Come se la passa l’e-commerce italiano? Gli ultimi dati raccolti e rivelati dal Censis sono essenzialmente positivi. Sono sempre più infatti gli italiani che compiono acquisti su Internet (la maggior parte al Nord Est) e il valore di questo mercato, che nel 2006 era di 4,1 miliardi di euro, nel 2014 ha raggiunto i 13,3 miliardi di euro, contro gli 11,27 miliardi del 2013 (un incremento del 20%). Il numero degli acquirenti online è inoltre passato da 9 a 15 milioni nel giro di tre anni, anche se nell’ultimo trimestre del 2014 erano già 16 milioni.

Eppure, nonostante la legislazione sia cambiata molto negli ultimi anni a favore dei consumatori grazie alle molte regole volute dall’Antitrust proprio sul commercio elettronico, c’è ancora una buona fetta di italiani (il 24,4%) che non si fida ad acquistare online. I motivi sono dei più disparati e vanno dalla mancata consegna del prodotto ordinato, al diritto di recesso non rispettato, a problemi con la garanzia, alla difficoltà nel comunicare online con i venditori e al timore di ricevere l’oggetto sbagliato.

Una larga percentuale teme invece truffe e non si fida ancora dei sistemi di pagamento online (il 65% degli acquirenti online si affida infatti a carte prepagate), anche se di questi “dubbiosi” ben il 35% è rappresentato dagli over 65, che hanno naturalmente molta meno confidenza con Internet rispetto all’utenza più giovane ed esperta. Tra gli scettici dell’e-commerce ci sono anche quelli che ritengono l’acquisto online un’operazione “fredda” (circa il 23%), preferendo a esso il contatto umano con il venditore e il poter vedere e toccare direttamente l’oggetto desiderato.

Ci sono però anche molti aspetti positivi. Innanzitutto il 43,5% degli utenti internet italiani fa abitualmente acquisti online, soprattutto perché si risparmia rispetto al negozio fisico (38%) e perché è molto più comodo (32,8%). Altre motivazioni che spingono a comprare online sono la semplicità delle procedure di acquisto (20%), la grande varietà di scelta rispetto ai negozi tradizionali (13%) e persino il divertimento nel fare acquisti su un sito, che per il 7% degli italiani è visto come una specie di gioco.