Vi ricordate tutte quelle volte che avete giurato di non passare un altro secondo su Facebook? Vi ricordate quanto non ne potevate più di vedere foto di amici, dei loro figli e dei loro gatti, serie infinite di selfie e slogan di uomini politici? Basta, vi dicevate, ora è davvero troppo.

Eppure siete ancora qui, vogliosi di scoprire come la pensano i vostri amici su un determinato argomento o di postare un vostro selfie davanti all’albero di Natale. Una situazione che non può non far venire in mente la celebre frase del Padrino III (“proprio quando pensavo di esserne uscito, mi vogliono ancora tirare dentro”) e che dimostra quanto quella di Facebook sia ormai una vera e propria “social addiction”.

Alcuni ricercatori della Cornell University hanno pubblicato recentemente uno studio che dimostra quanto sia difficile staccarsi dai social network e quindi da Facebook, scoprendo quattro ragioni fondamentale per le quali le persone non riescono a non tornare sulla grande F nonostante i ferrei propositi di riuscirci.

Lo studio è basato su interviste a 5.000 utenti di Facebook che hanno provato ad abbandonare il social network per almeno 99 giorni e hanno fallito. I partecipanti al sondaggio sono stati intervistati tre volte nel corso di questo periodo, in modo da testare il loro stato d’animo durante quello che i ricercatori hanno definito “disintossicazione da Facebook”. Di seguito riportiamo i quattro fattori così come descritti nello studio.

Una dipendenza percepita: le persone che si sono prestate allo studio consce che Facebook creava dipendenza erano più pronte a cedere alla tentazione di tornare sul sito. Un intervistato ha detto chiaramente che nei primi 10 giorni di “disintossicazione” ogni volta che apriva un browser le sue dita andavano quasi automaticamente sul tasto “f”.

molte delle persone tornate su Facebook dopo il periodo di disintossicazione social hanno cambiato atteggiamento

Stati d’animo: le persone che erano in uno stato d’animo positivo e allegro erano le più convinte a resistere e a non tornare su Facebook. Per chi invece, per una qualsiasi ragione, stava attraversando un periodo difficile, il richiamo di Facebook è stato molto più forte.

Perché si usa Facebook: lo studio ha scoperto che le persone convinte di mettere a repentaglio la propria privacy su Facebook non erano così tanto vogliose di tornare sul social network. La maggior parte degli intervistati ritiene comunque che Facebook sia un luogo ideale per mantenere i contatti con amici e familiari e per capire cosa gli altri pensino di loro. Questa fascia di partecipanti si è dimostrata più propizia a tornare su Facebook.

Mancanza di altri siti social: secondo lo studio le persone che non usano un altro social network come Twitter o Instagram avevano più voglia di tornare su Facebook.

In ogni caso i ricercatori della Cornell University hanno anche scoperto che molte delle persone tornate su Facebook dopo il periodo di disintossicazione social hanno cambiato atteggiamento, sfoltendo ad esempio la loro lista di amici, disinstallando l’app di Facebook dai loro smartphone o semplicemente limitando il tempo trascorso sul social.

Infine lo studio ha rivelato come Facebook sia utile per diverse funzioni sociali, diventando in alcuni casi l’unico strumento per far rimanere in contatto certi gruppi di persone. Ecco perché i risultati della ricerca dimostrano come siano numerose e complesse le decisioni delle persone quando si tratta di stabilire come utilizzare (o non utilizzare) uno strumento social potentissimo come Facebook.