Era solo una questione di tempo perché anche Safari, dopo Google, Mozilla e Microsoft con i rispettivi browser, dicesse addio a Flash a favore di HTML5. Un abbandono, quello del plug-in di Adobe per la riproduzione di contenuti multimediali sul web, iniziata già da qualche anno e che prosegue a ritmo serrato. Dopotutto, tra falle di sicurezza, consumo di batteria eccessivo e altri problemi più o meno importanti, Flash ha perso moltissimo terreno negli ultimi tempi e HTML5 ne ha guadagnato altrettanto.

Safari 10, presente in macOS Sierra (il successore di OS X El Capitan), bloccherà di default i contenuti Flash se durante la navigazione si finisce su siti web che li utilizzano; come per altri browser però sarà comunque possibile riattivarli manualmente di volta in volta. Lo scopo evidente da parte di Apple e degli altri produttori che hanno detto basta a Flash è quello di spingere chi sviluppa siti web a utilizzare HTML5, evitando così all’utente problemi di visualizzazione e, dunque, probabili cali di traffico. Da notare che questo blocco di default riguarderà anche i plug-in di Java, Silverlight, QuickTime e altri, sempre con lo scopo di favorire la fruizione e l’utilizzo di HTML5.

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Una novità, questa di Safari 10, annunciata nel corso della WWDC 2016, dove però Apple ha anche svelato un cambiamento piuttosto importante sempre a livello di sicurezza, anche se questa volta si parla di App Store. In pratica, dal primo gennaio del 2017, tutte le app presenti sullo store digitale di Apple dovranno essere dotate di una funzione di sicurezza chiamata App Transport Security (ATS), già introdotta tra l’altro in iOS 9.

Questa feature costringe in pratica un’applicazione a collegarsi a Internet tramite una connessione protetta di tipo https e non più come di tipo http. Teoricamente già da un anno dovrebbe essere così, ma fino ad oggi gli sviluppatori di app potevano anche disattivarla, cosa che invece da inizio 2017 non sarà più possibile.

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