Da un certo punto di vista, si potrebbe sostenere che il settore della pubblicità online sta ottenendo ciò che si merita. Stanchi di pagine web appesantite da annunci pubblicitari, gli utenti li bloccano con strumenti gratuiti.

Da un’altra prospettiva, gli annunci, piaccia o no, pagano persone che creano contenuti per il web. Dal momento che trovare abbonati paganti è difficile, la pubblicità è la fonte primaria di entrate per gli editori online.

In un post pubblicato giovedì, un alto dirigente del più grande gruppo commerciale di pubblicità online ha ammesso francamente che l’aumento della pubblicità online nel corso degli anni – e i correlati problemi di prestazioni – hanno alienato molti utenti.

Ci siamo messi nei guai”, ha scritto in un post Scott Cunningham, Senior Vice Presidente dell’Internet Advertising Bureau (IAB) e direttore generale del suo Tech Lab. “Come esperti che hanno il compito di fornire contenuti e servizi agli utenti, abbiamo perso di vista la user experience”. L’IAB è composto da 650 organizzazioni che gestiscono circa l’86 per cento delle pubblicità online.

Un effetto dell’eccessiva pubblicità è stato il crescente uso di strumenti come Adblock Plus, che blocca gli annunci che vengono somministrati da ad server noti.

Secondo un rapporto pubblicato nel mese di agosto, i siti web degli Stati Uniti perderanno 21,8 miliardi di dollari in entrate pubblicitarie quest’anno a causa del blocco della pubblicità. L’uso di strumenti di blocco è aumentato del 48 per cento negli Stati Uniti nel corso dell’ultimo anno, con circa 45 milioni di utenti che li utilizzano.

In Europa sono 77 milioni gli utenti che utilizzano software per il blocco di annunci, con un aumento del 35 per cento nell’ultimo anno.

Il rapporto è stato scritto da PageFair, società irlandese che aiuta i siti web a contare gli utenti che bloccano annunci, e Adobe Systems.

Cunningham ha riconosciuto che le pratiche del settore nel corso degli anni sono stati in parte responsabili di questa tendenza. Per incoraggiare pratiche migliori, il Tech Lab dell’IAB sta avviando un nuovo programma chiamato “L.E.A.N. Ads”, che sta per Light, Encrypted, Ad choice supported and Non-invasive ads. Il programma è nato per guidare i futuri standard pubblicitari online e le migliori pratiche. Cunningham ha scritto che affronterà temi come il retargeting, una pratica per mezzo della quale un annuncio mirato viene mostrato agli utenti quando sono su altri siti web.

Inoltre, secondo Cunningham il settore della pubblicità online dovrebbe affrontare la questione del volume degli annunci che si trovano in una pagina web e la “viewability”, un termine per determinare se una persona ha effettivamente visto un annuncio.

C’è un senso di urgenza nel piano dell’IAB per il settore mobile. Secondo il report di PageFair Adobe, gli strumenti di blocco non sono ancora molto utilizzati sui cellulari, ma il loro uso potrebbe diffondersi velocemente.

Apple, per esempio, consente l’utilizzo di software di blocco degli annunci in iOS 9. A pochi giorni dal rilascio del nuovo sistema operativo, sono stati ampiamente scaricati diversi strumenti di blocco degli annunci.