Facebook si sta impegnando a migliorare i metodi per individuare i profili falsi, in particolare quelli creati da persone che fanno finta di essere qualcun altro. I falsi profili stanno diventando un ostacolo non da poco per Facebook, in modo particolare nei mercati in via di sviluppo. In India ad esempio si sta verificando un problema significativo su questo versante, con uomini che creano falsi profili per impersonare delle donne, una chiara violazione delle regole di Facebook. Questo aspetto fa parte di un problema ancora più grande in India, dove, rispetto ad altre parti del mondo, gli uomini navigano su Internet in numero molto maggiore a quello delle donne.

A sostenerlo è anche lo stesso Mark Zuckerberg, che in un intervento a Barcellona nel corso del Mobile World Congress 2015 ha dichiarato che Facebook è conscia del problema e che sta studiando il modo di scoprire più rapidamente i falsi profili, ricorrendo in parte a un miglior feedback da parte degli utenti. “Questo è un problema che stiamo prendendo molto seriamente”, ha detto Zuckerberg rispondendo a una domanda durante un incontro pubblico sulla sicurezza delle donne online svoltosi sempre a Barcellona.

Le condizioni di utilizzo di Facebook proibiscono agli utenti di creare un account non riferito a loro stessi, almeno che non abbiano il permesso dell’altra persona. Gli utenti inoltre non possono creare più di un account personale e, per segnalare quelli che ritengono degli “impostori”, devono compilare questo modulo. Anche con l’aiuto degli utenti però Facebook continua ad avere problemi nel combattere questa spiacevole questione. L’utente indiano che ha posto a Zuckerberg una domanda sui falsi profili sostiene di aver scoperto oltre 50 account falsi di donne su Facebook e Zuckerberg, nonostante l’impegno promesso, non ha fornito dettagli precisi su come Facebook voglia migliorare gli strumenti per contrastare il fenomeno.

A dire il vero il gigante dei social network ha già preso in passato alcune decisioni per limitare la creazione di profili falsi o ingannevoli, chiedendo ad esempio lo scorso anno alla U.S. Drug Enforcement Administration di smetterla di impersonare altre persone per indagare su alcuni sospetti. Al tempo stesso Facebook sta studiando un modo per dare ai transessuali più discrezionalità nel creare profili con nomi diversi ma che rappresentino sempre la loro vera identità.

Resta comunque il fatto che quella dei falsi profili è una piaga dai numeri sempre più importanti, tanto che lo scorso anno meno del 2% del miliardo di utenti Facebook attivi mensilmente hanno creato profili violando il regolamento del servizio. E questa percentuale, che equivale a milioni di profili, potrebbe persino essere in difetto visto che deriva da un rapporto interno riferito a un campione limitato di profili.