Google+ è ancora in declino sotto molti punti di vista, ma Google non si è ancora decisa a mettere la parola fine al suo grandioso progetto social. Anzi, la grande G sta continuando a introdurre novità, non solo per quanto riguarda il restyling del 2015 con il focus su comunità e collezioni, ma anche grazie agli ultimi annunci tra cui un algoritmo per nascondere lo spam dai commenti e il ritorno della creazione di eventi eliminata in precedenza.

Inoltre è notizia di questi giorni che non sarà più possibile tornare alla versione classica di Google+ ma bisognerà per forza affidarsi a quella rinnovata più di un anno fa. Secondo Danielle Buckley, product manager di Google+, “il nostro obiettivo è fare di Google+ il miglior luogo per connettersi con le cose che più interessano”.

Una conferma di come a Mountain View non ci sia alcuna intenzione di abbandonare questo social network e in effetti, negli ultimi 14 mesi, Google ha rilasciato più di 50 miglioramenti alle app iOS e Android di Google+, così come alla sua versione web. Certo, molti di questi aggiornamenti erano solo estetici per adeguarsi al nuovo design, ma in ogni caso un simile supporto non è quello di un prodotto sul viale del tramonto.

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L’analista di Jackdaw Jan Dawson si dice sorpreso di come Google continui a investire in una piattaforma che non ha mai davvero preso il volo, pur riconoscendo il valore della scelta di Google di estrapolare dal suo social alcune feature fondamentali e di proporle come app stand alone (Foto e Hangouts per esempio).

Nonostante la ferrea volontà di Google, il futuro di Google+ a livello consumer rimane comunque molto incerto, mentre parlando di un’utenza business le cose potrebbero andare meglio del previsto. Integrare maggiormente Google+ all’interno della piattaforma di produttività G Suite potrebbe infatti rappresentare un’ottima opportunità per il social network di Google, ma al momento questa ipotesi è ancora piuttosto incerta.

Secondo l’analista Patrick Moorhead di Moor Insights & Strategy “al momento Google+ rappresenta un valore strategico decisamente basso per Google, ma in ottica futura il potenziale della piattaforma non è affatto da sottovalutare. Guardate per esempio il successo di Slack o la mossa di Microsoft con Teams. Questi strumenti, sempre più utilizzati in ambito business-enterprise, sono dei servizi di chat potenziati in chiave professionale e, se Google vuole entrare in questa arena come è logico che sia, deve potenziare in tal senso Google+”.