15 anni di Gmail, il pesce d’aprile più sorprendente di Google

Google ha annunciato Gmail il 1 aprile del 2004, e tutti abbiamo pensato che fosse sicuramente uno scherzo: in un mondo di caselle email da pochi megabyte, chi mai avrebbe potuto offrirne una gratuita da 1GB?

La tradizione della notizia-bufala del 1 aprile è lunga e popolata di casi eclatanti, specialmente nel mondo hi-tech: finti comunicati stampa davvero diffusi dalle aziende e finte notizie partorite nelle redazioni di quotidiani e riviste. Internet ha reso la pratica così popolare che, purtroppo, ha smesso di essere interessante, tanto è inflazionata.

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Anche per questo, il pesce d’aprile hi-tech più sorprendente per me lo ha fatto Google l’1 aprile del 2004, annunciando il lancio di Gmail: un servizio di webmail gratuito con ben un 1 gigabyte di spazio per casella (e che aumentava con il passare del tempo), quando i concorrenti si attestavano sui 2-5 megabyte, e le caselle email a pagamento raramente superavano i 10. Il tutto condito con una funzione di ricerca velocissima.

In redazione sorridevamo pensando a chi avrebbe mai abboccato a una simile e palese bufala e invece, niente: non era affatto uno scherzo e Google ci aveva fregati tutti. Chapeau.

Le tante unicità di Gmail

Sono tanti i motivi che hanno reso Gmail un servizi di posta unico e alieno all’epoca, da soluzioni tecnologiche adottate per la prima volta in larga scala, come AJAX che evitava di dover ricaricare una pagina html a ogni operazione, al marketing basato sugli inviti che i pochi invitati alla beta chiusa avevano a disposizione e che erano richiestissimi tra gli esclusi. Narra la leggenda che la prima versione a uso interno sia stata realizzata in un solo giorno da Paul Buchheit, recuperando codice da Google Groups (insieme ai colleghi Sanjeev Singh, Bret Taylor e Jim Norris, avrebbe poi fondato Friendfeed, social network innovativo in seguito acquisito da Facebook).

Gmail ha anche sdoganato e reso popolare l’approccio a una distribuzione precoce del software, nota come “release early, release often”. Ufficialmente, la fase Beta di Gmail è terminata nel 2009, cinque anni dopo il lancio, quando il prodotto era già radicalmente diverso. Fino ad allora, la dicitura “Beta” faceva parte del logo di Gmail.

Gmail, 15 anni dopo

Per celebrare il compleanno, Google ha annunciato alcune novità che saranno a breve introdotte sul servizio

Smart Compose permette di velocizzare la creazione di email usando frasi comuni e formule rituali, adattandosi allo stile di scrittura del mittente, e viene introdotto anche sul client Android (successivamente iOS) in quattro nuove lingue oltre all’inglese: spagnolo, francese, portoghese e… Italiano!

È ora possibile programmare l’ora di invio di un messaggio. Se non volete sembrare pressanti con un’email di lavoro inviata alle 11 di sera (o non volete far sapere che a quell’ora non avete di meglio da fare che mandare email), potete ora comporre un messaggio e scegliere data e ora di invio.

L’altro grande filone di sviluppo di Gmail è costituito dalle email dinamiche, che permettono di interagire direttamente con documenti GSuite, sondaggi o programmare riunioni e appuntamenti senza lasciare il messaggio email.

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.