Inbox, lanciato cinque mesi fa, era stato progettato da Google per evitare di essere inondati di mail aiutando l’utente a smistare i messaggi e a concentrarsi su quelli davvero importanti. Ora Google si sta muovendo per portare Inbox in Google Apps, con lo scopo di renderlo uno strumento fondamentale anche in ambito business per gestire le email provenienti dal capo, dai colleghi e da altri soggetti con cui si interagisce quotidianamente sul posto di lavoro.

A partire da marzo Google metterà a disposizione Inbox per un gruppo ristretto di utenti di Google Apps, in modo da farlo provare ad alcuni early adopter che, per partecipare, dovranno inviare una mail di richiesta a inboxforwork@google.com con il loro account di amministratore di Google Apps for Work.

“Avete mai provato una strana sensazione, come se la vostra casella di posta viva di vita propria? Ogni giorno siete continuamente inondati da email con richieste, aggiornamenti e cose da fare, passate da computer a smartphone nel tentativo di gestire i vostri impegni e vi trovate a leggere le email più recenti invece di quelle più importanti”, afferma Alex Gawley di Google.

gmail_inbox-100569604-small.idgeOra il colosso di Mountain View si sta concentrando sull’utenza business. “Aggiungere un reminder per fissare un pranzo di lavoro con il vostro cliente preferito o gestire altri impegni lavorativi. Con Inbox è possibile farlo senza perdere tempo e con una gestione intelligente e al vostro servizio. In più, essendo costruito sulla stessa infrastruttura di Gmail, Inbox assicura gli stessi ed elevati standard di sicurezza offerti da Gmail”, continua Gawley.

Zeus Kerravala, analista presso ZK Research, pensa che Inbox possa rappresentare un grande aiuto in ambito lavorativo. “Penso che la lettura delle email sia al primo posto nella classifica delle azioni che fanno perdere più tempo. Alcuni lavoratori ne ricevono quotidianamente centinaia e solo il processo di gestione per capire quali siano importanti e quali no può portare via diverse ore”.

Anche se alcuni analisti ritengono rischioso affidarsi a un software che scelga al nostro posto le email prioritarie, Kerravala pensa invece che Inbox rappresenti l’inizio di una soluzione definitiva per contrastare l’inondazione quotidiana di email. “Il solo fatto di risolvere parzialmente il problema è meglio che provare a farlo manualmente”, conclude Kerravala.