Il browser Safari perde utenti come il rivale IE

Google Chrome è il più probabile beneficiario della perdita del 13% subita dal browser di Apple negli ultimi due anni

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Il browser Safari di Apple, come il rivale Internet Explorer (IE), ha perso un numero significativo di utenti negli ultimi due anni, secondo i dati di Net Applications. La destinazione più probabile dei disertori di Safari è il browser Chrome di Google. Secondo le ultime stime diffuse da Net Applications, nel mese di febbraio 2017 il browser Safari era utilizzato dal 56% degli utenti Mac, ovvero il 13% in meno rispetto al 69% rilevato a marzo 2015. La stima della percentuale di utenti Mac che utilizzano Safari è resa possibile dal fatto che il browser funziona solo su MacOS, il sistema operativo di Apple, precedentemente indicato come OS X. La stessa caratteristica relativa a IE ed Edge consente di determinare la percentuale di utenti Windows che utilizzano tali browser.

La quota persa da Safari è stato molto inferiore alla perdita subita dai browser di Microsoft, in particolare IE, durante lo stesso periodo. Da marzo 2015 a febbraio 2017 l’uso di Internet Explorer e di Edge su computer Windows ha subito un crollo. Due anni fa, i browser erano scelti dal 62% degli utenti di PC Windows; il mese scorso, la quota è scesa di oltre la metà, ad appena il 27%.

Contemporaneamente al declino di IE si è verificato la crescita di Chrome. La quota utente del browser di Google – la sua quota rispetto a tutti i browser su tutti i sistemi operativi – è più che raddoppiata negli ultimi due anni, passando dal 25% di marzo 2015 al 59,5% del mese scorso. Nel tempo Chrome ha soppiantato IE diventando il browser più utilizzato al mondo.

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Non è possibile affermarlo con certezza, ma chi ha raccolto la quota di utenti persa da Safari è Google con il suo browser Chrome. Negli ultimi 24 mesi Mozilla Firefox – l’altro grande browser alternativo a Chrome per gli utenti MacOS – non ha registrato cambiamenti significativi, perdendo solo due decimi di punto percentuale della sua quota utente.

La flessione di IE e Safari dimostra la fragilità di quello che, un tempo, si riteneva il loro più grande vantaggio: esserein bundle con i loro rispettivi sistemi operativi, Windows e OS X (ora MacOS). La loro posizione era ritenuta inattaccabile; si pensava che gli utenti avrebbero utilizzato il browser di default, piuttosto che cercare alternative.

Microsoft è stata artefice della rovina di IE quando ha inaspettatamente ritirato la maggior parte delle versioni del browser, obbligando gli utenti a effettuare l’aggiornamento a IE11. Di fronte a questo, molti hanno semplicemente optato per Chrome.

Apple non ha fatto lo stesso errore, quindi le ragioni del declino di Safari sono più difficili da capire. Un’ipotesi è che gli utenti che utilizzano sia Windows che OS X/MacOS – magari uno al lavoro, l’altro a casa – possono aver scelto Chrome come comune denominatore. Il sistema operativo permette infatti di sincronizzare le password, per esempio, e semplificare il passaggio da un dispositivo a un altro. In base a tale teoria, un piccolo aumento di Chrome su OS X/MacOS è semplicemente un effetto collaterale della molto più significativa ascesa di Chrome su Windows.