AMSTERDAM (2015/05/04) – Google potrebbe dover subire controlli e indagini a partire da mercoledì, quando la Commissione europea renderà pubblica la sua strategia per rendere le imprese digitali europee più competitive e per semplificare lo shopping online e lo streaming di film tra diversi paesi EU.

Da quando la Commissione ha delineato la sua strategia per il mercato unico digitale lo scorso marzo, alcune bozze della strategia EU trapelate alla stampa hanno svelato alcuni dettagli su come questa intenda effettivamente creare un mercato di beni e servizi digitali in tutti i 28 paesi dell’UE.

Una delle maggiori preoccupazioni per la Commissione è il crescente potere delle aziende di tecnologia degli Stati Uniti nei settori della ricerca online, app store, e-commerce e social media. Tutte piattaforme su cui molte aziende online europee basano il proprio business digitale.

La Commissione condurrà una “valutazione globale” del ruolo di tali piattaforme, secondo quanto afferma il pubblicato dal Financial Times la scorsa settimana.

Sebbene il progetto non faccia il nome di alcuna azienda, l’attenzione dell’indagine verso la trasparenza nei risultati di ricerca, compresi i link a pagamento e le pubblicità, tira in ballo direttamente Google. Secondo il FT, in ogni caso, si tratterà di un’indagine separata rispetto a quella in corso da parte dell’antitrust EU.

Altre aziende di tecnologia potrebbero doversi aspettare dei controlli. La Commissione ha detto che rivedrà o regolamenti che riguardano telecomunicazioni e media per adattarli ai servizi basati su IP come Skype, WhatsApp e Netflix, che vengono sempre più spesso utilizzati dai consumatori al posto dei tradizionali mezzi di comunicazione o di intrattenimento.

Interventi più veloci contro i contenuti illegali

La Commissione intende inoltre rendere più efficaci le procedure per la rapida rimozione dei contenuti illegali. Sebbene nessuno dei piani finali sia stato ancora ufficialmente presentato, la Computer & Communications Industry Association (CCIA), che rappresenta aziende come Amazon.com, Facebook, Google, Microsoft e altri, ha reagito ieri alle indiscrezioni affermando quella regolamentare le piattaforme digitali è una cattiva idea, che colpirebbe più duramente proprio le imprese europee.

La CCIA si è anche opposta con forza quello a che ha definito un “obbligo di diligenza” per le società Internet, che impone loro di monitorare, giudicare e rimuovere dalle proprie piattaforme o servizi di hosting i contenuti prodotti dagli utenti o da terze parti. Questo obbligo, ha detto, comprometterebbe le misure attualmente in uso per rispondere a questo tipo di problemi e minerebbe l’attuale equilibrio tra libertà di parola, libertà commerciale e le necessità di controllo del materiale illegale.

Migliorare l’e-commerce tra paesi EU

Altro obiettivo della Commissione è l’incremento degli acquisti online transfrontalieri all’interno della UE. Sebbene Internet dovrebbe in teoria consentire alle persone di acquistare o vendere in luoghi lontano, più della metà di tutti i tentativi di effettuare un acquisto online transfrontaliero fallisce perché il venditore non servire il paese del consumatore, secondo i dati della Commissione.

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Vendere oltre frontiera è particolarmente difficile per le piccole imprese on-line che lottano con il costo e la complessità di avere a che fare con regole fiscali e imposte sul valore aggiunto di altri paesi. La Commissione intende semplificare le norme IVA per incrementare le attività transfrontaliere – dopo averle complicate loro all’inizio di quest’anno per evitare che le multinazionali come Google e Amazon.com si potessero avvantaggiare facendo formalmente risultare le vendite come operate da paesi con regimi fiscali agevolati.

La maggior parte dei tentativi di acquisto online tra paesi EU non va in porto perché il venditore non serve il paese di destinazione

Ancora, la Commissione vorrebbe ridurre il costo dei servizi di trasporto e consegna transfrontalieri. Entro la fine del 2015 si propone anche di proporre modifiche alle norme sul diritto d’autore per fare in modo che i consumatori possano accedere ai contenuti legittimamente acquistati o ai servizi sottoscritti, tra cui musica e film, da qualsiasi paese dell’UE e non solo nel proprio paese d’origine.

La Commissione sta anche spingendo per  una rapida adozione del regolamento sulla protezione dei dati personali, che dovrebbe rispondere alle preoccupazioni dei cittadini europei verso la propria privacy. Le nuove norme dovrebbero essere pronte entro la fine dell’anno.

Ulteriori dettagli sulle proposte saranno pubblicati domani, mercoledì 6 maggio. La Commissione ha rifiutato di commentare su di esse prima della pubblicazione ufficiale.