Le più recenti indagini di mercato indicano che le vendite online, soprattutto in riferimento ai prodotti di largo consumo, stanno andando molto bene.

Dall’Osservatorio E-commerce Netcomm (Politecnico di Milano), si evidenzia che il 77 per cento degli e-commerce ha acquisito nuovi clienti a seguito del lockdown.

Le nuove abitudini hanno visto quindi: comprare di più online; comprare online per la prima volta da parte di chi non lo aveva mai fatto; l’avvio di una presenza digitale anche per quelle realtà più piccole e locali che, attraverso il web, hanno potuto gestire meglio servizi di take-away e pagamento.

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Ma se gli acquisti via web aumentano, come si adeguano le infrastrutture tecnologiche?

Soprattutto nei casi di piattaforme come Magento, tra le più usate per vendere online, il lavoro sull’architettura cloud sottostante è molto importante per garantire velocità e prestazioni.

Magento è infatti ricchissimo di file nell’installazione di default e un peso particolare lo occupano anche i file media del tema.

Se si vuole far correre un e-commerce, soprattutto in presenza di volumi più importanti, è quindi necessario investire molto in cloud server potenti?

In realtà, un ruolo primario lo giocano il setup e l’ottimizzazione dell’architettura server, permettendo così di ottenere prestazioni e velocità senza scalare orizzontalmente in modo oneroso.

Il Cloud Provider può avere il suo ruolo nel rendere la base delle vendite online più veloce e leggera. Assicurando un’esperienza di acquisto migliore.

Per esempio, Seeweb consiglia come prima cosa di dedicare a Magento un server che sia solo per Magento, senza appesantirlo con, per esempio, servizi di posta o ulteriori applicativi.

Oltre a questa strategia, ottimi risultati per un e-commerce veloce sono assicurati da un buon setup iniziale se il progetto è in fase di avvio, e da un’ottimizzazione e dall’adozione dei software giusti se invece la piattaforma è già “operativa”.

Ecco che quindi un team esperto può modellare il cloud base dell’e-commerce in modo tale da ottenere l’effetto finale: aumentare le conversioni e quindi il fatturato.

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