L’ambizioso progetto di Google per portare connettività Internet nelle aree del mondo più povere e isolate sfruttando palloni aerostatici e aerei sta facendo notevoli passi avanti, tanto che la grande G conta di lanciare pubblicamente questi servizi entro pochi anni.

Entrambi i progetti hanno catturato l’immaginazione di molti grazie alla loro capacità di portare la connettività tramite piattaforme aeree, ma rappresentano al tempo stesso una sfida ingegneristica notevole per Google, che però, come abbiamo già visto in numerose occasioni, non è certo nuova a questi progetti innovativi e anche un po’ “fantascientifici”. Dell’argomento ha parlato nel corso del Mobile World Congress 2015 Sundar Pichai, senior vice president dell’area prodotti di Google.

Tra i due il progetto più “vecchio” e già conosciuto è Project Loon, che punta a utilizzare palloni aerostatici posti a 20 Km dalla superficie terrestre per fornire connettività Internet. I primi esperimenti di Google prevedevano un segnale Wi-Fi proprietario, ma gli ultimi test sono stati fatti sfruttando lo standard di telefonia mobile cellulare LTE.

Quando Google ha cominciato a lanciare due anni fa i primi palloni aerostatici, non era in grado di mantenerli attivi e funzionanti per più di 5 giorni, mentre ora sono operativi da 6 mesi, fornendo connettività LTE direttamente ai dispositivi mobile sul pianeta. Questo grazie a nuove tecnologie che hanno permesso di quadruplicare la portata del segnale proveniente dai palloni. Pichai ha fatto intendere che quest’ultimo modello adottato sta funzionando davvero bene e, al momento, Google sta sperimentando il servizio in Nuova Zelanda con Vodafone, in Australia con Telstra e in America Latina con Telefonica.

A differenza dei palloni aerostatici, che saranno spinti e mossi dai venti, gli aerei avranno un controllo dei movimenti molto maggiore

Nel corso del suo intervento Pichai ha parlato anche del progetto Titan, ovvero della possibilità di sfruttare aerei alimentati a energia solare che possano funzionare per lunghi periodi. A differenza dei palloni aerostatici, che saranno spinti e mossi dai venti, gli aerei avranno un controllo dei movimenti molto maggiore. Pichai ha affermato che gli aerei possono anche fornire un utile servizio di integrazione, fornendo un supporto extra in aree particolarmente difficili o colpite da gravi disastri naturali. I primi voli di test di questi aerei sono programmati per i prossimi mesi e naturalmente Google lavorerà a stretto contatto anche con gli operatori telefonici di tutto il mondo.

“Vedrete tantissimi progressi nei prossimi anni e non solo per quanto riguarda le aree remote e più disagiate del pianeta, ma anche per in altre parti del mondo più sviluppate. Persino negli USA abbiamo dovuto affrontare situazioni difficili a livello di connettività”, ha concluso Pichai.

Ricordiamo inoltre che Google ha in campo altri due importanti progetti per la connettività cablata nelle aree urbane. Google Fiber continua la sua espansione negli Stati Uniti e Project Link, che ha già portato la banda larga a Kampala (Uganda) tramite la stesura di una rete in fibra ottica, si espanderà in molti altri Paesi africani nel corso dell’anno.