LinkedIn è uno strumento potente per comunicare, fare rete e avanzare nella carriera. Può però essere anche un luogo virtuale dove altre persone vengono a conoscenza di aspetti della vostra vita che possono colpire negativamente le vostre possibilità lavorative.

Questo pericolo è una delle conseguenze della crescente centralità dei profili LinkedIn non solo come strumenti per cercare lavoro, ma anche come mezzi di personal-branding. LinkedIn, che incoraggia i suoi utenti a condividere sempre più informazioni personali che vadano anche oltre le semplici esperienze in campo lavorativo, potrebbe persino arrecare dei danni a chi lo utilizza nel modo sbagliato.

I profili LinkedIn possono sembrare infiniti e più le persone li scorrono, più possono trovare alcuni aspetti della vostra vita tali da rendervi soggetti a giudizi negativi e discriminatori, benché ingiusti. Riportare ad esempio sul profilo le vostre attività extracurriculari può aiutare a farvi conoscere meglio all’esterno, ma può anche portare a problemi non da poco.

Si tratta di trovare la giusta via di mezzo tra mostrare troppo e non mostrare abbastanza. Emily Gordon, a capo dello studio di reclutamento Seven Step PRO, consiglia di sottolineare nel profilo LinkedIn tutto ciò che ha a che fare con le vostre esperienze lavorative passate e presenti, con il settore di cui vi occupate e con eventuali clienti con cui avete lavorato, lasciando stare tutto il resto.

Alcuni datori di lavoro potrebbero infatti chiedersi come impatterà su un ipotetico lavoro futuro il fatto che voi facciate volontariato per 20 o più ore a settimana

Un modo per evitare eventuali discriminazioni o giudizi ingiusti nei vostri confronti è focalizzarvi sui risultati ottenuti in carriera. “Un buon risultato avrà sempre la meglio su qualsiasi discriminazione” afferma il consulente del lavoro Rick Gillis. Le supposizioni negative basate su alcune informazioni che avete inserito sul vostro profilo LinkedIn potranno non avere alcun fondamento nella realtà, ma non è questo il punto.

Alcuni datori di lavoro potrebbero infatti chiedersi come impatterà su un ipotetico lavoro futuro il fatto che voi facciate volontariato per 20 o più ore a settimana, o che ogni weekend siate irreperibili perché viaggiate o siete impegnati in altre attività. Dovete fare in modo che la vostra personalità, le vostre convinzioni o qualsiasi cosa facciate nel vostro tempo libero non interferiscano con una nuova possibilità lavorativa, con la chiusura di un possibile contratto o con un importante aggancio nel vostro settore.

La Gordon consiglia di non mettere sul vostro profilo LinlkedIn interessi personali, sport e hobby. Da un lato potrebbero far risaltare la vostra persona, ma dall’altro potrebbero rivelarsi più un peso che un vantaggio.