopo questa deadline, ma si assumeranno un rischio significativo perché né il browser, né il sistema operativo riceveranno aggiornamenti di sicurezza.

E la stessa china discendente vale anche per Edge, che a febbraio rappresentava solo l’11,7% dei browser desktop tra tutti i PC con Windows 10, ovvero due punti percentuali in meno rispetto a gennaio. In poche parole (e non lo scopriamo certo adesso), Edge è un flop.

Nel momento in cui Microsoft cesserà di supportare Windows 7 e Internet Explorer, Windows 10 dovrebbe aver raggiunto una user share di circa il 63% tra tutti i PC Windows, supponendo che la sua ascesa continui con questi ritmi. Se nel frattempo Edge (come è probabile) non avrà migliorato la sua base utenti da qui a inizio 2020, questa tendenza al ribasso potrebbe portarlo tra meno di due anni a una percentuale vicina al 6%.

Per fare un paragone, il 6% previsto per il 2020 da Edge sarebbe solo poco più della metà della quota attuale di Firefox di Mozilla, un altro browser che è stato, ed è ancora una volta, in difficoltà. I risultati di febbraio per quanto riguarda gli altri browser sono stati contrastanti. Google Chrome, pur essendo ancora saldamente al primo posto, ha perso otto decimi di punto percentuale il mese scorso scendendo al 60,6%. Firefox non si è discostato molto dalle sue percentuali raggiungendo il 10,9%, mentre Safari ha guadagnato un decimo di punto percentuale raggiungendo il 4,3%.

Anche Apple, come Microsoft, ha però visto il proprio browser perdere importanti quote di mercato. A febbraio, circa il 44% di tutti i Mac aveva impostato Safari come browser principale, in netto calo rispetto al 66% di tre anni fa. Chrome ha probabilmente attirato la maggior parte dei “disertori” di Safari, così come ha assorbito quegli utenti Windows che nello stesso periodo hanno abbandonato IE.

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