Due giorni fa Google ha annunciato che per la prima volta le ricerche sul motore di ricerca numero 1 al mondo effettuate da smartphone hanno superato quelle da PC.

“Miliardi di volte su base giornaliera utenti e consumatori si rivolgono a Google per ottenere informazioni su casa sapere, dove andare, cosa comprare e cosa fare. Sempre più spesso queste richieste vengono ormai fatte da uno smartphone e le ricerche su Google, almeno in dieci Paesi inclusi USA e Giappone, sono ormai svolte più da dispositivi mobile che non da PC”, ha affermato il vicepresidente della gestione prodotti di Google Jerry Dischler.

Dischler ha aggiunto che questo traguardo rappresenta un’opportunità incredibile per le aziende per raggiungere nuovi clienti attraverso lo strumento del mobile. Inoltre, secondo l’analista di ZK Research Zeus Kerravala, questa notizia del primato degli smartphone sui PC e i tablet sta a significare che siamo ufficialmente entrati in un mondo “mobile first”.

“Invece di utilizzare i nostri PC casalinghi e di affiancarli al nostro smartphone, siamo ormai diventati una generazione prettamente mobile. La prima conseguenza di questo cambiamento è che possiamo ottenere le informazioni che desideriamo e che ci servono ovunque siamo, in qualsiasi momento e qualsiasi cosa stiamo facendo. Ecco perché le frasi “me ne occuperò quando torno a casa” o “lo farò quando torno in ufficio” non esistono più nel nostro vocabolario”.

Questo annuncio, che per certi versi non arriva del tutto inaspettato, si lega strettamente alla decisione del mese scorso di Google di cambiare il suo algoritmo per le ricerche effettuate da smartphone, in modo da far apparire prima nei risultati quei siti realizzati per un’esperienza di utilizzo mobile ottimale.

Di conseguenza quei siti che invece non sono progettati per offrire un’esperienza mobile piacevole, comoda e pratica (immagini troppo grandi, testo troppo piccolo, formattazione sballata) non avranno più un buon posizionamento nei risultati delle ricerche. E si sa quanto sia importante apparire nella prima pagina di Google una volta che si clicca sul pulsante Cerca.

“Il fatto che Google stia mettendo in primo piano i siti mobile significa che gli ads di Google hanno la necessità di essere orientati alla sfera mobile. Penso che questo cambiamento porterà le pubblicità a essere più localizzate rispetto a prima. In questo modo, se cerco ad esempio un fast food, non dovrò più vedere la pubblicità di un McDonald se quello più vicino è a 100 km da dove sono io, ma mi aspetto qualcosa di molto più vicino e comodo da raggiungere”, afferma Kerravala.

Anche secondo l’analista di Technology Business Research Ezra Gottheil l’idea di una pubblicità il più localizzata possibile sarà critica per gli utenti mobile. “Questo spostamento verso il mobile cambia notevolmente le carte in tavola”.