L’Unione Europea ha approvato l’acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft. L’operazione da 26 miliardi di dollari era stata annunciata a metà del 2016. Microsoft ha promesso che non richiederà ai produttori di PC di installare un’applicazione LinkedIn o una tile Windows 10 sui dispositivi venduti nello Spazio economico europeo (SEE), la regione costituita dagli Stati membri della UE e da Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Gli utenti saranno in grado di rimuovere qualsiasi applicazione LinkedIn da Windows, come spiega il post di Brad Smith, presidente e direttore legale di Microsoft.

Microsoft si è impegnata a dare accesso al programma Office Add-in e alle API (Application Programming Interface) delle applicazioni di Office ai concorrenti di LinkedIn, in modo che altri social network professionali possano creare collegamenti tra i loro servizi e la suite Microsoft. Gli altri social network potranno accedere anche a Microsoft Graph, il portale API one-stop che memorizza e recupera i dati nei servizi cloud di Microsoft.

L’altra preoccupazione dei regolatori antitrust della UE era che Microsoft integrasse LinkedIn con Office e unisse i rispettivi database utente. “Questo avrebbe potuto essere rafforzato escludendo i concorrenti di LinkedIn dall’accesso alle interfacce di programmazione delle applicazioni di Microsoft, di cui hanno bisogno per interoperare con i prodotti di Microsoft e accedere ai dati degli utenti memorizzati nel cloud di Microsoft”, ha spiegato la Commissione Europea.

La Commissione temeva che l’aumento della base di utenti di LinkedIn potesse rendere più difficile l’emergere di nuovi player nel segmento dei social network professionali nello Spazio economico europeo (SEE).

Anche se l’accordo non impedisce l’integrazione di LinkedIn e Office, le autorità europee hanno detto di essere soddisfatte degli impegni assunti da Microsoft per mantenere condizioni di parità.

Tali impegni devono essere onorati per cinque anni e un ente di controllo, non ancora nominato, vigilerà sull’operato di Microsoft.

Salesforce, che ambiva all’acquisizione di LinkedIn, è stata molto critica verso questa operazione. Nel mese di settembre, Salesforce ha affermato che, se l’affare fosse andato in porto, Microsoft avrebbe potuto “impedire ai concorrenti l’accesso ai dati [di LinkedIn], ottenendo in tal modo un vantaggio competitivo sleale”.

La Commissione europea ha respinto le argomentazioni di Saleforce, sostenendo che “l’accesso al database completo di LinkedIn non è indispensabile per competere sul mercato”.