Questa settimana Facebook ha preso una decisa posizione contro gli sviluppatori di software ad-block, introducendo un nuovo modo per bypassare questi strumenti sui browser desktop e forzare le pubblicità. Diverse motivazioni hanno spinto Facebook a optare per questa mossa. Se quella economico-finanziaria è la più evidente (più pubblicità passa, più Facebook guadagna), c’è anche una ragione simbolica e, facendo così, la grande F è destinata a guadagnare una forte benevolenza da parte dei colossi pubblicitari e mediatici.

“L’ad-blocking è stato un trend in continua e netta ascesa e le entrate di Facebook si basano sulla pubblicità; ecco perché Facebook deve tirare una linea netta e definita tra le esigenze dei suoi utenti e quelle degli inserzionisti” ha detto l’analista e advisor Rebecca Lieb. Nel secondo trimestre del 2016 Facebook ha guadagnato 5,24 miliardi di dollari (l’84% delle sue intere entrate pubblicitarie) dalla pubblicità su mobile.

I programmi di terze parti non possono bloccare le pubblicità sull’app mobile di Facebook e in generale gli ad-blocker non funzionano altrettanto bene sui browser mobile come su quelli desktop. Ecco perché i cambiamenti adottati da Facebook nei giorni scorsi funzionano solo su browser desktop e non su quelli mobile né tantomeno sulle varie versioni dell’app.

la guerra tra Facebook e gli ad-blocker è appena cominciata e si preannuncia già ora molto “calda”

“Tutti noi siamo incappati in un sacco di pubblicità invadente e persino deleteria, che ci impedisce ad esempio di leggere un contenuto su una pagina, rallenta i download e prova a venderci qualcosa a cui non siamo assolutamente interessati. I “cattivi” ad sono semplicemente una perdita di tempo e una fonte scocciature, ma la pubblicità sul web può essere anche utile e positiva. Ecco perché abbiamo sviluppato questi nuovi formati e controlli per migliorare l’esperienza dei nostri utenti nei confronti della pubblicità, andando a risolvere quei problemi che hanno spinto sempre più persone a ricorrere agli ad-blocker” ha dichiarato Andrew Bosworth, vicepresidente della piattaforma pubblicitaria di Facebook.

Un rapporto dell’Interactive Advertising Bureau (IAB) rilasciato il mese scorso ha inoltre messo in luce come il 26% di chi possiede un PC e il 15% di chi utilizza un dispositivo mobile utilizzino ad-blocker per eliminare la pubblicità dai siti che visitano. Naturalmente l’IAB ha accolto con piacere la decisione di Facebook e spera che anche altre piattaforme seguano lo stesso esempio.

Fatto sta che la guerra tra Facebook e gli ad-blocker è appena cominciata e si preannuncia già ora molto “calda”. Pochi giorni dopo l’annuncio della grande F, Adblock Plus ha infatti trovato un modo per continuare a rimuovere le pubblicità dalle pagine del social, ma giusto poche ore fa Techcrunch ha riportato una notizia secondo la quale Facebook, aggiornando il codice del sito, avrebbe già trovato un modo per aggirare la soluzione di Adblock Plus.