La vittoria a sorpresa di Donald Trump e le conseguenti proteste di molti cittadini statunitensi hanno sollevato la questione di quanto le notizie false diffuse tramite Facebook e Google abbiano influito sui risultati elettorali.

Ecco alcuni esempi di titoli di notizie false apparse sul web:

Papa Francesco appoggia Trump
Wikileaks conferma che Hillary ha venduto armi all’ISIS
Donald Trump conquista il collegio elettorale e il voto popolare
La Fondazione Clinton ha speso 137 milioni di dollari in armi e munizioni illegali”.

Questi titoli sono presi da notizie pubblicate su Facebook e Google negli ultimi mesi. Il fatto che il contenuto di questi articoli non sai corretto non ha impedito che conquistassero centinaia di migliaia di like, condivisioni e commenti.

Il punto della questione è che le false notizie si diffondono in tutto il mondo tramite i social network, Google News e le ricerche di Google. Ecco alcune riflessioni su come le false notizie ci influenzano e su cosa è stato fatto per affrontare la questione.

1. Quanto è grande il problema?

Non ci sono stime su quante notizie false siano apparse su Facebook e Google durante la campagna per l’elezione del presidente degli Stati Uniti. Né vi sono dati sul numero di notizie false apparse su tali siti in tutto l’anno. A essere onesti, è aperto anche il dibattito su ciò che rende falsa una notizia.

Consideriamo per esempio la storia, completamente falsa e inventata, circolata durante l’estate secondo la quale il Papa avrebbe sostenuto il candidato allora repubblicano Donald Trump. Il Papa non ha mai sostenuto Trump. Si tratta di una storia che ha un’omissione o un errore?

Credo che, fino a quando non definiremo la questione in modo più chiaro, siano possibili diverse interpretazioni”, ha commentato Brian Blau, analista di Gartner. “Gli utenti vogliono fidarsi non solo dei provider, ma anche del contenuto che consumano, e data la mancanza di controlli granulari, dobbiamo presumere che una certa quantità di notizie false venga letta e creduta”.

Si può concordare sul fatto che, per essere considerata falsa, una notizia deve essere in gran parte o volutamente falsa.

In questo senso Mark Zuckerberg, CEO e co-fondatore di Facebook, ha dichiarato a metà novembre che la maggior parte dei contenuti che appaiono nella News Feed degli utenti sono notizie reali, sottovalutando l’effetto che hanno le notizie false su più di 1,18 miliardi di utenti attivi ogni giorno su Facebook.

Di tutti i contenuti pubblicati su Facebook, oltre il 99% è autentico”, ha scritto Zuckerberg sulla sua pagina personale Facebook. “Solo una piccola quantità corrisponde a notizie false o bufale. Le bufale non sono limitate a un punto di vista di parte o all’ambito della politica. Nel complesso, questo rende estremamente improbabile che false notizie abbiano cambiato l’esito di queste elezioni, in una direzione o nell’altra”.

Se Zuckerberg ha ragione e il 99% delle notizie su Facebook sono vere, vuol dire che l’1% è falso? Se è così, allora, se un utente vede ogni settimana 500 titoli di notizie nella sua News Feed, cinque di loro sono falsi.

E se quelle notizie false hanno titoli accattivanti, può succedere che proprio quei cinque titoli si imprimano nella memoria dell’utente. A ciò va aggiunto il fatto che Facebook utilizza algoritmi per mostrare ai lettori contenuti simili a quelli a cui normalmente rispondono, leggono e condividono. Quindi alcuni utenti potrebbero vedere una percentuale molto più alta di storie false.

2. Qual è l’effetto delle notizie false?

Secondo un sondaggio del Pew Research Center condotto tra il 7 marzo e il 4 aprile 2016 su 1.520 adulti statunitensi, il 68% degli intervistati è utente di Facebook. Inoltre, la maggioranza degli americani dice di informarsi attraverso i social media, e la metà del pubblico ha usato questi siti per avere notizie sulle elezioni presidenziali 2016.

Il Washington Post è andato direttamente alla fonte, intervistando Paul Horner, un uomo che scrive false notizie. “Credo che Trump sia alla Casa Bianca per merito mio”, ha dichiarato Horner al Washington Post. “I suoi follower non controllano niente – postano tutto, credono a qualsiasi cosa. Il manager della sua campagna ha pubblicato la mia storia relativa a un manifestante che sarebbe stato pagato 3.500 dollari. L’ha trattata come un dato di fatto. Ma la verità è che io l’ho inventata”.

Nel frattempo, Zuckerberg ha dichiarato in un post che Facebook sta lavorando con società specializzate per verificare l’autenticità delle notizie sul suo sito.

A questo punto non è possibile stabilire quanto le false notizie abbiano influenzato l’esito delle elezioni. Alcuni sostengono che hanno aiutato Trump nella sua inaspettata vittoria, altri non sono d’accordo.

Ciò che è chiaro, tuttavia, è che la gente legge queste storie, le commenta, mette un like o scrive commenti negativi. Le condivide con amici e familiari. Questi contenuti, pieni di falsità e propaganda, sono circolati, e qualcuno ha scelto di crederci.

3. Cosa c’entra Google?

Le false notizie non sono solo un problema di Facebook.

Nei giorni successivi alle elezioni tra le notizie più importanti di Google News ne è apparsa una che sosteneva che Trump aveva battuto il candidato democratico Hillary Clinton nel voto popolare e nel collegio elettorale. Era una storia falsa. Clinton ha vinto, sì, il voto popolare, ma Trump si è assicurato i 270 voti del collegio elettorale necessari per ottenere la presidenza.

Quando le persone vogliono sapere qualcosa, spesso si rivolgono a Google. Volete sapere quale candidato ha vinto nello stato dello Utah e in Virginia? Google lo sa. Volete sapere se il Papa ha appoggiato un candidato? Google lo sa.

Se le notizie false appaiono nei risultati delle ricerche e di Google News, la disinformazione si diffonde senza controllo.

4. Perché le notizie false non possono essere semplicemente eliminate?

Questa domanda, apparentemente semplice, solleva una serie di questioni complesse.

Innanzitutto, vogliamo davvero che aziende come Facebook e Google decidano ciò che è vero e ciò che non lo è? Per esempio, una notizia è falsa se contiene un singolo fatto non vero o se l’intera premessa è sbagliata? Come fa un algoritmo a distinguere la differenza?

Inoltre, gli utenti vogliono che Facebook decida quello che possono o non possono condividere con i loro amici?

I problemi qui sono complessi, sia tecnicamente che filosoficamente”, ha scritto Zuckerberg. “Dobbiamo stare attenti a non scoraggiare la condivisione di opinioni o a limitare erroneamente contenuti accurati. Noi non vogliamo diventare arbitri della verità, ma piuttosto fare affidamento sulla nostra comunità e terze parti affidabili”.

Guardando al futuro, è possibile pensare che le decisioni finali su ciò che è falso e ciò che è vero, nelle notizie, saranno prese da un team uomo/macchina. Gli algoritmi saranno utilizzati per individuare presunti falsi o errori e segnalarli per ulteriori controlli. A quel punto, sarà l’uomo a prendere le decisioni finali. Per fare questo, gli algoritmi dovranno essere aggiornati, diventare più sofisticati ed essere testati in modo rigoroso prima di essere lanciati in Facebook e Google.

5. Cosa è stato fatto per eliminare le notizie false dalle nostre ricerche e News Feed?

Anche se Google non ha risposto a una richiesta di informazioni, Reuters ha riferito che la società, pur non affrontando in modo diretto il problema delle false notizie, sta lavorando per cambiare le sue policy in modo che i siti web che pubblicano contenuti falsi non possano utilizzare la sua rete di pubblicità AdSense.

La mossa di Google punta a ridurre in modo drastico i benefici finanziari provenienti dalla creazione di contenuti falsi.

Per quanto riguarda Facebook, Zuckerberg ha dichiarato che la società sta lavorando su un insieme di modifiche che possono ridurre la quantità di notizie false sul social network. Facebook sta anche lavorando per semplificare la segnalazione di storie false da parte degli utenti, segnalare i contenuti identificati come falsi, cambiare le politiche pubblicitarie per rendere più difficile fare soldi con storie false e sviluppare tecnologie che permettono di rilevare contenuti non veritieri.

Secondo Jeff Kagan, analista indipendente specializzato nel settore, l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale giocheranno una parte importante nei processi di individuazione di storie false, in quanto permettono di analizzare i testi in modo molto più veloce ed efficiente di quanto possono fare gli esseri umani. Tuttavia, queste tecnologie “sono ancora nella loro infanzia”, ha sottolineato l’analista, ci vorrà tempo per trovare una soluzione efficace per questo problema.